4 Comments

  1. Quinz AndreaS
    2 giugno 2013 @ 21:20

    Caro Danil, (ho dimenticato una lettera? anche tu, ma non ci formalizziamo) non era un tentativo di conversione di chi la fede, è noto, ha fatto sua da tempo. Altrimenti avrei scritto anche al buon Martini, conscio comunque che sarebbe stato un tentativo di conversione del diavolo…
    Sono altrettanto a conoscenza delle tue capacitá di dongiovanni, abile amatore di bionde o brune. Entrambe afascinanti.
    Ti prego di non dimenticar le rosse, focose come solo loro possono essere… Rosse come le fiamme della rivoluzione.
    Ho invece inoltrato il mio modesto scritto perchè sia, attraverso il tuo blog (permettimi il tu), Blog ben più storico e seguito del mio, una singola voce del coro che dovrà levarsi intonata da tutto il Cadore, e poi dal Bellunese, scendendo lungo il Piave, fino a Venezia.
    La mia é modestamente una scintilla che potrebbe, ambirebbe, a ringalluzzire un focolare le cui braci sembrano assopite sotto le cenere. Con il tuo aiuto, con quello di tante altre persone che non s’arrendono, vorrei soffiare su quelle “bronze”.
    Buon lavoro, Danilo.

  2. Danilo De Martin
    3 giugno 2013 @ 07:33

    Caro Andreas,
    per una “s” … De Martin perse la cappa. Ho doverosamente provveduto ad aggiungerla al tuo troncato nome ristabilendo l’originale identità. Della “Rossa” non mi sarei dimenticato, se solo il nome – il genere del nome – non contenesse il germe di un dubbio che non deve macchiare il mio passato: federalismo (si fosse chiamata “federalisma” la cosa si sarebbe potuta fare). Non ho mai nascosto infatti che, nei confronti di questa nostra “Piccola Patria”, il mio sogno vede un futuro con il Cadore Libero, organizzato sul modello dei cantoni svizzeri (in assoluta autonomia gestionale), federato con un Veneto indipendente (senza alcuna forma di sudditanza), quest’ultimo inserito in un’Europa dei popoli e non dei burocrati (peraltro non eletti da nessuno).

    Tralasciando il sogno e restando con i piedi per terra, mi trovo alla finestra, osservatore di quanto sta succedendo. Resto alla finestra perché ho visto quanto sia frammentato il mondo indipendentista veneto (e lombardo), basti pensare alla rottura che ha dato luogo a Veneto Stato e Indipendenza Veneta, per fare un esempio a noi più vicino. Ho seguito attentamente le proposte di Indipendenza Veneta sfociate nella Risoluzione 44 e attendo gli sviluppi a cui porterà la commissione regionale istituita per valutare l’attuabilità della proposta referendaria. Credo anche che nella condizione economica in cui ci troviamo sia indispensabile sganciare la realtà veneta dal salasso “perpetuo” a cui ci hanno costretto (ed in parte ci siamo sottoposti) in nome di una solidarietà che è sempre stata solo ed esclusivamente esasperato assistenzialismo: parlo del sacco dei residui fiscali. Sul solco di quanto brevemente detto ben vengano quindi tutte le voci che, come la tua, sono intenzionate a portare un contributo di idee e di attenzioni nuove, gettando luce su un aspetto della nostra esistenza di cadorini rimasto finora troppo al buio. Buon lavoro a te, Andreas.

  3. frank
    3 giugno 2013 @ 12:38

    @danilo
    a proposito di Cantoni svizzeri: il Canton Uri che diede luogo alla lega che costituì il nucleo della Confederazione Svizzera nel 1291 (per intenderci quello di Guglielmo Tell) fa circa 35.000 abitanti, la capitale Altdorf fa 8.800 abitanti.

  4. Danilo De Martin
    4 giugno 2013 @ 09:48

    @frank,
    più o meno quello che potrebbe essere un Cadore in Svizzera. Ma a noi qui tocca “l’assedio” italiano con tutto ciò che ne consegue.