Depositata la richiesta di referendum per il passaggio della provincia di Belluno alla Regione Trentino Alto Adige-Südtirol.

La notizia ha avuto ampia eco sulla stampa ma meglio abbondare … (direttamente dal sito di Belluno Autonoma):


di Silvano Martini

La provincia di Belluno ha fatto oggi un altro passo del cammino verso l’autogoverno. Il presidente del consiglio provinciale, Stefano Ghezze, ha depositato stamane, presso l’Ufficio centrale per il Referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione italiana in Roma gli atti con i quali il Consiglio Provinciale chiede di indire il referendum per il passaggio della provincia di Belluno alla Regione Trentino Alto Adige-Südtirol. Entro 30 giorni verrà data risposta per proseguire poi con l’iter istituzionale, completato il quale la parola verrà data ai cittadini Bellunesi.

Il presidente del Consiglio Provinciale Stefano Ghezze ha bene operato a dimostrazione che il consiglio provinciale, che ha votato a larghissima maggioranza a favore del referendum, incaricando proprio Ghezze di seguire le pratiche, ha ben riposto la sua fiducia.

Come ho avuto modo di dire, nel mio intervento in consiglio, sono e resto convinto che è venuto il tempo in cui noi cittadini delle diverse realtà della provincia di Belluno otterremo, attraverso lo strumento del referendum, una forma reale di Autonomia, una possibilità cioè di autogoverno che è indispensabile per non dover continuare a pagare sulla nostra pelle gli errori di chi non abita e non conosce il nostro territorio.

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5 commenti per Depositata la richiesta di referendum per il passaggio della provincia di Belluno alla Regione Trentino Alto Adige-Südtirol.

  • Il gerontocomio della Corte di Cassazione ha reso noto le ragioni per le quali il referendum per Belluno Autonoma è da ritenersi non legittimo: non sarebbe compatibile con l’articolo 116 (comma 2) della Carta costituzionale, in cui la Regione trentina viene indicata come «costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano» (che aquile…).

    Gianpaolo Bottacin:«Come bellunesi ci sentiamo traditi: faccio ora appello al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, perché non è ammissibile che la nostra gente venga trattata come cittadini italiani di serie B, a cui viene negato il diritto sacrosanto di scegliere del proprio destino».

  • Don Abbondio

    Questo matrimonio non s’ha da fare! …….
    A parte quello che ha detto la Corte di Cassazione, siamo sicuri che il Trentino Alto Adige ci avrebbe presi? Mi è difficile pensare in positivo in quanto la spartizione della torta diventerebbe sempre più piccola e chi è abituato a mangiarne sempre metà (metà Trento e metà Bolzano), difficilmente si rassegna a mangiarne solo un terzo!
    Belluno e provincia ha una sua storia che poco ci accomuna con Bolzano (con Trento ancora, ma con i crucchi è difficile)
    Belluno deve riuscire ad avere un proprio riconoscimento specifico o addirittura l’autonomia – anche se mi rendo conto che non sarà facile (a Roma come faranno a continuare a mangiare se gli riducono le entrate?)
    Chi vivrà vedrà!

  • Lozzese curioso

    …si ma varda che la torta la vien pì granda! …quindi se anche fose da fèi diviso tre,cmq anche neautre i daron algo ai tuoi coleghe “krucche”.Te fazo n’esempio,al pì banale ma par feite ragionà n’tin de pì de kel che te as ragionòu fin ades:Cortina d’Ampezzo!!!!

  • Lozzese curioso

    …forse era da desedasse niante!

  • @Don Abbondio,
    ne Trento ne tanto meno Bolzano hanno mai visto di buon occhio questa nostra iniziativa. Però va detto che nessuno ha mai pensato di aggregarsi alla regione TAA con l’intento di SOTTRARRE le loro risorse. Sarebbe stato uno suicidio. E’ stato scritto più volte che l’aggregazione al TAA era l’unica chance “veloce” (prevista dalla costituzione anche se la Consulta, come sappiamo, ha cavillato sull’articolo 116) per portare la provincia di Belluno fuori dalla amministrazione “veneta”: la provincia di Belluno avrebbe dovuto vivere con le proprie forze. Credimi, le province di TN e BZ hanno il solo pregio di potersi tenere il 90% del gettito fiscale, i cosiddetti aiuti dallo Stato sono miserie. La famiglia, loro, la sostengono con i propri soldi, non con quelli dell’Itaglia.

    La gente di Belluno chiedeva solo un referendum per cambiare una etichetta a livello di regione (e chi se ne frega di una etichetta di regionalità ??), aggregarsi ad un soggetto politico già autonomo, acquisire quindi una propria autonomia con la quale TENTARE di SOPRAVVIVERE alle sfide del prossimo futuro. Ripeto: con le nostre sole forze (acque, centrali idroelettriche ecc comprese).

    Sono d’accordo al 100% con te quando dici che “Belluno deve riuscire ad avere un proprio riconoscimento specifico o addirittura l’autonomia – anche se mi rendo conto che non sarà facile (a Roma come faranno a continuare a mangiare se gli riducono le entrate?). Preclusa la strada del referendum per l’aggregazione al TAA, adesso dobbiamo capire quali nuove strategie mettere in atto. E come dici tu, chi vivrà vedrà!