Centro Cadore: sindaci pulcini dal prefetto chioccia /2 (i distinguo domeggesi)

Questo post non era previsto nella “breve serie” dedicata ai sindakos centro cadorini sinergico-unionisti. Ma poi @Toni ha segnalato un articolo nel quale il sindaco di Domegge “ha preso le distanze” dalle affermazioni pronunciate dal pari grado di Calalzo e mi è parso opportuno segnalare a mia volta la cosa. Non per significare che fra gli “eletti” vi siano maschi contrasti, ché invece l’armonia regna sovrana (credo), ma per evidenziare le diverse sensibilità in capo ai Magnifici Otto.

Domegge e la prefettura. Ecco i problemi di cui si è discusso. Con riferimento all’incontro dei sindaci del Cadore con il prefetto di Belluno ed all’articolo del Vostro giornale, come sindaco del Comune di Domegge preciso quanto segue. Ho partecipato all’incontro con riferimento a due specifiche problematiche che sono materia quotidiana del nostro operare: la mancata pulizia dei bordi stradali da parte dell’Anas con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti nel pieno della breve stagione turistica che coinvolge i nostri paesi. Argomento che è stato oggetto anche di un precedente incontro con il dirigente regionale Anas a Mestre e che, ad oggi, non ha prodotto nessun risultato; e una situazione di assoluta incertezza applicativa per quanto riguarda la cartellonistica stradale per la segnalazione agli automobilisti in transito di manifestazioni ed eventi che tutti i Comuni e le Pro Loco organizzano soprattutto nel periodo estivo. Incertezza che ha coinvolto Comuni vicini con conseguenze molto spiacevoli. […]

Altri e diversi argomenti sollevati da persone presenti alla riunione in prefettura ed ampiamente divulgate a mezzo stampa non sono rappresentative del pensiero del sottoscritto. Lino Paolo Fedon SINDACO DI DOMEGGE.

Dunque l’etilismo – oops – l’etilometro (con l’autovelox e il conseguente prefigurato massacro degli automobilisti in transito sulle dolomitiche strade, siano essi turisti o residenti …), non è un problema che coinvolge i sindaci nella stessa misura. C’è chi è annebbiato dai fumi dell’etilometro chi meno e chi per nulla.

Io continuo a sostenere che in campagna elettorale si possono dire (quasi) tutte le stronzate del mondo. Fuori da quel contesto, invece, bisognerebbe riflettere un po’ prima di saltare sul tavolo dove tutti ti vedono e dar luogo a danze … se non inopportune non propriamente tradizionali. Il mondo è diventato piccino piccino e c’è gente in giro che, anche se non è proprio venuta su a pane e Chomsky, non è che si beve proprio tutto quello che l’oste gli mette davanti agli occhi.

Prima di far finta di essere alla guida di un Magnifico Veliero che solca impavido gli agitati mari della realtà, i Capitan Uncino de noantri dovrebbero prendere le misure del natante. Forse si accorgerebbero di essere sulla tolda di una bagnarola. Che almeno mantengano la dignità di comandanti e, se ogni tanto si lasciano andare (comprensibilmente), abbiano la cura di nascondere le bottiglie di rhum alla vista della ciurma.

 

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