l'elitaxi per il rif. Ciareido: solo invernale, un po' primaverile, ma in fondo anche estivo!

Premessa valida per tutti ma in particolare per Lorenzo De Meio, presidente della sezione di Lozzo di Cadore del CAI, che prima o poi leggerà questo articolo.

Quantunque, personalmente, ritenga l’utilizzo dell’elicottero per il trasporto di persone tra valle e rifugi di monte (che giustifica la qualifica di elitaxi data al “servizio”) una pratica non utile e soprattutto non consona alla tipologia di sviluppo più idonea per l’altopiano di Pian dei Buoi, avevo colto, durante l’inverno passato, la sua esortazione a non scrivere articoli sull’argomento. Lorenzo mi aveva riferito che la cosa si sarebbe limitata a qualche domenica nei dintorni delle “feste” invernali, anche se poi l’elicottero si è alzato in volo anche in aprile: in ogni caso, sembrava che quei piccoli drappelli di persone elitrasportate fossero “essenziali” per aiutare a mantenere aperto il rifugio durante la stagione invernale (l’inverno del 2010 ha rappresentato per il rif. Ciareido il primo tentativo in questo senso). Ho promesso che non avrei scritto una parola ed ho mantenuto questa mia promessa.

Ma in seguito, parlando sempre con Lorenzo, mi ricordo che era stato categorico nel sottolineare che durante l’estate “non era pensabile, neanche lontanamente, che il servizio di elitaxi potesse essere utilizzato dal rifugio Ciareido“. Siccome così non è stato, mi sento ora libero di dire quello che penso, tenuto conto che sull’argomento elitaxi estivo non so come Lorenzo e direttivo CAI la pensino.

Già durante il mese di luglio mi era stato segnalato l’arrivo di un grosso elicottero (bianco), tanto grosso da non poter atterrare presso l’elipiazzola del rifugio (quindi è dovuto atterrare più in basso, presumo nei pressi della Forzelùta; è poi da tener conto che l’elipiazzola dovrebbe servire solo per servizi di soccorso e/o emergenza); successivamente vennero rilevati altri atterraggi direttamente al rifugio. Ma una “nuova” cosa accomunava questa pratica: gli elicotteri non passavano “da Lozzo” ma giungevano “da Cortina”, da nord, quasi per evitare di essere notati. Non ho fatto altro che portare a conoscenza del fatto un consigliere della sezione CAI, perché ne potessero discutere. Da parte mia avevo scelto comunque il silenzio.

Ma il 14 agosto scorso (3 corse, per un totale di 12 trasvolate: 3 voli di andata + 3 voli di ritorno per “portare la gente”, altrettanti nel pomeriggio per andarli a riprendere) ed oggi, credo siano state 7 corse per un totale di 28 trasvolate, l’elitaxi è passato “per Lozzo”, e non vi sono dubbi circa la destinazione, rif. Ciareido (1).

Il rif. Ciareido è classificato “alpino“, diversamente dal vicino rif. Baion che è classificato “escursionistico“. La distinzione è tale perché al primo si può (in teoria) giungere solo a piedi (la norma regionale prevede infatti che per essere considerato alpino un rifugio debba avere la sbarra di stop alle auto almeno a 20 minuti di cammino da esso). Per il Ciareido una pacchia: essere considerato alpino anche se, effettivamente, è come se lo potessi raggiungere in auto, la salita a piedi non richiede infatti più di 15-20 minuti. I rifugi Chiggiato, Carducci e Vandelli, solo per  fare qualche esempio, non vedono le auto … neanche con il binocolo.

Orbene, si presenta ora il caso paradossale che un rifugio alpino, che per essere tale non può essere raggiunto in auto (se non dal gestore), venga ora raggiunto da un servizio di elitaxi. Bello no? Nel 1992, la presenza di un’auto nei pressi del rifugio comportò una denuncia da parte di un escursionista/cittadino alla Regione Veneto che, nel giro di pochi giorni, ci declassificò il rifugio. Solo la dimostrazione,  sottoscritta dal sindaco di allora Silvano Da Pra, che quell’auto era dell’E.N.E.L. e che era lì per un disservizio nella rete elettrica (dalla foto allegata alla denuncia si vedeva solo la capotta dell’auto), convinse la Regione a soprassedere sull’accaduto e mantenere la classificazione originale.

Cosa sarebbe accaduto se la declassificazione fosse veramente intervenuta? Siccome il rifugio aveva ottenuto finanziamenti regionali, proprio in virtù della sua classificazione di “alpino”, la Regione avrebbe potuto intimare alla nostra sezione CAI la restituzione delle somme percepite nel corso degli anni, essendo venuto a mancare il determinante criterio assegnativo. Per restare ai termini normativi, non so come la cosa possa funzionare oggi, tanto per eventuali auto, jeep, quad, moto, suv eventualmente fotografati nei pressi del rifugio, quanto soprattutto per un servizio di elitaxi. Non so e … non voglio saperlo.

Immaginiamo ora che non vi sia alcuna normativa che limiti l’uso dell’elitaxi per raggiungere i rifugi alpini di montagna (il limite alle auto risulta invece, come detto, ancora normato).

Da liberista potrei rispondere di “lasciare al mercato” il destino di questa pratica. Se l’elitaxi inizia a rombare in presenza di turisti che vogliono pace e tranquillità, questi ultimi toglieranno dalla loro lista il rifugio che nega loro la pace cercata, e si metteranno in cerca di altre mete più adatte ai loro bisogni. In un tempo relativamente breve  i rifugi aperti all’elitaxi riceveranno solo turisti da esso trasportati, eventuali turisti ignari (che potranno poi decidere in quale categoria porre il rifugio, tra i “ci ritorno” o fra i “mai più qui neanche se mi pagano”) e turisti per i quali risulta indifferente essere sdraiati a prendere il sole dopo aver pranzato al rifugio e sorbirsi, contemporaneamente, “enne” decolli-atterraggi dell’elitaxi.

Siccome sono un liberista, posso supporre che anche il rif. Baion, per non essere da meno (sto ipotizzando), possa decidere di aprirsi alla pratica dell’elitaxi. E così il Chiggiato, cosicché i rombi delle loro turbine ed i battimenti delle pale potrebbero dilatarsi su tutto il versante sud orientale della Marmarole da mane a sera. Ah, mi dimenticavo della possibile nuova new entry: l’albergo ex caserma Soracrepa (ripeto, sto ipotizzando).

