CiaspDoloMitica e Ciaspolada, alba e tramonto sulla neve


Bisogna premettere che il consorzio Valcomelico è, lo dimostra la Comelgo Loppet archiviata solo da qualche giorno, un ente vivo ed intraprendente.

La seconda premessa riguarda il turismo che, dal punto di vista del mercato, è da considerarsi un segmento maturo a bassa se non bassissima intensità di innovazione la quale, quando si manifesta, lo fa in relazione a particolari nicchie del segmento stesso.

In questo brevissimo quadro si innesta la seguente ed altrettanto breve considerazione. La trentina Ciaspolada in Val di Non è giunta alla sua 38a edizione e si parla di un suo prossimo paventato tramonto (vedi anche qui) cui fa da contraltare, in terra cadorina, la novella edizione della CiaspDoloMitica.

Al di là del fatto che ogni manifestazione può essere utile in senso generale, non ci si può sottrarre ad una lettura “sociologica” dei due fatti comparati; eventi di questo tipo hanno senso solo se servono, come nel caso della CiaspDoloMitica, a tentare di far conoscere a fette di pubblico più vaste possibili realtà marginali com’è oggi quella del Comelico (e ancor più il Centro Cadore fatta l’eccezione, con cautela, di Auronzo). Oppure hanno il senso di continuare una tradizione (nata con l’intento già descritto) che nel tempo si è radicata diventando un momento di fidelizzazione (ed è il caso della Ciaspolada).

Quello che è incredibile, è che queste due realtà siano separate da 38 anni di tempo.

Nell’organizzazione di questo importante evento sembra che il Comelico voglia spingersi a vivere una nuova era pionieristica, alla ricerca di una “nuova identità”. Ma cosa troverà il turista indotto a calpestare la terra comeliana? Un nuovo ed inesplorato Far West o una riserva indiana, ormai piegata su se stessa, che organizza danze della pioggia?

5 commenti per CiaspDoloMitica e Ciaspolada, alba e tramonto sulla neve

  • Danilo De Martin

    Ciaspolada, si prova a salvarla (l’Adige.it)

  • lozzese curioso

    Bondì Dany,….kesto e n’segnal che bisogna cambià rotta,se son par tempo!!….ai Turisti te a da dai n'”pachetto” che pò comprende anche al discorso “ciaspe”ma no te pò pretende che i vegne a Loze solo par le “ciaspe”.Luore (i Turisti)vò na serie de servizi globale che comprende in priomis lo sci alpino (coprensorio sciistico) e dapò duto ke ke vien davoi come le ciaspe,sci nordico,sci alpinistico,snowboard,escursioni ecc… abinade ai alberghi,negozi,attrezzature varie,tipo saune e strutture sportive all’avanguardia e strade moderne:avone da dai duto kesto?
    e senò creon sempre al turismo “mordi e fuggi” ke no porta a nuja!…i vien da bonora e da da siera i torna a Treviso:magare i se genpe le sbolde de fonghe e così i fa anche dornada!!!
    Ke diseu?
    (Da no sottovalutà al fatto de fei conosse le radici storiche e le tradidion locali che crea sempre n’zerto fascino te n’turista ke vien da fora)

  • talaren

    Resta il fatto che tutte le attrazioni che si possono mettere in atto su a monte, se per accederci devo percorrere la Val da Rin o monte Agudo, a Lozzo non porteranno nulla. La gente quando scenderà a valle si ristorerà (se lo farà, sappiamo come sono molti turisti…) in un bar di Auronzo, girerà per i negozi di Auronzo, pernotterà in un albergo di Auronzo (sì, è vero, noi offriamo pochissimi posti letto al momento, ma è la domanda a creare l’offerta, e in questa maniera non ci sarà domanda). Per di più la coscienza turistica generale sarà convinta di aver ciaspolato su Pian dei Buoi, fino al rifugio Ciareido, in cima ad “Auronzo”…
    Ci manca un collegamento degno di tale nome, che sia su filo o su strada o su quel che si vuole, l’importante è che abbia la base di partenza sul territorio di Lozzo!
    Solo dopo, quando centro abitato e monte diventeranno due realtà meno isolate tra loro, sarà più facile creare attrattività, e probabilmente ci sarà anche più stimolo e più voglia di crearla…

  • @lozzese curioso: al to ragionamento no fa na piega, al Turista nquoi se spieta l famoso pacheto. Resta nteso che chel che i à fato col Regno dele Ciaspe l é stou biciou la no tanto pal Turista (co la T maiuscola) quanto pal turista, chel che vien su la domenia a feise n giro su la neve. Al pacheto deve feilo e proponelo chi che fa atività turistica. Chela dele ciaspe sarae solo na componente n pì (se la fose afidabile) da tegnì n consideraion.

    @talaren: se guardiamo alla “stagione invernale” concordo quasi perfettamente con quanto da te detto; la stagione estiva, pur traendo considerevole vantaggio da un ipotetico collegamento extra-strada del genio, non è così vincolante. Non sono d’accordo quando dici che è la domanda che genera l’offerta: in moltissimi settori questa è la legge imperante, ma in quello turistico, settore maturo che non lascia molto alla cosiddetta capacità di innovare (quello che c’era da inventare è stato inventato), l’avvio di un nucleo di accoglienza deve avvenire prima di un suo eventuale possibile sviluppo futuro (generato da domanda). E’ un cane che si morde la coda, è vero, per questo l’intervento pubblico lì dove non c’è una consolidata vocazione è fondamentale.

  • […] pacchetto turistico invernale con motoslitta e snowboard @lozzese curioso, a proposito del “pacchetto” turistico invernale. Non mi era ancora venuto in mente che accanto all’eliski, […]