2 Comments

  1. zorro
    24 Febbraio 2010 @ 15:50

    Caro redattore,
    leggendo la perfetta sintesi fatta da Attilio tratteggiando le caratteritiche peculiari del “personaggio”, mi era nato il desiderio di comporre un modesto poemetto da dedicare all’uomo che a Lozzo molti considerano (a ragion veduta? a sproposito?) “l’eminenza grigia” della attuale compagine di Palazzo Venzo. Poi però ho ritenuto di dover, almeno provvisoriamente, desistere dal mio proposito, sia per non inflazionare di facile pubblicità i nostri illustri e degni amministratori, come per non dare dignità “letteraria” a lor signori. Inoltre ho fatto un’altra considerazione: mentre i due “oriundi” oggetto delle mie precedenti attenzioni erano figure che si prestavano e si prestano alla bisogna, il tratteggiare il soggetto in questione è cosa molto più laboriosa e dispendiosa…
    Io non ho il dono della sintesi, sottolineata dal redattore, evidenziata da Attilio. L’uomo, tuttavia, lo conosco troppo bene da lunga pezza e di lui mi è noto ogni “anfratto” della sua inusuale, multiforme e complessa personalità. Non è comunque detto che non mi decida a tratteggiare anche in versi una tale poliedrica figura, tenuto conto della natura anche satirica del blog.
    Ma perché parlo di “eminenza grigia”? Di solito l’espressione si usa riferendosi a chi dirige il coro (meglio, il teatrino) stando dietro le quinte; fuor di metafora, chi fa il suggeritore, chi risulta determinante nelle scelte, magari senza esporsi, senza darlo troppo a vedere…
    Certamente, nel suo piccolo, nella compagine di maggioranza,il nostro funge da “eminenza” anche se, magari, non ha quello che i francesi chiamano “fisico del ruolo”. Vogliamo considerarlo emulo di Mazzarino, di Richelieu, di Talleyrand? Non vorrei esagerare con lo scomodare la Storia con cotanti personaggi, tuttavia restiamo in tema, visto che pur sempre di “eminenze” si tratta (cardinali ed ex vescovo). Io propendo per paragonarlo al Richelieu (e la cosa non suoni offensiva, visto l’onore che riservo all’accostamento) per il raffinato ruolo politico svolto dal personaggio francese sotto Maria de’Medici e Luigi XIII.
    L’aggettivo “grigia” (accostato al sostantivo “eminenza”) potrebbe invece ingenerare qualche equivoco interpretativo, potrebbe cioè essere inteso in senso positivo, come di figura unica, eccellente, preminente, oppure potrebbe essere inteso in senso negativo, come di persona incolore, scialba, insignificante.
    Qui proprio non voglio pronunciare giudizi, non me la sento di propendere per un significato e per l’altro. Ogni cittadino è bene che giudichi con la sua testa, poi magari faremo un sondaggio attraverso il bloz…
    Del soggetto, voglio solo sottolineare quello che è stato detto da Attilio nella sua perfetta, richiamata sintesi. Per far ciò, mi limito a narrare un fatto, sembra realmente accaduto in Consiglio Comunale qualche anno fa, e che bene mette in risalto come certuni abbiano un ben strano concetto di democrazia e non sappiano uscire dal loro habitat professionale di provenienza.
    Ebbene, si racconta che, in una seduta del consiglio Comunale, il nostro, con cipiglio militaresco, ingiungesse il silenzio all’allora capo gruppo di minoranza, Giuseppe Zanella. La reazione di quest’ultimo, raccontano sempre le cronache, non si fece attendere. Detto consigliere, invero con non minor cipiglio, si rivolse al sindaco apostrofandolo più o meno con queste parole: “Solleciti il suo degno collaboratore a tornare alla realtà: qui siamo in una aula di un Consiglio Comunale, non in una caserma ed io sono tutto fuorché il suo attendente!”.
    Si dice che, l’indomani, l’accaduto fosse raccontato e commentato in tutti i bar del Cadore… Credo che questo episodio chiarisca molto bene le peculiari caratteristiche dell’uomo, senza bisogno di ulteriori commenti….

  2. zorro
    26 Febbraio 2010 @ 17:18

    Conscio che non tutti posseggono in grado elevato il senso dell’humor (alcuni perfino ne sono del tutto privi), invito a leggere “l’oggetto sociale” del Blog ed a fare di … necessità virtù.
    Un tempo si diceva: “Hai voluto la bicicletta? Ora pedala”. Fuor di metafora, ad onori corrispondono anche oneri, quali ad esempio il dover “subire” anche critiche e satira (bonarie). Penso di non aver infierito in alcun modo e ritengo che il modesto sonetto, composto senza alcuna pretesa, non faccia che incentivare la popolarità del personaggio. Non mi aspetto un grazie, ma un gratificante e diplomatico sorriso sì, soprattutto considerata l’intelligenza della persona.

    A SUA “EMINENZA GRIGIA”

    Ei di Pifanica stirpe di birrai e vivandieri nacque
    Ma di famiglia il mestier non volle seguitar
    Così padre suo in accademia sistemar lo volle e si compiacque
    Subito sottotenente si vide rivestir e rimirar

    In marce e marcette si profuse ed imberbi giovin educò
    Fra Pieve, Feltre e Belluno la sua carriera sviluppò
    Ancella lozzese conobbe e presto impalmò
    Due bimbe graziose in breve ella scodellò

    In paese tutti lo credean abil condottier
    E di caccia e cani la passion presto provò
    Provetto organizzator fu nell’ecologia armato di bacchetta da scudier
    Ma mai alcun lo vide trafelato ed a ramazzar lo trovò

    Di cacciar intraprese novella disciplina ed arte
    Ma sparar mai si cimentò e di caprioli l’ombrà mai vide ed annusò
    Compagni ed attendenti ebbe a iosa e ad ognun assegnò la parte
    Battute sempre in bianco si concluser ed in baita il mesto pasto consumò

    Avviossi all’età della pensione ed in politica si volle cimentar
    Ma mai di assumer pensò in primis di precursor la titolarità
    Alor il fido Mario, novello abate Gioacchin, avviò così a salmodiar
    Ed impavido,di coraggio colmo, indietro stette a suggerir senza responsabilità

    Così il duo di Piadena si accinse a comandar
    La democrazia ebbe in gran concetto tanto che perfin Socrate arrossì
    Pendenze diverse chiuse purchessia ma altre cause ancor son da sistemar
    Le delibere in Internet furon numerate ma tosto il lor contenuto svanì

    Gatto e volpe, non simil ad Eurialo e Niso, di pareri legali si riempir
    Parcelle giunser a gogò ed il Comun presto saldò
    Dei legulei però a dispetto, De Rossi, quatto quatto, la sentenza fece digerir
    E la Caserma ancor non s’apre alla curiosa vision cui il custode tanto anelò

    P.S. Il Geom. De Rossi invia un cortese saluto alla Giunta ed augura al Comune
    magnifiche sorti e progressive.