il sindaco De Carlo e gli anacronistici ed assurdi privilegi concessi all'Alto Adige (sarà poi vero? lo dimostri)

Il sindaco di Calalzo ha avuto dei rigurgiti nazionalistici e, avviluppandosi all’italico tricolore, ha lanciato un “vergognoso” anatema a Napo Capo, che avrebbe la colpa di essersi recato da Durni ad omaggiare il 40° anniversario del varo del Secondo Statuto dell’Autonomia dell’AA.

NAPOLITANO A MERANO, VERGOGNA CELEBRARE CHI DISPREZZA IL TRICOLORE!

“Vedere il presidente della Repubblica che va a Merano a festeggiare i 40 anni di autonomia per l’Alto Adige, dopo che un anno e mezzo fa Durnwalder si rifiutò di celebrare l’unità di un Paese che pur gli concede anacronistici ed assurdi privilegi, è una assurdità che noi ‘vicini’ cadorini fatichiamo a comprendere. […]

Non è di Napolitano che mi interessa parlare. Per me è un povero vecchietto che crede di essere il presidente della repubblica (e purtroppo lo è davvero). Non intendo parlare neanche del tricolore, stante il fatto che da almeno trent’anni credo che quello italiano sia, dal 1866, uno stato occupante il suolo cadorino e più in generale il Veneto.

Mi piacerebbe che questi anacronistici ed assurdi privilegi, come li chiama il sindaco di Calalzo, venissero una volta tanto dichiarati. Può essere considerato un privilegio il fatto che l’Alto Adige (come pure il Trentino) possa gestirsi autonomamente attingendo alla raccolta fiscale che opera sul proprio territorio? Credo proprio di NO !!

L’Autonomia dell’AA rappresenta casomai per quel territorio un impegno e un dovere nel dimostrare quotidianamente – ad uno stato predone – quale sia la governance migliore. Mentre lo stato italiano continua a mungere (anche) il Veneto per mantenere (anche) autonomie colabrodo come la Sicilia (la vicenda Lombardo non vi dice niente?) o la Sardegna,  sembra che più che impegnarsi ad interrompere questo acclarato furto, ai nostri politici ed amministratori interessi soffocare le autonomie che colabrodo non sono, quelle che funzionano, il TAA per l’appunto.

Ad ogni buon conto ho ampiamente dimostrato (con dati documentali) che il TAA non vive di privilegi ma vive di sé stesso. Se qualcuno ha motivo di credere che non sia vero, lo dimostri (evitando, magari, di citare qualche pezzo delirante dei pur bravi Rizzo e Stella o la solita storiella di Durni che, come tanti altri, guadagna più di Obama). Lo dimostri coi conti. Tutto il resto è fuffa.

3 commenti per il sindaco De Carlo e gli anacronistici ed assurdi privilegi concessi all’Alto Adige (sarà poi vero? lo dimostri)

  • Leggo ora che allo sdegnato coro patriotico si è aggiunto nella serata di ieri anche il tisaniere, vecchia conoscenza di questo blog, che a più riprese in passato, arrampicandosi sugli specchi, ha “deriso” le autonomie di Tn e Bz vaticinando che alle medesime fossero tolti “i privilegi”. Bond desidera quindi per il nostro futuro un livellamento verso il basso, verso ciò che la vergognosa marmaglia italica ci propina quotidianamente, e non verso l’alto, verso un modello di governance che sta dimostrando la propria efficenza giorno dopo giorno. E’ mia opinione che da una testa di casta regionale da 12.000 € al mese (o giù di lì) ci si potrebbe aspettare qualcosa di più.

    su Bellunopress

  • dumping

    Danilo, non credi per esempio che il dumping che queste province possono sfruttare sia un privilegio amaro da digerire?

  • @dumping, non solo il dumping, vi sono altre “storture” che andrebbero messe sotto la lente. Ma capisci che un conto è parlare delle frange della coperta (dumping), un conto è parlare della coperta in sé (autonomia). Non credi che lo stato italiano stia da secoli facendo dumping con tutte le operazioni di spregevole sussidio? Pensa solo al Sulcis e ti rendi conto di cosa voglia dire (ma anche il Vajont eh!). Il più mostruoso “dumping” della storia si sta verificando con il costante continuo e sfrenato trasferimento della ricchezza prodotta da Lombardia (la gran parte) Veneto ed Emilia-Romagna verso le regioni del Sud, senza che peraltro questo serva a generare sano sviluppo di quei luoghi. DI questo dovremmo interessarci.