9 Comments

  1. Emilio Da Deppo
    28 Giugno 2011 @ 18:36

    Danilo,
    mi riferisco al tuo articolo sul compleanno Unesco. Non entro nel merito di tutte le valutazioni, perchè ognuno può vedere le cose in maniera diversa ed ogni opinione è rispettabile… Non accetto l’ insinuazione della “carega” imbottita per il Cai… Visto che ho seguito le problematiche Unesco fin dall’inizio, e con falsa modestia potrei dimostrare di essere fra i pochi che hanno “lavorato”…ti posso assicurare che riconoscere a Cesare Lasen uno dei cinque posti nel Comitato Scientifico,è stata una scelta “obbligata” per il rispetto, la sua storia culturale,professionale e personale, che tu ben conosci,indipendentemente di essere iscritto al Cai…Non comprendo le ragioni del tuo astio nei confronti del Cai, sai benissimo che ci si impegna per passione…..e nient’ altro…. Emilio Da Deppo

  2. Danilo De Martin
    28 Giugno 2011 @ 19:04

    Emilio, ho trasferito il commento dall’articolo “delirium tremontis” in cui era postato a questo che è quello pertinente.

    Il riferimento alla carega del CAI, perché comunque di carega si tratta, è solo ed esclusivamente politico, senza alcuna intenzione di coinvolgere le persone che la occupano e che, senza alcun dubbio, hanno già fatto e continueranno a fare di tutto per svolgere il proprio compito al massimo livello. Riconoscerai, credo, che il can can fatto dal CAI a livello mediatico relativamente all’inadeguatezza del logo prima del suo restyling, perché è di questo che ho parlato, è stato a dir poco “appariscente”. Alla presentazione del logo “rifatto” ho letto una nota ufficiale, che al momento non trovo, nella quale il giudizio era di molto ammorbidito, anche se, di fatto, il logo è rimasto quello di prima. L’imbottitura della carega era di carattere politico: “caro Cai, non hai tutti i torti ma, per cortesia, cerca di chiudere un occhio …”. Questo è quello che volevo significare, niente di più niente di meno.

  3. Emilio Da Deppo
    28 Giugno 2011 @ 19:46

    Per quanto riguarda l’ Unesco, sintetizzo con questa mia frase :
    – Il riconoscimento è una preziosa cornice, sta a tutti noi metterci dentro un dipinto oppure uno scarabocchio….
    Emilio Da Deppo

  4. Danilo De Martin
    29 Giugno 2011 @ 08:31

    La tua metafora è perfetta. Bisogna però fare attenzione al fatto, tutto italiano ed anche … “dolomitico”, di non ritenere “de facto” che la cornice sia già di per sé una buona parte del dipinto (o dello scarabocchio). Non solo, chi “è” cornice si limiti a fare la cornice, sicuramente utile a sostenere il dipinto, senza pretendere di estendere le proprie funzioni “sulla tela”. Quello che bisogna evitare è diffondere fra la gente la falsa certezza (ossia l’illusione) che questo riconoscimento risolva i mali del nostro territorio. Seguo da tempo la rassegna stampa relativa al Trentino Alto Adige e l’approccio riguardo al riconoscimento Unesco è pragmatico, un utile tassello in più al grande motore del turismo. Sul versante Bellunese il tenore dell’informazione è di una provincialità sconfinata. Come ho evidenziato nell’articolo, la “provincia delle Dolomiti” fa 2 milioni di presenze, l’AA ne fa 22 di milioni, il Trentino 11, e tanto l’uno quanto l’altro “senza bisogno di Dolomiti” e semmai con l’ausilio di esse (va tenuto conto che la nostra è una provincia meno vasta e meno popolosa, ma i numeri sono spietati). Qui siamo ancora alla fase in cui crediamo che il dotare una struttura d’accoglienza di “sauna” equivalga a farti comparire magicamente clienti desiderosi di provarla.

    Io poi sono di questa idea. In poche parole: la nostra provincia si sta spopolando al ritmo di 800 persone all’anno, l’indice di vecchiaia vale oggi 182 e gli anziani in provincia sono 1/4 dei residenti. Vi sono paesi in cui ci sono 4 anziani per ogni ragazzo con meno di 15 anni. Mi fermo qui: il riconoscimento Unesco, che potrebbe e dovrebbe essere una semplice opportunità fra tante, sta diventando l’ultimo dei nostri problemi. Con o senza cornice, con o senza dipinto.

  5. Lozzese curioso
    29 Giugno 2011 @ 16:53

    Dani,scuseme….ma nvenzi de continuà a no fei gnente de concreto,faron i fatti e n’sarzon n’bel cartelon n’tin pèzo(fato pulìto come ke i fa n’Pusteria))e lo meton su la “curva dei Sindaci” con scrito :LOZZO DI CADORE-ALTOPIANO DI PIAN DE I BUOI-PATRIMONIO UNESCO-AT.MEDIA MT.1.900-PARADISO NELLE DOLOMITI ECC…..

    ke disto?
    anche se al costa 10.000 euri i ne torna dute n’promozion n’te i ane!!!!

  6. Lozzese curioso
    29 Giugno 2011 @ 17:05

    ..faron “servizio navetta”a di su e do come che i fa sul Rite e po faron “Albergo diffuso” come che iè davoi a fei a Sauris e Sappada e tornon a fei i “kondute”o komode”(come che i di a Lorenzago)de len (finte)fora dai tabias …..e anche na bela corte de grassa (fora dal centro abitato) e voi proprio vede se i turiste no taca a ruà a Loze!!!!

    desedònse che son n’cora par tempo!!!!

  7. Emilio Da Deppo
    29 Giugno 2011 @ 22:04

    Purtroppo non siamo riusciti in due anni neanche a mettere dei cartelli all’inizio dei paesi…..la provincia di Pordenone li ha messi ancora nel febbraio 2010,basta salire al Vajont per vedere come Erto accolga con la scritta di territorio patrimonio dell’ umanità. Chiaramente non risolvono i problemi, perlomeno sono indice di attenzione.. A suo tempo ho scritto qualche lettera, ma senza risultato..

  8. Danilo De Martin
    5 Luglio 2011 @ 10:25

    @lozzese curioso, in linea de principio me parirae na bela roba. Ntel 2000-2001 aveo nterpelou l’ANAS parchè voleone mete, come museo dela lataria, proprio agnó che te vo tu, n cartelon co su scrito “museo dela lataria, ruoia dei mulin, troi dele erbe (sentiero botanico Tita Poa)”. E un voleone metelo subito dopo al Ponte Nuou (vegnendo verso Loze). A la fin e vegnesto fora 1000 probleme e avon ciatou Gioani Sorizo che ne a fato la gran cortesia de usà al so tabià de fianco la strada…

    Me par de avé sentù che la comunità montana e i sindaci volea fei na ciasura, propio là da la curva, par mete inte n ciapeto de fede. Forse par evità che la coprativa la vade dute i ane a taià l’erba. Ma se se podese fei l cartelon, me piasarae che de lato vegnise mostrada anche Miss Sovergna n tanga, sempre che no la conpromete masa l trafico.

  9. Lozzese curioso
    5 Luglio 2011 @ 16:22

    Dani….e meo che te lase sta le Femene!….penson n’venzi a valorizà Loze e Pian de i Bos!