In questo discorso mi sto dimenticando del fatto che:

  • il rif. Ciareido è ancora un rifugio del CAI (con tutto ciò che ne dovrebbe conseguire in termini di politiche a valenza ambientale);
  • che l’edificio del medesimo è compreso nell’area di protezione SIC-ZPS (sito di importanza comunitaria, zona di protezione speciale) “Marmarole, Antelao, Sorapiss“;
  • che è inoltre compreso nella “buffer zone” dell’area designata dall’Unesco a “patrimonio dell’umanità”;
  • l’altopiano di Pian dei Buoi non coincide univocamente con il rifugio Ciareido che, per quanto importante, ne è solo una parte (non mi risulta che il valore di Pian dei Buoi decada a rifugio chiuso).

 

(1) la certezza “matematica”, per oggi, non c’è, l’elicottero potrebbe essere atterrato anche a Col Vidal … Ma basta aspettare questa sera o al massimo domani e, vedrete, vi sarà la conferma.

64 commenti per l’elitaxi per il rif. Ciareido: solo invernale, un po’ primaverile, ma in fondo anche estivo!

  • turista

    Danilo, la sbarra da Te citata non viene più chiusa per impedire l’accesso ai fuoristrada, anzi sembra venga lasciata aperta di proposito per favorire quanto più possibile l’avvicinamento dei veicoli al rifugio, in spregio alle normative sulla classificazione di rifugio alpino. Vedrai che un giorno o l’altro la Regione, correttamente, declasserà lo stesso rifugio in danno – e beffa – alla locale Sezione del C.A.I. – solo perchè si vogliono assecondare gli interessi esclusivi dell’attuale gestore.
    Sempre peggio.

  • Emilio Da Deppo

    Grazie Danilo per il supporto alla problematica dell’ eliturismo. Ho cercato anche questa mattina di far capire la sconvenienza di questa pratica. Poichè attualmente non esiste una legge che lo impedisca, solo il buon senso ,la lungimiranza di chi è preposto ed un po’ di “moralità” Cai, dovevano limitarne l’ uso sporadico nella stagione invernale (per quella estiva non ci sono scusanti salvo l’ aspetto economico).
    Chiaramente per il mio ruolo nel Cai regionale, e per il fatto di essere…foresto…..non sono riuscito ad essere convincente come spero lo siano le tue “domestiche” parole.

  • Lorenzo De Meio

    Voglio innanzitutto precisare alcune cose,non è vero che la sbarra è alzata,sono salito al pian dei buoi due giorni fa e l’ho trovata abbassata.Signor turista,se lei ha trovato la sbarra alzata doveva segnalarlo alla sezione.L’elicottero viene utilizzato anche per il trasporto di cose materiali.Danilo,l’elicottero che tu dici di color bianco in realtà era verde, ed era delle forestali,con a bordo alcuni funzionari dello stato e della regione veneto,ero presente anche io.
    Detto questo mi dispiace constatare quanto odio e quanta cattiveria ingiustificata ci sia nei miei confronti,e nei confronti di Enzo,che sta solo cercando di fare il possibile per far si che la nostra zona venga conosciuta e comunque, se per voi non è questo il sistema migliore di fare turismo,fra un anno e mezzo scadrà il mio mandato,il posto sarà libero.La mia parola l’ho mantenuta poiche da parte della sezione non sono più stati organizzati dei voli,quelli che avete visto oggi e quelli fatti in precedenza dopo l’inverno,sono stati organizzati dalla ditta proprietaria degli elicotteri,liberi di atterrare ovunque,anche in ciareido.Si puo essere moralmente in disaccordo e si può manifestarlo facendo a meno di salire al rifugio, se si è contrari,questo è rispettabile,ma fare queste campagne antirifugio le trovo scorrette e come ho detto sopra,cattive.
    Se è un rifugio CAI che volete,vorrà dire che dal prossimo anno faremo rispettare tutte le regole a partire dalle date di apertura/chiusura,al menù,e non solo per il rifugio ciareido,AUTRO CHE MAGNA GNOCCHETTI VERDI O TAIADELE FATE A MAN A 2000 mt,MINESTRON E PASTA N BIANCO!!!.Ripeto, regola che vedrò di far rispettare a tutti i rifugi CAI.

  • Caro Lorenzo,
    non sei più così giovane da non riuscire a distinguere e capire ciò che è odio da ciò che è analisi di una situazione quantomeno anomala. Ribadisco, anche ripescando ciò che ha scritto Emilio Da Deppo nel suo intervento: “dovevano limitare l’uso sporadico nella stagione invernale“. Ribadisco ulteriormente: per quanto non fossi d’accordo, non ho avuto problemi a “tacere sull’argomento” durante l’inverno (non scrivendo alcun articolo; qualche commento apparso è stato scritto dai lettori del BLOZ in coda ad altri articoli), proprio perché si poteva riconoscere che l’apertura invernale poteva essere “sostenuta” da questa pratica, pur continuando essa a risultare a mio parere sconveniente in termini più generali. Accettare la pratica di elitaxi ad Agosto, quando i clienti ti arrivano come mosche sul miele e non sai dove sbattere la testa (spero che questa sia stata la prassi anche per il Ciareido), è oltretutto di “orribile gusto” e rappresenta una totale mancanza di rispetto per tutti quegli escursionisti che, mi auguro, si trovano in rifugio come naturale complemento di una giornata passata in mezzo alle montagne.

    L’elicottero utilizzato a fini di trasporto materiali non è mai stato un problema per nessuno, passato il santo passato il miracolo. Le indicazioni che ho dato (elicottero bianco) mi sono state riferite e servono ad inquadrare il problema: mi sono state confermate da persona, questo vale per me, per la quale potrei mettere la mano sul fuoco. In ogni caso, questa segnalazione e quelle successive (riguardanti elicottero rosso) del mese di luglio, le ho riferite ad un consigliere del direttivo credendo di fare una cortesia, forte del fatto che tu, prima di qualunque altro, mi avevi detto che per l’estate … “di elicotteri non se ne parlava proprio“. A questo riguardo, Lorenzo, ti prego di confermare o meno quanto da te affermato e da me riportato: che tu personalmente sia favorevole all’eliturismo lo so, ma ciò che mi hai detto come presidente del CAI è cosa diversa: hai o non hai detto a me che i voli con l’elicottero non si sarebbero svolti durante l’estate?

    Dalle tue parole sembra che la responsabilità dei voli cada esclusivamente sulla ditta di elitrasporto, escludendo quindi tanto il CAI quanto Enzo, gestore del rifugio, in virtù del fatto che questa ditta sarebbe libera di atterrare ovunque. Ci sono altri modi per prenderci in giro. Non entro poi nel merito di quello che penso essere un tuo errore ortografico, là dove scrivi che “da parte della sezione non sono più stati organizzati dei voli”: lo sono mai stati, forse?

