Dolomiti Ambiente Leaks e gli open data

Giuseppe Luigi De Biasi, presidente di Dolomiti Ambiente, in una recente dichiarazione inerente l’universo dei rifiuti:

«“Liberiamo” questi dati [quantità prodotte di rifiuto rsu e forsu per comune conferente 1° semestre 2012, ndr], secondo la filosofia dell’open data», spiega De Biasi, «perché la trasparenza è un fattore di crescita per tutti. Con le tabelle sottomano ognuno potrà fare le valutazioni del caso partendo da dati oggettivi».

E’ davvero profondamente commovente che si sia giunti a tanto. Ad un uomo così dovrebbe essere conferito qualche premio speciale (sul serio). Avete presente Assange e WikiLeaks? Niente in confronto al “liberatore di datide noantri. Se poi lo si fa in ossequio alla filosofia dell’open data ed in relazione alle scoaze, allora il merito è ancora più scintillante. Dai che un po’ alla volta ce la facciamo a superare il Burkina Faso.

CISDE - Flickr - Women kneading millet to prepare food - Burkina Faso

(Foto: Flickr CISDE)

 

2 commenti per Dolomiti Ambiente Leaks e gli open data

  • Massimo

    Questi dati più che ‘liberati’ mi sembrano in libertà condizionata. Fornire una tabella sotto forma di una scansione in PDF che senso ha nel 2012? Se proprio non volevano fare i brillanti (usando un formato Open), almeno un Excel sarebbe andato bene. (link: http://www.dolomitiambiente.com/news/comunicati/)

  • @Massimo, ssssssst, fai piano che se il liberatore di dati ti sente è capace di toglierci anche il PDF (che come dici bene, delizia degli “open data”, è SCANSIONATO, neanche trattabile l’hanno reso) e … paff, cadiamo di nuovo nell’oscurità e ci tocca aspettare una nuova rivoluzione.