cotto-Letta e la barbaria

Magari si è fatto una pera con idrocarburi aromatici policiclici ché da quelle parti – gli Emirati Arabi – se ne fa un abbondante uso (perlopiù si esportano). Forse è semplicemente “cotto” per via delle concitate vicende politiche che fioriscono su suolo italiota. Fatto si è che cotto-Letta si incarta per ben tre volte nella “corsa verso la barbaria” (che contraddistinguerebbe, secondo la convinzione del premier, il recente fermento del M5S).

Secondo il menzognero  barzellettiere d’Italia “non ci può essere tolleranza rispetto a questo modo di fare politica“. Può anche essere. Ma che altro tipo di politica avrebbe fatto, invece, questo smidollato democristiano che ora fa il presidente del consiglio? Vi pare che chi ci ha portato nel fango possa ergersi a giudice di chi fa finalmente opposizione anche se talvolta “un po’ sopra le righe”?

Ma va a farti friggere!!

E guarda che barbarie è un sostantivo femminile invariabile. Invariabile vuol dire che al plurale la parola resta quella, non cambia. Una barbarie, due barbarie. Te capì, barbaro?

(via Malvino)

I commenti sono chiusi