    Questo è un articolo, un semplice articolo nato dal fatto che, ad agosto, nonostante ciò che ho sentito da te (o che ho creduto di sentire, me lo confermerai), sono stato partecipe di un fatto, che ho raccontato. Non è quindi “una campagna” e ci mancherebbe che lo fosse (tantomeno una campagna antirifugio). Prova ad immaginare questa cosa: prova ad immaginare Enzo che, oltre ai gnocchetti verdi, voglia far diventare il rifugio Ciareido un’eccellenza dove apprezzare fino in fondo l’esperienza del “contatto con la natura”. Ci sono tutti gli elementi, e non sto qui ad elencarli, per perseguire questa idea. Ora, supponi che per un insieme di circostanze, il corridoio aereo davanti al rifugio sia costantemente attraversato (da nord a sud) da elitaxi. Ecco, qui si varrebbe la pena di fare una “campagna”. Non puoi pensare, Lorenzo, che la gente “che non è d’accordo” si debba limitare a fare a meno di andare al rifugio, per manifestare la propria disapprovazione. Lo sta già facendo, è nella natura delle cose. Ma non puoi pensare che la propria opinione non possa essere espressa anche con altre modalità, peraltro civilmente democratiche. La vita è confronto.

    CI sono molti rifugi che chiudono il 22-25 settembre. Se chiudono è perché sostanzialmente non passa più nessuno. Quelli che rimangono aperti è perché lo possono fare. La buona volontà è di questa terra, e va riconosciuta tutte le volte che si può, ma il martirio … è una faccenda per Santi.

  • Lorenzo De Meio

    Prova passare in piazza e trovami un solo deplian riguardante l’elicottero in ciareido.Ho detto che in estate non ci sarebbero più stati dei voli organizzati da noi(sezione e gestore),parola mantenuta.
    Se sei contrario a questo esercizio scrivi a l’elifriulia.
    Sono in possesso di un libretto del CAI riguardante le regole di gestione dei rifugi,se dovessimo rispettarle tutte allora non avremmo più un rifugio aperto.
    Altri rifugi non rispettano tutte le regole,sicuramente meno impattanti dell’elicottero,ma le regole sono le regole e vanno rispettate tutte,dalla più banale come esporre il listino prezzi,oppure alle ore 10 di sera tutti in branda e non a far festa.
    Penso di “avere l’età” per scrivere una lettera alla sede centrale e far si che tutti i rifugi CAI siano in possesso del regolamento e lo mettano in atto.

  • Caro Lorenzo,

    prendo atto con disappunto che quelli invernali erano voli organizzati dal CAI;
    prendo atto con favore che quelli estivi non sono organizzati dal CAI o dal gestore bensì dall’Elifriulia;
    prendo atto con stupore che il CAI si ritiene un semplice spettatore di quanto sta succedendo;
    prendo atto con sorpresa che il gestore è sostanzialmente e supinamente costretto ad accettare gli atterraggi “imposti” dall’Elifirulia;

    Se tu come CAI ed il gestore mi fate avere due righe in cui mi conferite il mandato di far smettere i voli di questo tipo, ti do la garanzia che al rifugio non atterrerà più neanche una mosca.
    Io sono un liberista e quindi non vedo di buon occhio le ingessature “del mercato”. Ma qui, per il momento, stiamo parlando di un rifugio del CAI: ed è il CAI che, prima di qualsiasi altra cosa, dovrebbe tutelare l’interesse degli escursionisti che, nella stragrande maggioranza dei casi, non credo vadano a rifugi per godersi l’andirivieni di elicotteri. E’ chiaro poi, oltre ogni dubbio, che le cose lasciate a se stesse trovano comunque un loro equilibrio: nelle praterie australiane i conigli hanno avuto un enorme successo riproduttivo, finché non è venuta a mancare l’erba, perché erano in troppi. Così hanno iniziato a morire, finché non sono giunti al numero … giusto.

  • Lorenzo De Meio

    Vado avanti per la mia strada,concludo.

  • Maurizio Calligaro

    Caro Danilo,

    in qualità di ex presidente della sezione CAI di Lozzo, mi permetto anche io di dire la mia. Partendo dal presupposto che ognuno può ancora esprimere la propria opinione liberamente, mi permetto di dissentire su quello che ho letto oggi. Sono passati ormai tanti anni da quando il nostro amico Falco gestiva e faceva conoscere il nostro rifugio. Le seguenti gestioni che si sono alternate, senza loro nulla togliere, come abbiamo visto tutti hanno fatto fatica a decollare, ne è la prova che appena scaduti i regolari contratti tutti hanno mollato, tranne Dalio che aveva provato a tenere duro. Non è un rifugio semplice il nostro. Adesso è arrivato Enzo, che con il suo bagaglio di esperienza alle spalle come gestore di locali alpini, sta dando la sua impronta, per quanto riguarda serietà e professionalità. Come tu sai l’ iniziativa “Cadore regno dei rifugi” sta ottenendo un buon successo e tutti i turisti che passano di quà a ritirare il loro premio hanno solamente parole di elogio nei confronti del Ciareido in quanto ad ospitalità, disponibilità e professionalità. Questa non vuole essere la solita leccata di culo, ma è solamente un rendere merito a una famiglia che con il proprio sacrificio (visti i tempi che corrono) sta facendo di tutto per rendere un ottimo servizio ai turisti che visitano le nostre meravigliose crode. Evidentemente, come tutte le cose che funzionano, questa realtà sta dando fastidio a qualcuno, è normale. Voglio ricordare che Enzo è il primo gestore che è riuscito ad aprire il rifugio anche nella stagione invernale e senza non poche difficoltà, a differenza di altri, a cui probabilmente la sola stagione estiva fa e avanza, dimenticando che i turisti si muovono anche d’inverno. Il turismo sta cambiando caro Danilo,lo dobbiamo accettare e se l’elicottero è il cambiamento ben venga questo tipo di turismo, purchè serva a mantenere viva quel poco di economia che ci è rimasta a dispetto dei nostri amici confinanti dell’ Alto Adige.In quanto a te caro Lorenzo vai avanti per la tua strada non è semplice al giorno d’oggi ricoprire certe cariche ti attaccano da tutte le parti, ma gli attacchi vengono sempre da quelli che tanto parlano e nulla fanno o propongono. Caro Danilo la mia non vuole essere una polemica, ma solamente un’analisi reale di quello che in questo particolare momento è purtroppo la nostra realtà.
    Ti saluto e buona giornata.

