Auronzo di Cadore - Alta Pusteria: l'erba del vicino è sempre più verde (bis)

Dopo l’episodio di ieri sulla dinamica demografica ecco, in tema di “l’erba del vicino è sempre più verde“, il confronto sull’andamento delle presenze turistiche; cose già ampiamente viste in passato (qui, quo e qua) ma qui focalizzate. Tra il 2000 e il 2013 Auronzo ha perso il 20,5% delle presenze, mentre Sesto ne ha guadagnate il 29,3%, Dobbiaco il 7,3%, San Candido addirittura il 51,1%. Nella seconda tabella, per i più piccini, l’andamento delle presenze in valore assoluto.

Domande? (sul colore dell’erba intendo) 

il BARD a sostegno del referendum di Auronzo di Cadore del 31 agosto 2014

Il BARD ha sempre sostenuto e aiutato l’iniziativa referendaria dei Comuni di confine. L’abbiamo sempre considerata un segno di vitalità democratica e di coscienza civile delle comunità, senza preoccuparci delle probabilità di successo.

I Comuni che hanno deliberato di poter celebrare un referendum ex art.132 della Costituzione, agiscono in questo modo perché privi di altri strumenti per far emergere il gravissimo disagio economico, sociale e amministrativo in cui si trovano le loro Comunità e Istituzioni. Essi [leggi tutto …]

Auronzo di Cadore - Alta Pusteria: l'erba del vicino è sempre più verde (fin dal 1951)

Sul Gazzettino di oggi Giuseppini, parlando del maltempo che “soffia sulle fiamme della separazione”, scherza (sperabilmente) sul fatto che l’erba del vicino è sempre più verde. Lo fa dopo aver parlato, in vista del referendum del 31 agosto p.v., del confronto impietoso riguardante i flussi turistici che interessano Auronzo di Cadore e la vicina Pusteria.

Ma l’erba del vicino è sempre più verde, in questo caso in Pusteria.

Come dargli torto!

Di che altro colore la dovresti vedere? IRIDATA?

Prendiamo in considerazione le dinamiche demografiche, per esempio. Una differenza, [leggi tutto …]

BARD: Referendum Comelico Superiore, sconfitta democratica o vittoria illegittima?

dal sito del BARD:

Domenica 30 marzo alle 23.00, anche a Comelico Superiore, si è conclusa l’esperienza referendaria sul passaggio di questo comune al confinante Trentino Alto Adige.

Per i contrari ed ad un’analisi superficiale questa è una sconfitta.

Per il BARD, da sempre sostenitore di tutti i referendum che sino a qui si sono succeduti invece, il voto è un diritto democratico importantissimo sempre più minacciato da uno Stato accentratore e sordo alle istanze dei territori soprattutto se periferici e poco popolati come quelli montani.

La questione referendaria ha poi [leggi tutto …]

Referendum del Comelico: senza quorum ma con tanto cuore

Questi i numeri: 2.416 gli aventi diritto al voto, 526 gli iscritti all’AIRE (anagrafe dei residenti all’estero) quindi 1.890 gli aventi diritto “reali”, 913 i votanti.  La percentuale dei votanti è stata quindi del 37,8% mentre, se rapportata agli aventi diritto “reali” (ciè senza la quota AIRE), del 48,3% (il sì ha avuto il 96,9% di preferenze).

Ho già avuto modo di dire che i comeliani di Comelico Superiore avevano già vinto solo per l’essere riusciti a organizzare la raccolta firme e la conseguente celebrazione del [leggi tutto …]

Referendum del Comelico: Nani, Toni e Bepi e ... Gian Candido De Martin

Tutti hanno diritto alla loro opinione, anche le mummie. Gian Candido De Martin dice la sua sul referendum del Comelico e trova un bel posto in prima fila (ma guarda!) sul Corriere delle Alpi (28 marzo in Cadore-Comelico p. 33). Non è d’accordo sul referendum perché non porta da nessuna parte. Evidenzia la contraddizione del BARD perché chiede una provincia autonoma ma al tempo stesso sostiene il referendum (se è duro di comprendonio non è colpa nostra: deve essere uno dei pochi che non ha [leggi tutto …]

Bepin Segato, Piccoli e la fuffa (sullo sfondo i 'moti indipendentisti di Lamon' del 2005)

Se un giorno qualcuno svilupperà il “generatore automatico di fuffa” da tavolino, dal “pensiero politico” di Giovanni Piccoli si potrà trarre una buona messe di materiale. L’ultima fuffata in ordine di tempo riguarda “l’ondata indipendentista” la cui punta di diamante è rappresentata – questa sì per davvero – dal referendum per l’Indipendenza del Veneto che si sta svolgendo in questo momento attraverso Plebiscito.eu.

Ecco il dettaglio della fuffata (neretto mio):

[…] A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli in merito al tema dell’indipendenza veneta: [leggi tutto …]

il sindaco di Comelico Superiore è pieno di specificità

Mica si dice contrario al referendum eh!!!, “siamo in democrazia”, è un regalo che ci fa la Costituzione. Però niente, secondo lui quella del referendum non è la strada giusta: quella giusta è la specificità garantita da due parole scritte sullo statuto veneto (art.15). Che se venivano scritte sull’acqua riusciremmo ancora a vederne i contorni.

Intanto il sindaco si sta inumidendo le dita perché tra un po’ gli toccherà di contare tutti i soldini che i fondi Brancher faranno giungere in queste “desolate” terre di confine [leggi tutto …]

collegamento Auronzo-Comelico e fondi Brancher: comodo 'fare i froci col culo degli altri'

Chiedo scusa alla categoria ma il paragone utilizzato mi sembra il più efficace per spiegare le mie ragioni. Si parla dell’ipotetico collegamento (con valenza principale di carosello invernale) tra Auronzo e Comelico via S. Antonio. Anch’io, che pur non conto nulla, voglio guardare con moderata condiscendenza al progetto-sogno (anche se mi sono dato un’occhiata su Google Map al tragitto e secondo me Mosè quando scappò dall’Egitto si trovò di fronte meno problemi).

Ancor più se guardo alle difficoltà in cui si dibatte da anni l’offerta turistica [leggi tutto …]

là fuori c'è uno di Forza Italia che dice che ... siamo pronti a nuove forme di autonomia /3

Dopo il primo ed il secondo episodio della saga “siamo pronti a nuove forme di autonomia”, continua la dedicazione all’acutezza dell’analisi politica a seguito del recente risultato referendario fusionista offertaci dal senatore-peones del PDL, ora Forza Italia, Giovanni Piccoli:

“Io sono convinto che questo territorio sia pronto ad assumersi maggiori responsabilità. I cittadini lo stanno dimostrando recandosi alle urne più che altrove, come si vede anche per i cosiddetti referendum “secessionisti”. C’è voglia di partecipare e di contare e questa è la base per un autogoverno [leggi tutto …]