8 Comments

  1. Anonimo
    1 Gennaio 2010 @ 12:11

    ‘Ntanto bon an; Vedo che non a serviu ‘n ‘terprete a mete ‘n ciaro ‘l significato de che che ei scrito.
    Bastarae così poco a fei che che te a dito, ma se sa…. i fa come che farea ‘l clero tempo ‘ndrio….. le mese i le farea ‘n latino e così la dente (purtropo ‘n gran parte ‘gnorante de la lenga del preee, no capia niente, ma sicome che le robe vegnia dite da ‘n “autorita”) la tolea par bon duto che che ‘l pree disea.
    Eco, se par de vero i volese rende trasparente che che i fa e che che i aprova, i publicarae su internet le delibere e no solo i titoli e anche i ati che à serviu a fèile e le ‘ventuali oservazion e i pareri dei vari “capoi”.
    Ma che vosto i fa sempre solo che che i comoda a luore e par davante, ‘ntendo a la luce del sol, i predica ben, i parla come che i tocia parlà, ma davòi ie pèdo de chel che ah vendù nostro Signor par trenta schei. Chi che ne ministrea prima de luore, anche se no i avea ‘na minoranza, i lo farea.
    Bon… par adès me fermo ca, ma de seguro avarei ‘ncora modo de di la mea – che giusta o sbagliada che la sea – èi la posibilità, par merito Tò, de feilo.
    Sane a la prosima …… che…pagaapo no vede l’ora de tornà da ‘ste parti.
    Me piasarae che anche autre, anche zenza squaiase, disese ‘ntin pi ciaro che che i pensa de chi de comun.

  2. cagliostro
    1 Gennaio 2010 @ 15:11

    Caro “anonimo”, condivido bona parte de chel che te dis. Una roba sola no la me quadra e no la ei capida: a chè te riferisesto cuanche te dis: “Chi che ministrea prima de luore, anche se noi avea ‘na minoranza,i lo farea”. Me par che mance algo ‘ntel to discorso (forse un complemento?); oppure al pronome “lo”, riferiu a “farea”, no te par che l’abia un significato ‘ntin misterioso?. Spero che no te te riferise alla “trasparenza” parchè se nò te avarae ciapou ‘n bel granchio!! Se chesto fosse stou al tò intendimento e cioè che chi de prima era pì trasparenti de chisti, me despiase proprio contraddite. Te giuro che chisti e chi de prima i é de la stessa risma. Va a liedete, par esempio, che chi i scrivea cuanche i darea le concession pa la caserma de monte, cuanche i darea le aree pa le baite, cuanche i farea pseudosanatorie par costruzion fate in zona mista artigianale-residenziale, o cuanche i favoria singoli personaggi con cambio de destinazione da agricolo a edificabile par ‘n solo mappale, e chesto par evità ricatti della peggior risma.E de chesti cognosesto la storia della svendita de i appartamente sora la cooperativa? Sarai stade trasparenti a fei così?
    Avarae a caro che te te spiegasse ‘ntin meo. Te saludo e bon an. Cagliostro

  3. cagliostro
    1 Gennaio 2010 @ 16:19

    Caro redattore, a proposito di trasparenza in voga in quel di palazzo “Furbicipio”, mi riferisco alla delibera n. 31 del 30/10/09 riguardante il noto piano casa. Credo di aver capito perché il nostro “Negus” (nessuna offesa, a parte le innegabili sembianze, il paragone è con un imperatore che passava per esempio di moderazione, morigeratezza e sensibilità politica) non desidera che le delibere vengano pubblicate su internet. A pagina 2, ultimo capoverso, si legge questa chicca:”Sentito il cons. Ivano Calligaro, capogruppo di minoranza, il quale chiede se si intendono stabilire ulteriori incentivi come prefigurato dall’art.7- 2° comma-della LR n. 14/2009 in esame, che domanda se vi siano possibilità edificatorie per il rudere esistente in località “Le Spesse” e che chiede in merito degli interventi di cui all’art. 8 della LR n. 14/2009, che saranno autorizzati ai sensi degli articoli 2, 3 e 4 della normativa”… Avete capito qualche cosa? Spero che l’interessato abbia il coraggio di richiedere che il suo intervento sia meglio precisato in quanto non credo proprio che egli si sia espresso in questo modo, trattandosi di persona che maneggia abbastanza bene il nostro idioma patrio. Sarebbe comunque importante capire il senso completo dei quesiti. Ma il bello deve ancora venire. Il verbalizzato prosegue in questo modo:”Udite le puntuali risposte e precisazioni fornite dal sig. Sindaco, dopo la discussione e ponderata valutazione, si ritiene di fissare i seguenti punti….Nessuno ha capito quali siano state le puntuali risposte e precisazioni fornite dal Sindaco, forse esse sono rimaste nella penna dell’ineffabile segretario. Ma che volete, si tratta di banale dimenticanza e poi “Errare è umano…”. Nel merito del deliberato poi, dico che, su di una materia tanto delicata, mi sarei aspettato interventi più pregnanti da parte della mino-ranza ed un testo di deliberazione articolato, dettagliato e preciso tale cioè da non ingenerare confusione nei cittadini allorquando si passerà alla fase applicativa. Ma di questo parlerò in seguito… Per ora mi basta sottolineare che la mancanza di trasparenza non riguarda solo un aspetto formale (che qui è anche sostanza) ma anche la stessa essenza del provvedimento che, a mio modesto parere, appare lacunoso e contradditorio in più punti. E si noti che il bel capolavoro è stato votato alla unanimità!!! Bravi ragazzi!!!. Saluti dal vostro Cagliostro