  • picon

    Caro Lorenzo, ho letto i botta e risposta tra te e Danilo, mi permetto di dirti che non puoi chiudere il confronto con “vado avanti per la mia strada” chiudendo così vuoi solo dire che Danilo ha ragione e tu, non sapendo cosa rispondere ti chiudi a riccio.
    Anch’io dico la mia sull’elicottero, ero e sono favorevole che l’elicottero possa trasportare i clienti del rifugio durante la stagione invernale, ma solo durante la stagione invernale, quando Pian dei Buoi non è raggiungibile in auto.Ero e sono favorevole perchè il servizio di navetta fatto con il gatto via Val Da Rin possa ritornare attivo. Mi immagino cosa può essere successo ieri con i turisti davanti al Rifugio e l’elicottero che andava e veniva. A parte la pericolosità, anche la rottura di scatole per chi era là. Non penso che il gestore non ne sapesse niente come tu vuoi farci intendere, se così fosse, a parte posizionare il suo trattorino proprio dove atterra l’elicottero, fà intervenire voi o chi crede meglio proprio per garantire la sicurezza dei suoi ospiti. Quindi,chiudendo, ti inviterei a continuare questo confronto.
    Grazie

  • Plinio Calligaro

    Ritengo che le critiche debbano essere sempre un momento di crescita e di miglioramento, anche se sono difficili da digerire. La persona saggia fa propria la critica, la analizza, la elabora e la migliora. Fatta questa premessa, personalmente ritengo che bisognerebbe andare al nocciolo del problema. Una volta raggiunto il nocciolo del problema si può cercare di risolverlo in modo temporaneo o permanente, accettandone gli effetti collaterali che potrebbero derivarne e che dovrebbero essere minimi o ancora meglio assenti. E’ ovvio che maggiore è il rischio di effetti collaterali più risulta difficile valutare il rapporto costo-beneficio e fare una scelta corretta (in questo caso ci si potrebbe avvalere della scelta collettiva e democratica che condivida la responsabilità della scelta). Nel concreto, bisognerebbe chiedersi: a cosa e a chi serve l’elitaxi? Solo una volta che si è risposto a questa domanda decidere se è opportuno o no utilizzarlo. E una volta che si decide di utilizzarlo, come viene regolarmentato il suo utilizzo?
    Confesso le mie perplessità sull’utilizzo dell’elitaxi e lo potrei in linea di massima accettare d’inverno ma solo per carenza di altri mezzi di trasporto. Siete davvero convinti che un elicottero possa risollevare il turismo della provincia di Belluno, del Cadore, di Lozzo, di Pian dei Buoi e del Ciareido?Siete davvero convinti che in Alto Adige hanno fatto i soldi perchè c’era l’elicottero che portava i turisti nei rifugi?
    La risposta a queste domande è: assolutamente NO e le motivazioni assieme a come si fa il turismo in Alto Adige e non lo si fa in provincia di Belluno meriterebbero un libro. Quando sono andato via da Lozzo a studiare, pensavo che la cosa più semplice da dire per fare capire da dove venivo fosse dire che venivo da “vicino a Cortina”; molte persone mi dicevano “Si Ok, ma dove, Auronzo, Laggio, Lorenzago, Pieve, San Vito, Borca, Pelos, comelico” e rimanevo un pò interdetto perchè poi rincaravano dicendomi che avevamo le più belle montagne del mondo (che in trentino se le sognavano) e che dovevo essere orgoglioso di venire da quei posti stupendi. Ebbene “quei posti stupendi” non avevano bisogno di elicotteri per portare la gente a vederli, avevano solo bisogno di occhi ed orecchie per vedere ed ascoltare, cuore per emozionarsi e memoria per raccontare.
    Massificare in questo modo il turismo in montagna per pure speculazioni economiche significa non aver capito niente della montagna, significa rovinare la sua poesia, significa non aver capito quanto sia emozionante sedersi al rifugio ciareido, guardarsi intorno e meravigliarsi, senza dover essere travolti dalle assordanti stonature della “civilizzazione” che attualmente stanno solo creando disastri.
    La montagna non è per tutti, è solo per chi sa gustare il sapore della sua conquista.
    Vi lascio con queste 2 frasi e poi chiedetevi a chi realmente serve un elitaxi.

    «Guardai Tenzing, e, malgrado il passamontagna, gli occhiali, la maschera incrostata di ghiaccio che gli nascondeva il viso, non ci si poteva ingannare: una gioia folle s’era impadronita di lui. Ci demmo una stretta di mano, poi Tenzing mi gettò le braccia attorno alle spalle, e ci demmo grandi colpi sulla schiena fino a perdere il fiato. Erano le 11.30.»(Edmund Hillary)

    «Scalammo la montagna. Raggiungemmo la vetta. Il sogno si era avverato…». (Tenzing Norgay)

  • Emilio Da Deppo

    Solo per aggiornare Plinio Calligaro : in provincia di Trento la legge 12 agosto 1996 nr.5 all’ art.1 vieta il decollo e l’ atterraggio di velivoli a motore ad altitudine superiore ai 1.000 metri, nonchè il sorvolo a quota inferiore ai 500 metri dal suolo…. Mentre per la provincia di Bolzano, la legge nr.15 del 27 ottobre 1997 lo vieta ad altitudini superiori ai 1.600 metri e con sorvolo non inferiore a 500 metri dal suolo……ovviamente in deroga per servizi e lavori forestali.

  • Plinio Calligaro

    Grazie Emilio dell’aggiornamento…Sfortunatamente però noi non siamo nè in provincia di BZ nè di TN per cui mi piacerebbe sapere in provincia di BL come funziona e se c’è una tale regolamentazione. Peraltro rimango un pò perplesso sul fatto che un elicottero che trasporta passeggeri possa così liberamente volare ed atterrare (chi ha autorizzato tutto questo?). Devo dire e ribadire che rimango e rimarrò sempre contrario all’eliturismo/eliski perchè lo trovo assurdo e gratuitamente rischioso. Discorso diverso ovviamente vale per quel che riguarda l’utilizzo dell’elicottero per i servizi (118 e soccorso alpino) e per i lavori forestali ed eventuali trasporti eccezionali con autorizzazione. Dal canto mio ho anche firmato questa petizione (per quanto possa servire http://www.thetop.it/index.php?page=no-eliski-dolomiti).

