il sindaco di Comelico Superiore è pieno di specificità

Mica si dice contrario al referendum eh!!!, “siamo in democrazia”, è un regalo che ci fa la Costituzione. Però niente, secondo lui quella del referendum non è la strada giusta: quella giusta è la specificità garantita da due parole scritte sullo statuto veneto (art.15). Che se venivano scritte sull’acqua riusciremmo ancora a vederne i contorni.

Intanto il sindaco si sta inumidendo le dita perché tra un po’ gli toccherà di contare tutti i soldini che i fondi Brancher faranno giungere in queste “desolate” terre di confine (fa niente se il comune rinnova le cariche tra poco, ci siamo capiti). E’ che ai suoi cittadini il sindaco non dice che quei soldi giungono, inaspettato regalo, per opera dei referendum “secessionisti o separatisti” già svolti – con coraggio e fermezza – da qualcun altro in provincia di Belluno.

Com’era quella: “Bello fare i froci con il culo degli altri” (chiedo ancora scusa alla categoria).

Storia già vista, storia già nota. Del resto, uscire dalle caverne, con tutta qualla luce che ti inonda, non è cosa facile per nessuno. Speriamo che i “suoi” cittadini – i comeliani che saranno tra pochissimo chiamati al voto referendario – appendano le “specificità”  ricordate dal “loro” sindaco ai sacchetti scrotali dei loro antenati.

Da segnalare, alla fine del servizio, che il sindaco si sta ancora arrovellando – come un gatto attorno al gomitolo che gli rotola tra le gambe – nel cercare di capire la controversia tra unità della provincia e le forze centripete centrifughe che la vorrebbero compromettere, non capendo che sono due facce della stessa medaglia (un po’ come la diatriba filosofica tra il tutto e il niente…). Ma anche i gatti capiscono, prima o poi, che sono loro stessi all’origine di tutto quel parapiglia.

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