  4. pagaapo
    1 Gennaio 2010 @ 19:32

    Caro -nò parchè che te voi ben o parchè te “coste masa”- Cagliostro, io ‘ntendeo dì che chi che ne ministrea prima de chel che in pì de ‘n’ocasion i lo à definiu “‘l Negus”, i publichea le delibere, ‘ntiere, anche su internet. Duto cà. Ma se vede che i à pensou ben de giàvàne anche ‘sta libertà de liede le robe.
    Varda, io credo che ‘sto sacramento de internet, par quanto ‘ncasinoi che ‘l see, e la màna par la libertà d’espresion.
    Sarae da propone “SS” (SANTO SUBITO), ‘l nostro caro (‘n tel senso bon)Danilo par chesta grandisima posibilità che ‘l ne à dou par dì la nostra zenza avè paura che i ne pòse fei del mal co’ le so’ ripiche!.
    Ripiche che podarae ritardà concesion ‘dilizie, autorizazion varie o ciatà fora mile autre balosade par rompete le “lampadine” de nadàl.
    Pagaapo pa’ ‘ncuoi sèra. Sane.

  5. cagliostro
    7 Gennaio 2010 @ 11:25

    Caro redattore, scrivo in qualità di cittadino attento ai contenuti ed alla qualità della stesura dei deliberati del Cons. Comunale, in particolare di quelli che hanno ricadute importanti e durature sulla intera cittadinanza quali possono essere l’utilità, intellegibilità, concretezza ed applicabilità della normativa in materia urbanistico-edilizia. La delibera Consigliare n. 31 del 30/12/09 sul così detto “Piano Casa” non risponde certo, oggettivamente, ai requisiti sopra descritti e sicuramente creerà incertezze, confusione e disordine nella applicazione (che verrà demandata e lasciata alla libera interpretazione degli organi tecnici deputati al rilascio dei permessi a costruire). Quanto descritto e normato nel deliberato consigliare del 30/10/09 dovrebbe costituire quello che, in gergo tecnico-giuridico,potrebbe anche definirsi “decreto attuativo” in sede locale di una legge quadro dello Stato, demandata alle Regioni e da queste emanata con intendimenti e principi ispiratori, giocoforza di natura generale, senza soverchia attenzione quindi alle specifiche peculiarità ed esigenze dei singoli territori. Se poi i Comuni, recependo e deliberando su quanto di loro competenza in modo non chiaro o addirittura contraddittorio, mettono in campo strumenti normativi non congrui non rendono ai cittadini un servizio puntuale ed univoco, ma viene solo ingenerata confusione e si creano i presupposti per possibili disparità di trattamento, con potenziali ingiustizie; senza contare che si crea, così operando, danno e nocumento persino all’Ente territoriale che il provvedimento delegato ha emanato, trascurando precisione ed accuratezza. Ma entriamo nel concreto con alcune delle possibile osservazioni e rilievi.

    L’articolo 4 del deliberato in questione tratta del divieto al beneficio delle agevolazioni previste dalla Lg 14/2009 per quanto concerne edifici esistenti realizzati con volumetria superiore ai 70 mc. Ed all’uopo viene delimitata, su allegata cartografia, una zona ben precisa. Viene omessa la precisazione su come comportarsi, nella medesima zona, per gli edifici con cubatura inferiore a detto limite. Se ciò fosse comunque possibile (ossia ci fosse la possibilità di operare degli adeguamenti), nella ipotesi che un edificio insistente nell’area interessata avesse una cubatura di mc 69, come regolarsi? Fino a che limite potrebbe essere attuato l’ampliamento (con il 20% si andrebbe abbondantemente a superare la soglia di divieto). E per l’area esterna alla delimitazione quale è la indicazione, visto che nulla risulta in proposito normato? Mistero fitto. L’art. 4 tratta anche degli immobili realizzati su terreno comunale con “diritto di superficie” per ribadire il divieto di applicazione delle agevolazioni con la seguente motivazione:”rispetto del valore paesaggistico e ambientale ed anche per la complessità che la questione riveste dal punto di vista giuridico e contabile(sic!)”. Sembra che ci si renda conto soltanto ora della “complessità della situazione”, ossia a “babbo morto”. E se le transazioni sottoscritte prevedessero migliorie ed ampliamenti? E se si fosse fuori dai limiti della cartografia? E se si fosse entro i limiti dei 70 mc? Mistero fitto.

    Più in generale viene spontaneo chiedersi:al difuori della zona delimitata di Pian dei Buoi, la Lg 14 dovrebbe trovare ampia applicazione trattandosi, per la gran parte di zona E, e ciò fino in prossimità dell’abitato. Se così è, perché non precisarlo compiutamente? Sembra che l’interpretazione degli organi tecnici e di quelli “politici” non sia omogenea e che la confusione regni sovrana. Se, ad es., in zona E un cittadino possiede un edificio/baita di mc 71, lo potrà adeguare oppure no? E se la cubatura fosse di mc 68 lo potrà adeguare e, se sì,fino a che limite? Sembra infine che in zona A (centro storico) non sia proprio vero che le agevolazioni siano tassativamente escluse,ma che esistano precise condizioni e deroghe per quanto concerne l’applicabilità, ma su questo nulla viene precisato nella stringata ed imprecisa deliberazione dello scorso 30/10/09. Il Sig. Lapalisse non avrebbe saputo o potuto fare di meglio…Ma a palazzo Venzo i seguaci del noto francese non hanno dimora giacché sembra che fra loro medesimi esistano opinioni diametralmente opposte circa la interpretazione del loro eccelso elaborato. Qui il principio dello “scrivi poco e male (la “sintesi” tanto cara al nostro amato Negus)e quindi non avrai noie”, proprio non vale.
    Cagliostro

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