  • Massimo Santi

    Da escursionista, anche una MTB che derapa frenando 10 cm dietro di te non è molto gradita.
    Ma con gli elicotteri il rapporto persone disturbate / persone trasportate è decisamente elevato, non credo che incentivare questo tipo di turismo sia sostenibile.
    Invece, tanto per fare un esempio, la chiusura delle strade a fondovalle e l’attivazione di piccoli bus navetta penso siano un compromesso migliore tra accessibilità, comodità e disturbo (non so i costi, però).

    Infine, da ‘foresto’, un invito ai precedenti commentatori: vivete ogni giorno in posti magnifici, avete una tempra forte quanto la diffidenza che mostrate spesso tra di voi: sforzatevi di smussare gli angoli delle vostre discussioni, usate quest’energia per difendere e sviluppare la vostra terra. ciao, massimo

  • Lozzese curioso

    ….basta con la guerra dei poveri!
    Lasciatelo lavorare!

  • @lozzese curioso,
    o porti argomenti a sostegno di quanto dici o fa a meno di scrivere: i perché SI e perché NO non servono a niente. Inoltre sembra, almeno da quanto dice il presidente del CAI di Lozzo, che il rifugio sia “costretto” a ricevere i voli. Quindi il “lasciatelo lavorare” andrebbe indirizzato all’Elifriulia. (ovviamente nessuno ha creduto a questa storiella, neanche tu a quanto vedo).

  • @Emilio (e Plinio in seconda battuta),
    solo per precisare: da poco la provincia di Trento ha adeguato le altezze di volo a quelle dell’Alto Adige quindi a 1.600 metri di quota (la notizia sull’Adige)
    Per quanto riguarda il Veneto c’è una proposta di Reolon che riguarda l’eliski ma forse comprende anche la regolamentazione dei voli turistici più in generale (Eliski, elicottero in volo turistico. Il Pd ne chiede il divieto, a tutela dell’area Dolomitica ).

    le associazioni alpinistiche e ambientalistiche e l’amministrazione Provinciale di Belluno, chiedono da tempo lo stop di questa pratica ‘sportiva’ che di fatto offende la natura delle montagne e le migliaia di appassionati che con le loro forze raggiungono le vette ed i versanti innevati. E’ un’attività che contrasta con la figura della guida alpina, unico soggetto competente e in grado di garantire una corretta frequentazione della montagna

  • Caro Maurizio,
    finora nessuno di noi ha messo in dubbio le capacità gestionali di Enzo in quanto gestore del rifugio Ciareido, l’argomento dibattuto è l’utilizzo dell’elitaxi in particolare durante la stagione estiva. I due argomenti non sono fra loro correlati e credo faccia piacere a tutti avere, anche dal tuo osservatorio, la conferma che la capacità gestionale, serietà e professionalità sono all’altezza della situazione, come è naturale che sia, oltre ad essere una ovvia strada obbligata se vuoi tenere aperto ed avere una attività remunerativa. Anche l’opinione di @turista non è imperniata sulla capacità gestionali, ma sulle finalità che avrebbe la sbarra aperta (che lui dice essere talvolta aperta).

    Dire che Dalio ha provato a tenere duro mi sembra ingeneroso, visto che ha passato lassù 11 anni. Corretto quello che dici di Dalio: io aggiungerei che il tuo affermare “aveva provato a tener duro” risulta un tantino ingeneroso, visto che di anni lassù Dalio ne ha passati undici. Apertura dei rifugi in inverno: in quel di Cortina lo fanno da 20 anni circa, qui da noi hanno iniziato a farlo 4 anni fa, il Ciareido c’ha provato l’inverno trascorso: se è conveniente quel tanto che basta verrà riaperto altrimenti no, Enzo ha la testa sulle spalle, tanta passione ma le attività economiche stanno in piedi con gli euri. Mi auguro che, al pari di vari altri rifugi, possa trarre il necessario godimento economico per consentirgli tutte le aperture che ritiene opportune.

    E’ vero che il turismo sta cambiando ma, per gli elementi che io ho a disposizione, sta andando, in montagna, verso forme di sostenibilità che non solo escludono (nel senso che neanche ci pensano) l’utilizzo dell’elicottero in quota, ma limitano l’utilizzo dei motori anche a valle. Sono scelte che le comunità di montagna devono iniziare a fare: c’è chi ha già scelto la mobilità dolce (Forni di Sopra e Sauris) come prodotto turistico da vendere, altri credono invece che lo sviluppo si possa fare vendendo eli-tour dolomitici.

    Del masochismo: se ti pare sensato che un elicottero possa giungere in un rifugio alpino ad agosto con 28 o 24 trasvolate vuol dire che non tieni conto del giudizio che si farà quella parte di clientela, presente al rifugio ma anche girovagante nei suoi dintorni; se vado, Maurizio, al premio di motonautica di AUronzo e mi lamento del “casino” che fanno i fuoribordo (o entrobordo che siano) sono semplicemente uno stronzo; se vado a visitare una stalla all’antica e metto un piede su una bella torta non posso prendermela con la vacca, se vado in un panificio non posso sorprendermi se vendono pane … Se vai in un rifugio “alpino” di montana ti sorprendi se vedi un elicottero che va e viene, atterra e ridecolla o se vedi una marmotta o uno stambecco? Non ho alcun dubbio, ma neanche uno, che ci sia gente a cui l’elicottero possa piacere (io ne sono affascinato), ma capisci che se prendo 100 marziani e spiego loro che cosa è normalmente un rifugio alpino, anche loro, che pur sono marziani, non potrebbero che essere sorpresi vedendo lo spettacolo elicotteristico di cui stiamo parlando.

    Del masochismo 2: oggi la rete dà delle opportunità tremende, ma tremende veramente, anche e soprattutto in termini di markketing turistico. Basta pensare a facebook: c’è gente che ha 500 “amici”. Se c’è qualcosa che ti piace oggi lo scrivi in bacheca e 500 amici vengono a sapere “della figata” o della “cazzata”. I quali a loro volta possono riprendere la notizia ecc. ecc.. Le cronache di marketing riportano ciò che è successo, per fare un esempio, ad un albergo nel quale il personale aveva preso più volte a calci un barboncino (per scansarlo, non per fargli male davvero). Il cliente ha scritto un messaggio ai suoi amici su facebook chiedendo di mandare un messaggio di protesta all’albergo …che è stato letteralmente inondato di email e messaggi di protesta. Oggi non ti puoi permettere di fare cazzate e le cose le devi ponderare. Il canale facebook, ovviamente, vale anche per l’esaltazione delle cose. Nessuno vieta di pensare che l’amante dell’ELI-MENU’ possa scrivere ai suoi amici … “che figata ragazzi” e fare tam tam positivo.

