Finozzi, le Unioni montane e le vacche magre

Finozzi dice di non sentire come sua la legge sulle Unioni montane appena partorita dal consiglio regionale (nella seduta che ha “suonato” per benino Bond). Fa poi riferimento ad un “nodo centrale”, insomma i schei. Gli si può dar torto? No, non si può. Lo sapevamo tutti che i cordoni della borsa ce li ha in mano la Regione. E cioè? La pianura.

[…] ‘Rispetto la volonta’ della maggioranza del parlamento veneto e questa sara’ la legge di riferimento per il mio assessorato – conclude Finozzi – ma osservo che, durante la discussione, molti sono stati gli interventi a sostegno della montagna e dei suoi comuni, pero’ nessuno si e’ preoccupato delle risorse. Rispetto a questo, tra breve il Consiglio discutera’ il bilancio di previsione 2013 e, purtroppo, delle vacche magre di un anno fa non sono rimaste neanche le ossa.

Sara’ tuttavia l’occasione per modulare le poste finanziarie in gioco, in base a precise indicazioni dei consiglieri: sara’ in quell’occasione che vedremo il vero amore dichiarato per la montagna”.

Repetita iuvant:

delle vacche magre di un anno fa non sono rimaste neanche le ossa

 

3 commenti per Finozzi, le Unioni montane e le vacche magre

  • frank

    Unioni montane
    il commento a caldo del presidente della I Commissione (Programmazione – Enti Locali) Costantino Toniolo: “Siamo di fronte ad una grande riforma. Con la norma approvata questa sera, rispetto al resto del territorio veneto diamo una spinta maggiore ai Comuni di montagna all’associazionismo: di fatto obblighiamo i municipi (quelli sotto i 5mila abitanti) delle cosiddette terre alte a esercitare le funzioni fondamentali attraverso le Unioni. Situazione che non avviene con la stessa insistenza per i Comuni di pianura. Alle funzioni fondamentali poi i Comuni associati montani potranno aggiungere tutta un’altra serie di funzioni che decideranno di esercitare tramite l’Unione: questo fatto introdurrà economie di scala significative.”
    “Il disegno che emerge dal lavoro che abbiamo realizzato in commissione e in consiglio – conclude Toniolo – è che di fatto viene depotenziata la Provincia, vengono potenziati i poteri dei Comuni e data una forte spinta associativa agli stessi al fine di fare in modo che i municipi siano in grado di affrontare tramite le Unioni ciò che per ora non riescono a gestire.”

  • @frank, resta il fatto che per fare arrosto ci vuole la ciccia, altrimenti quello che esce è fumo, sempre che tu riesca a provare. Trovo suggestivo il parallelo di Toniolo fra depotenziamento della provincia e ipotetico aumento delle competenze dei comuni e delle Unioni. La Regione nei confronti delle scelte territoriali parametrizza, ed uno dei parametri è sempre la popolazione … Vuol dire che se (per esempio) ti danno i soldi per fare una ciclabile, tu hai l’obbligo di gioire, perché non ne vedrai altri, di soldi. Ed è quello che i sindaci faranno: gioiranno. Per fortuna che la gente è dotata di mobilità: se ne andranno in molti. I territori periferici o si riscattano da soli o, se dipendono dal centro, restano periferici nonostante tutte le attenzioni. Ecco perché è indispensabile l’autonomia.

  • […] il controllo/contenimento della spesa di enti quali le Unioni montane sarà determinato dai cordoni della borsa della Regione da cui esse dipendono, non certo dal fatto che questi enti sono a “costo zero” in […]