le Dolomiti patrimonio Unesco non sono in stato di pericolo (le altre Dolomiti non si sa)

Con tutta la tensione generata in queste ultime ore dallo spread tra bund e bonos spagnoli a quasi 600 punti base e quello con l’Italia oltre 490, sapere che le Dolomiti patrimonio dell’Unesco non sono in stato di pericolo è motivo di dilagante serenità.

Quelle gru da edilizia installate in cima all’Antelao che mi sembrava di aver visto i giorni scorsi erano quindi i soliti effetti dell’erba cipollina che continuo a voler fumare a mia insaputa. Così anche le cave di dolomia alla base della Tofane, tutte allucinazioni.

E per fortuna che tutte le cagate di cane che pesto in giro non sono ritenute un pericolo per il patrimonio dell’Unesco, almeno non incombente. E per fortuna che il collegamento funiviario che Cortina farà con le 5 Torri (queste sì che cadono a pezzi, ma non ditelo a quelli delll’Unesco) con i 14 milioni recentemente piovuti dal fondo Brancher non costituisce un pericolo. E per fortuna che neanche la frana di Cancia costituisce un pericolo (per le Dolomiti, naturalmente, non per quelli che ci stanno sotto).

Insomma, una notiziona, altro che il via libera al Fiscal Compact dato due giorni fa da quella spaventosa concentrazione di teste di cazzo che siedono nell’italico parlamento.

Con una lettera consegnata ieri sera all’assessore provinciale Mauro Gilmozzi, il Ministero dell’Ambiente ha informato che, “in occasione dello svolgimento della 36esima Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale (S.Pietroburgo, 24 giugno – 6 luglio 2012) lo stato di conservazione del sito Dolomiti non è stato ritenuto in pericolo”.

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