    Dal punto di vista etico trovo comunque deplorevole che ad agosto uno che vuole stare in montagna, in “santa pace” (perché è questo che normalmente dovrebbe succedere) possa incorrere in uno spettacolo come quallo che si può immaginare riguardo al caso che è qui in discussione. La Regione ha in discussione il nuovo decreto legge in materia di turismo: fra le ipotesi vi è quella di equiparare le due categorie di rifugi (non vi sarebbe più la distinzione fra rifugi “alpini” raggiungibili a piedi ed “escursionistici” raggiungibili in auto). Magari potrebbero introdurre la categoria ELI-RIFUGIO, così almeno uno sa che se mentre prende il sole sente la “Cavalcata delle Valchierie” non sono gli elicotteri di Apocalypse Now ma un semplice (e previsto) servizio di ELI-TAXI.

    Ciao e buona giornata a te.

  • Emilio Da Deppo

    Bene l’ adeguamento a quota 1.600 metri tra le province di Trento e Bolzano…..penso potrebbe essere un concetto da attivare anche per Belluno.Sono a conoscenza della proposta PD, e penso che in autunno anche il Cai concorrerà per uno strumento analogo…

  • ATTILIO BIANCHI

    l’ unica vera soluzione sarebbe di consorziarsi e prendere una bella mongolfiera(20 o 30 mila euro) che nel giro di un anno si ripagherebbe da sola e darebbe emozioni irripetibili …. sane

  • Plinio Calligaro

    Grazie Danilo per le info e mi auguro che il proseguo sia verso l’abolizione di questa pratica (ovunque!!!!!) proprio a tutela delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità. Tutelare le nostre montagne significa tutelarne il paesaggio, la flora, la fauna, la gente con la sua cultura e le sue tradizioni, senza diventare complici di un sistema speculativo che trasforma le nostre montagne in un parco giochi (Welcome to Dolomitiland!!!) vendendo, come Faust, l’anima al diavolo.
    @lozzese curioso, nessuno vuole fare la guerra dei poveri, si tratta semplicemente di vita di comunità. Lorenzo lo conosco da tanto tempo e nutro profonda stima ed amicizia nei suoi confronti, mi auguro che da lozzese continui ad impegnarsi come sta facendo ma, in virtù della sua funzione, ha anche l’obbligo di ascoltare e riflettere sulle scelte che fa.

  • Lozzese curioso

    ….dopo queste…… concordo a maggior ragione con Lorenzo!
    Dany:questa è solo una mia opinione personale e non una polemica con il tuo operato che anzi spesso condivido!

  • Luca Zanella Cen

    Che turismo vogliamo e che turisti vogliamo? Turisti di nicchia, zaino in spalla che arrivano al rifugio, magari a tarda sera e si scaldano al fuoco con un piatto di minestrone e poi si siedono intorno al larin a raccontarsi delle mille escursioni fatte o delle vette da raggiungere, poi preparano l’escursione del giorno dopo e alle nove a letto? Un gestore che fa la fame e tira avanti e magari gli verrebbe voglia di aprire anche d’inverno, non si sa mai che passi qualcuno? Ma siamo nel 2011 con una strada che arriva a 15 minuti dal rifugio. In mezz’ora sei sull’altipiano e allora ti accorgi che il turismo che abbiamo non è solo di esperti scalatori o esperti naturalisti e montanari o puristi della montagna ma un po’ di tutto, dalle famiglie che fanno i picnic sul prato sotto il rifugio a gente che usa i tavoli esterni del rifugio per mangiarsi i panini portati da casa o accampamenti notturni in attesa della prima luce dell’alba per uscire con le pile a cercar funghi da vendere a “buon” prezzo in pianura. Non siamo una “mountain wilderness”, e forse non lo siamo mai stati, che lo vogliamo o no. L’elicottero in questo marasma, personalmente, rimane un “problema marginale”. Se volessimo un turismo adeguato alla bellezza dell’altopiano dovremmo chiudere la strada del Genio e andare su tutti a piedi, allora diventerebbe vera montagna con un rifugio d’alta quota. Montagna di fatica e sudore. Basta poco. Anche le automobili e le moto possono dare fastidio agli escursionisti che salgono a piedi per “le curte” o in bicicletta e non vogliono sentire il rombo dei motori che gli passano a fianco. Non è così, dobbiamo renderci conto che non abbiamo tempo per selezionare il tipo di turismo che desideriamo. Dobbiamo cercare di dare ospitalità nel migliore dei modi alla più variegata tipologia di persone. Chiunque lo voglia deve avere la possibilità di godere delle meraviglie di questo territorio nel pieno rispetto dello stesso. Non siamo esclusivisti. Siamo nel 2011 e si fatica da noi a fare turismo. Forse non vogliamo vivere di turismo, un po’ ci fa paura. E’ vero che in Alto Adige c’è una legge che vieta l’utilizzo dell’eli-turismo in quota (e si farà anche in Veneto così non sussisterà più il problema) ma è altrettanto vero che la maggior parte dei rifugi sono serviti da seggiovie e funivie il cui impatto ambientale è sicuramente maggiore rispetto a un elicottero. Eppure in Alto Adige vivono di turismo, mantengono l’ambiente perfettamente, fanno agricoltura di montagna, allevamento e hanno avuto negli anni piani regolatori che hanno saputo sviluppare e mantenere un certo tipo di architettura nei paesi investendo nel settore in maniera decisa. Non a caso vengono presi come esempio per il turismo di montagna. La Val Gardena e la Val Badia hanno chilometri e chilometri di impianti di risalita (saranno anche brutti da vedere e di impatto ambientale) eppure hanno paesi meravigliosi in valli meravigliose (come d’altra parte la nostra) con economie fiorenti dove i giovani rimangono a vivere e vivono di turismo. Noi abbiamo paesi deturpati da capannoni chiusi, fabbriche fatiscenti e architetture selvagge. Credetemi, un elicottero che fa qualche corsa in pochissime giornate all’anno è una piccola goccia in questo mare.

