3 Comments

  1. zorro
    9 Aprile 2010 @ 16:19

    Danilo,
    prendo lo spunto dall’ultima frase “La sporca politica banalizza l’Uomo. Non tutti se ne rendono conto”, affermazione quanto mai realistica e veritiera, soprattutto se calata nella realtà socio-culturale del nostro piccolo paese.
    E’ da tempo che leggo con un certo disincanto il Bollettino, non già per gli ottimi ed apprezzabili scritti di natura squisitamente spirituale e per quelli di stretta “pedagogia cristiana”, immagino per lo più ascrivibili alla penna del parroco,ma per rubriche tipo quella “Notizie dal Comune”, dove sovente l’occulto ispiratore od autore si abbandona ad un uso strumentale delle informazioni e scade nella gretta e non elegante propaganda di parte, alle volte dicendo delle cose opinabili o, magari, omettendo delle scomode, oggettive verità. Come quando si dette notizia della discussa ed opinabile (in quanto a modalità ed a realizzo)alienazione all’Ater degli appartamenti sovrastanti la Cooperativa. Le motivazioni allora adotte, e riportate quale verbo municipalesco dal “megafono” giornalino-parrocchiale, erano infatti queste: l’immobile rendeva poco, avrebbe magari presto richiesto manutenzioni e,in fin dei conti, la titolarità, tutto sommato, ci era piovuta dal Cielo grazie ad un finanziamento regionale. Ragionamenti capziosi e giustificazioni banali, facimente smontabili con obiezioni molto fondate, riassumibili nella seguente “trilogia”: il canone per edilizia agevolata è su base reddituale e di composizione del nucleo famigliare, quindi variabile, meglio comunque incassare poco che niente; in quanto a manutenzioni, l’immobile era stato da poco ristrutturato e tutti possono ancor oggi verificare la sua situazione manutentiva…; se poi il cespite ci è caduto dal Cielo in virtù di finanziamento regionale, va precisato che la proprietà era pur sempre in capo al nostro Comune (e si tratta di immobile di valore apprezzabile, sito nella via principale…)e spogliarsene non dovrebbe costituire mai una buona e lungimirante politica. Ma forse si voleva dire che il cespite, giacché ci era stato quasi “regalato”, poteva benissimo essere considerato inutile e quindi ceduto per la classica “pipa di tabacco”. Nello specifico, personalmente, ritengo che l’Ammiraglio di palazzo Venzo abbia venduto sottocosto una nave da crociera in ottimo stato e, in cambio, abbia (ri)acquistato a caro prezzo (pur con tutti gli sconti di questo mondo)una carretta del mare che necessita di riparazioni strutturali all’arsenale….
    Ma quello che proprio si è omesso di dire è che la vera motivazione risiedeva nell’esigenza di realizzo immediato per fronteggiare, in parte, la spesa per il riscatto della caserma di Sora Crepa. Nulla veniva poi detto sui termini della transazione con l’Ater ed è anche questo, dal punto di vista dell’estensore, comprensibile: l’immobile, ai fini della vendita, era stato oggetto di una semplice stima stabilita fra il tecnico Comunale ed il tecnico dell’Ente acquirente, senza alcuna valutazione esterna asseverata. Nella delibera relativa, si nota infine la assenza di un parere specifico e motivato del revisore dei conti (il sindaco disse allora che la cosa non era necessaria in quanto tutto rientrava sempre nell’omni comprensivo parere a corredo del bilancio…).
    Il giornalino parrocchial-comunale infine, nel dare notizia di cotanta operazione, sul tema incassi si è limitato a fornire laconiche informazioni tali da, prevedibilmete, ingenerare nel lettore una comunicazione incompleta e non esaustiva ed a dare, in definitiva, un quadro non molto chiaro della transazione.
    La verità è che si incassarono Euro virtuali 121.000 ma il popolino (ed il lettore del bollettino) nulla seppe che l’aggettivo virtuale derivava da un mutuo di circa Euro 55.000 stipulato, quasi totalmente, a fronte della ristrutturazione del fabbricato in questione, mutuo non accollato dall’acquirente (e quindi rimasto sul groppone del Comune per il residuo di circa la metà; il resto era stato già ammortizzato). Quindi l’incasso vero è dato dalla semplice operazione aritmetica: (121.000-55.000):6= 11.000 Euro quale ricavo per ogni unità immobiliare!!! Potranno tirare fuori tutti i ragionamenti di questo mondo, ma questa è la realtà dei fatti: si è trattato di una svendita a prezzo di sottoliquidazione.
    Ed il bollettino è stato la (volontaria, involontaria?) cassa di risonanza di una giustificazione operativo/gestionale davvero parziale, opinabile e dai risvolti certamente non trasparenti e/o veritieri.
    Leggo poi, sull’ultimo numero, l’ecumenico intervento del Sindaco e mi pongo davvero il quesito che ti sei posto tu, caro Danilo, sul mancato intervento della intera rappresentanza consigliare (quindi anche della minoranza). Certo, il sindaco, in quanto tale, rappresenta tutti i cittadini (per questo si parla di scritto ecumenico!!!). Ma c’è modo e modo anche di essere “ecumenici” ed il “bollettino” non può essere il megafono della maggioranza che reclamizza il suo (sempre) opinabile operato. Lo scritto manfrediano è un bell’esempio di arte comunicativa “pro-domo-sua”: accanto infatti ad un aspetto autoreferenziale e propagandistico con l’elenco dei meriti dell’Amministrazione, si può intravvedere una certa modestia allorquando il sindaco parla di carenza di informazioni alla popolazione e quindi viene espressa l’esigenza di porre rimedio (utilizzando ancora il mezzo parrocchiale?)in tempi brevi. Per altro aspetto, l’articolo è un inno alla speranza, condito da tutta una serie di ausipici e di parole in sintonia con la liturgia Pasquale (parole, forse, intese come conforto per la crisi che ci attanaglia?). Parole che certamente partono dal cuore di un buon cattolico in perfetta sintonia spirituale con il parroco e con la eminente e qualificata redazione del giornale. A questo punto viene solo, laconicamente, voglia di commentare: “NIENTE DI NUOVO DAL FRONTE OCCIDENTALE”.
    E così sia!

  2. Totò
    9 Aprile 2010 @ 18:01

    Danilo e Zorro, il bollettino parrocchiale, nel caso di specie, si comporta proprio come “Babilonia la grande……”. Per tenerseli buoni, scrive ciò che sarebbe meglio venisse scritto nei B.d.B. (bollettini delle balle) di resoconto dell’amministrazione comunale.
    Ma si sa …. anche il clero ha bisogno di sostenitori….e anche di un garage comunale. Come pure la politica locale trova nei clericali e seguaci un serbatoio di voti. Un sinistrato che va a pregare in chiesa a mani giunte e poi sparla dietro le spalle di colui che poco prima apprezzava…..la dice lunga…….ma accà nisciuno è fesso! Loro lo pensano…. Ma si sbagliano…. E di molto.
    Vota Antonio – Vota Antonio – Vota Antonio

  3. a Lozzo di Cadore tutto viene discusso e deliberato » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    3 Aprile 2011 @ 09:22

    […] Stavo portando avanti le singhiozzanti “pulizie di primavera” quando mi è capitato tra le mani il bolpar (bollettino parrocchiale) della scorsa pasqua. Quello, per intenderci, che mi ispirò l’articolo la democrazia ecumenica: a Lozzo di Cadore il bollettino parrocchiale di minoranza. […]