3 Comments

  1. frank
    21 settembre 2012 @ 14:38

    Unioni montane
    il commento a caldo del presidente della I Commissione (Programmazione – Enti Locali) Costantino Toniolo: “Siamo di fronte ad una grande riforma. Con la norma approvata questa sera, rispetto al resto del territorio veneto diamo una spinta maggiore ai Comuni di montagna all’associazionismo: di fatto obblighiamo i municipi (quelli sotto i 5mila abitanti) delle cosiddette terre alte a esercitare le funzioni fondamentali attraverso le Unioni. Situazione che non avviene con la stessa insistenza per i Comuni di pianura. Alle funzioni fondamentali poi i Comuni associati montani potranno aggiungere tutta un’altra serie di funzioni che decideranno di esercitare tramite l’Unione: questo fatto introdurrà economie di scala significative.”
    “Il disegno che emerge dal lavoro che abbiamo realizzato in commissione e in consiglio – conclude Toniolo – è che di fatto viene depotenziata la Provincia, vengono potenziati i poteri dei Comuni e data una forte spinta associativa agli stessi al fine di fare in modo che i municipi siano in grado di affrontare tramite le Unioni ciò che per ora non riescono a gestire.”

  2. Danilo De Martin
    21 settembre 2012 @ 15:07

    @frank, resta il fatto che per fare arrosto ci vuole la ciccia, altrimenti quello che esce è fumo, sempre che tu riesca a provare. Trovo suggestivo il parallelo di Toniolo fra depotenziamento della provincia e ipotetico aumento delle competenze dei comuni e delle Unioni. La Regione nei confronti delle scelte territoriali parametrizza, ed uno dei parametri è sempre la popolazione … Vuol dire che se (per esempio) ti danno i soldi per fare una ciclabile, tu hai l’obbligo di gioire, perché non ne vedrai altri, di soldi. Ed è quello che i sindaci faranno: gioiranno. Per fortuna che la gente è dotata di mobilità: se ne andranno in molti. I territori periferici o si riscattano da soli o, se dipendono dal centro, restano periferici nonostante tutte le attenzioni. Ecco perché è indispensabile l’autonomia.

  3. carrozzoni (montani e non) a ‘costo zero’ » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    22 settembre 2012 @ 10:12

    […] il controllo/contenimento della spesa di enti quali le Unioni montane sarà determinato dai cordoni della borsa della Regione da cui esse dipendono, non certo dal fatto che questi enti sono a “costo zero” in […]