    Siccome non esiste un regolamento specifico in materia eli-turismo in Veneto tutti i discorsi che stiamo facendo rientrano nella sfera puramente etica, di valori dell’associazionismo CAI e ambientalisti. Personalmente credo si debba trovare una soluzione a quello che sta diventando un “problema” più che altro morale.
    Sono favorevole all’utilizzo dell’elicottero per fini turistici nel periodo invernale; può essere un incentivo al lavoro e alle entrate economiche del rifugio, naturalmente poco frequentato nel periodo, nonostante le nuove e valide iniziative come “Cadore regno delle ciaspe” e anche un modo per far arrivare in ambienti da favola persone che altrimenti non ne avrebbero la possibilità per le difficoltà di accesso.
    Naturalmente va regolamentato, sono d’accordo. Possiamo fare noi delle semplici regole ascoltando tutte le esigenze e le parti in causa in attesa di leggi regionali con iter senz’altro più lunghi. Si potrebbe per esempio limitarne l’utilizzo al periodo di non apertura obbligatoria dei rifugi CAI, in determinate giornate (Sabato o Domenica magari alternandole settimanalmente) in fasce orarie stabilite possibilmente non a ridosso dell’ora di maggior afflusso al rifugio come per esempio l’ora di pranzo. Credo ne saremmo capaci e mi dispiace che in questo momento passiamo per una sezione lassista, indifferente ai problemi ambientalisti, in balia di scelte avveniristiche di gestori e compagnie commerciali. Tutte le nostre scelte vanno inquadrate nell’ottica di migliorare la gestione del territorio e in particolare dell’altipiano e del rifugio cercando di tutelare anche chi nella montagna sta investendo energie (anche economiche) con grande passione e impegno.

  • W LOZZO

    Visto che il signor Emilio Da Deppo,che fa parte del cai di Domegge,parla tanto di etica,di ambiente,perchè i clienti del rifugio Bajon(e lui stesso) non salgono per la strada di croda,ad esempio,che è nel comune di Domegge? Risposta,perchè senza la NOSTRA strada asfaltata il suddetto rifugio sarebbe strachiuso,senza le auto che tanto passano su e giù tutte le estati non esisterebbe turismo a monte,se si dovessero aspettare i turisti con lo zaino in spalla partendo dalle valli il buon Dino non avrebbe festeggiato i 20 anni di gestione,facciamo gli ambientalisti in toto,vediamo se conviene,a me le macchine che passano per lozzo per andare a bajon danno fastidio perchè inquinano il mio paese,cosa faccio?Una petizione?e allora caro Emilio prima di dare sentenze ragiona a 360 non soffermarti su un particolare.
    E vedrai che la prossima volta starai zitto.

  • @ W LOZZO,
    a questo proposito bisognerebbe però ricordare che è stato un altro Da Deppo, Mimmo, quando era a capo della Comunità Montana, a fare in modo che la Strada del Genio venisse asfaltata. E non può sfuggire il fatto che la presenza del rifugio Baion, se non è stata determinante, certamente è stata di aiuto nell’agevolare la realizzazione dell’opera. Del resto, quali altri motivi potrebbero spingere una amministrazione ad asfaltare una strada per giungere sull’altopiano, oltre alla presenza dei rifugi Baion, Marmarole e Ciareido? Forse la presenza delle baite dei baitisti …?

  • W LOZZO

    Danilo non fare il furbo, e neanche l’avvocato kègola, non interessa chi ha fatto cosa, stò parlando di coerenza, visto che esiste una strada anche a Domegge, che vada su di là se è tanto ambientalista, o per le “curte”a piedi, non in macchina per la strada del genio.(compresi tutti i finti ambientalisti). L’esempio che ho fatto era per dimostrare che se si vuole rompere i coglioni come state facendo voi, possiamo fare altrettanto.
    E la stessa cosa vale per te.

  • W LOZZO

    Dimenticavo,visto che hai parlato di ricordare,ricordati che tutti salivano a pian dei buoi in auto da Lozzo anche quando la strada non era asfaltata.

  • Caro Luca,
    è curioso che tu definisca il turista con zaino in spalla un turista di nicchia. Una buona fetta, quindi assolutamente non marginale, del turismo cosiddetto di montagna oggi è costituito da escursionisti con zaino in spalla, altro che nicchia. Non conosco gestori che fanno la fame, conosco gestori che si fanno il culo, come ci sono negozianti, artigiani, operai che, parimenti, si fanno il culo. Un gestore che fa la fame ha il diritto di trovarsi un altro lavoro e, sta sicuro, non arriva alla fame prima di trovarsene uno (sia chiaro che la parola “fame” usata fin qui tanto da me quanto da te, non vi sono dubbi, non va intesa in senso letterale ma “fra virgolette”, come si usa dire).

    La montagna “fatica e sudore” esiste sul pianeta terra senza alcun bisogno di crearla, è un valore intrinseco e non ha alcuna relazione con il turismo: il turismo è una attività umana consapevole, costruita dagli uomini per gli uomini; ci sono uomini che producono turismo e uomini che lo consumano, come qualsiasi altro prodotto che nasce dall’attività commerciale. Dire, come dici tu che “Dobbiamo cercare di dare ospitalità nel migliore dei modi alla più variegata tipologia di persone” è una bestemmia per chiunque fa marketing territoriale (io sto supponendo, ovviamente, che “la più variegata categoria di persone” sia riferita alle esigenze di queste persone). Dire poi “Chiunque lo voglia deve avere la possibilità di godere delle meraviglie di questo territorio nel pieno rispetto dello stesso” è una frase alla Napolitano: nessuno vuole negare a nessun altro la possibilità di godere del territorio, ma dobbiamo capire che le modalità di fruizione non possono essere “tutte quelle possibili”, altrimenti i divieti imposti dalle normative nazionali, regionali, provinciali e comunali a cosa servirebbero?

    A me non interessa, in primo luogo, l’impatto ambientale (tu dici che un elicottero impatta meno di un impianto di risalita): non è l’impatto sull’ambiente il primo problema, ma l’impatto sul turista; è la coesistenza fra due tipi di fruizioni che metto in discussione. Come fai a far convivere, tra l’altro ad agosto, il soddisfacimento dei bisogni di chi si trova in giro per montagna e rifugi in cerca di “pace e tranquillità standard” (standard nel senso che tutti sanno che una dose di casino è inevitabile; per me, già l’assembramento di gente in un rifugio “è casino”), con chi si fa trasportare in rifugio in elicottero per farsi la “magnada”. In buona sostanza, l’esistenza dell’una compromette l’esistenza dell’altra. L’elicottero non è un mezzo per “abbattere le barriere architettoniche” poste dalla montagna così come la conosciamo oggi.

    Non sono d’accordo neanche su questo: “Siccome non esiste un regolamento specifico in materia eli-turismo in Veneto tutti i discorsi che stiamo facendo rientrano nella sfera puramente etica, di valori dell’associazionismo CAI e ambientalisti”. E’ chiaro che è anche un problema etico ma è soprattutto un problema economico: un volo non “fa primavera”, ma se i voli dovessero diventare una consuetudine vi sarà sempre più gente che arriverà in elicottero e sempre meno in auto o a piedi (quelli che desiderano stare in pace “standard”), e l’altopiano assumerà un connotato “permanente”. Se crediamo che il flusso di eli-turisti possa assolvere alle nostre aspettative di sviluppo di Pian dei Buoi (anche a quelle di chi deve dare ospitalità, rifugi in primis), allora andiamo avanti su questa strada. Io sono convinto che ci taglieremmo “l’uccello” per fare il classico dispetto alla nostra “femena”.

    Prendo poi come scherzo questa affermazione (pur sottolineando che la riferisci all’inverno): “[l’elicottero] può essere anche un modo per far arrivare in ambienti da favola persone che altrimenti non ne avrebbero la possibilità per le difficoltà di accesso”. Sono fermamente convinto che un paraplegico o un tetraplegico abbia dignità da vendere per evitare di fare cose del genere; una persona di 200 kg non te la prendono in elicottero, i cardiopatici non affrontano un dislivello di 1000 m per vedere un ambiente da favola e rimetterci la ghirba; restano i pigri … (si capisce che il mio discorso è generico, non professo il darwinismo sociale, sto diventando vecchio anch’io, ma è proprio per questo che vorrei restare con i piedi per terra).

    Sulle “regole” non entro in merito. Quelle del mercato, di regole, sono già all’opera, sono sempre all’opera. E non guardano in faccia a nessuno.

  • @W LOZZO,
    ho approfittato del tuo commento per apportare alla discussione un argomento in più, che non giustifica in alcun modo la coerenza o non-coerenza di nessuno (compresa quella di Emilio Da Deppo che chiami in causa e che si sa “difendere” benissmo da solo, se lo riterrà opportuno). Inoltre, ambientalisti o meno, il divieto di transito non c’è lungo la Strada del genio o nel tratto che raggiunge il rifugio Baion. Lascia stare l’ambiente, e ragioniamo sulla opportunità di utilizzare o meno l’elicottero (ed eventualmente in che modo) come mezzo per sviluppare la montagna (Pian dei Buoi deve servire da attrattiva per portare turismo a Lozzo, il PIL prodotto da Pian dei Buoi, anche ammettendo uno sviluppo di altre attività, non può che essere marginale).

  • W LOZZO

    No,tu hai tentato di sviare quello che ho detto chiaramente e cioè che se siete cosi casti e puri partite da casa a piedi,non in auto fino davanti alle porte dei rifugi,troppo facile fare i moralisti e poi parcheggiare nelle stalle del Bajon vero Milio?Solo allora sarete credibili.
    E poi caro Danilo,ti stai contraddicendo perche se porti alla luce il fatto che non c’è divieto di transito sulla strada del genio(argomento che non c’entra niente come l’asfaltatura),devi anche ammettere che non c’è divieto per l’elicottero,allora dove sta la differenza?Te lo dico io,la differenza sta nel fatto che avete una mentalità ottusa,e che godete nel avere un pò di potere,tu mediatico e l’altro politico(CAI)e godrete nel vedere abolire l’eliturismo perche è cosi che andrà a finire grazie a voi,ma non vi rendete conto che cosi facendo avete creato un precedente il quale impedirà nel futuro nuove iniziative del genere,per le future generazioni,se ci saranno,non sarà facile coltivare turismo.
    Proprio voi delle fabbriche di occhiali che avete inquinato con le vostre galvaniche le nostre acque,e adesso tutti ambientalisti?
    Vediamo quante code di paglia

  • Mauro Fumol

    Se mi è permesso vorrei consigliare un altro modo per portare nuovi turisti a “Monte”, si chiama marketing turistico, è un sistema che non è tanto nuovo ma sembra che in Cadore non sia molto conosciuto, anzi. Produce ottimi risultati anche con costi contenuti, puo essere mirato a fascie di consumatori: alpinisti,gitaioli manager stressati etc.
    Andate negli uffici IAT oppure negli altri punti di informazione turistica della provincia e non troverete quasi nulla a riguardo di Pian dei Buoi.
    Creata la domanda poi potremo discutere su come portare a Monte i turisti.
    Pitosto col dei, ma ve preo no con l’elicottero.

  • @W LOZZO,
    vedo di spiegarmi: l’asfaltatura è stata tirata in ballo come elemento, uno degli elementi, che dovrebbe farci vedere il rif. Baion e le scelte ad esso collegate (l’asfaltatura) come una benedizione. Costringere Domegge, ipoteticamente, a sostenere costi per la “sua” strada e Lozzo per la “sua” vorrebbe dire non avere i soldi per nessuna delle due (la strada forestale Deppo-Baion, che pur è stata sistemata appunto a scopo forestale, non si presta certo a diventare una “carrozzabile per Baion”, a meno di non riprogettarne il tracciato e realizzarlo con costi che nessuno sarebbe disposto a sostenere).

    Divieto di transito: intendo dire che non puoi costringere una persona che tu dichiari ambientalista a dimostrarlo non percorrendo una strada che, comunque, non ha divieto di transito. Ciò che pretendi non dimostra la coerenza ambientalista di questa persona; allora, nessun ambientalista dovrebbe muoversi in auto solo perché l’auto inquina?

    Divieto elicottero: non ho mai detto, mai, che vi sia una qualsiasi forma di divieto per la quale l’elicottero non possa fare quello che ha fatto, ossia trasportare persone (pubblico) al rifugio per andarle poi a riprendere. Non so se c’è un divieto di questo tipo, non credo. Quello che ho detto, e che ribadisco, è che non mi sembra una via promettente da seguire perché, nel corso della stagione estiva, vedo INCONCILIABILE la convivenza di un turismo “normale” (famigliole, coppiette, gruppi di amici che vogliono passare una giornata tranquilla) con quello di tipo “ELITAXI”. Questo è quello che penso ed ho invitato la gente a riflettere sull’argomento, dopo, e solo dopo, che tanto a luglio ma soprattutto ad agosto, abbiamo assistito all’andirivieni che ho descritto in questo articolo. Se Enzo è convinto di poter aumentare la propria clientela fra gli ELI, mantenendo quella fra gli ECO, deve fare tutto quello che gli è consentito di fare per ottenerlo. Se il CAI ritiene che questa sia la strada giusta non fa altro che tirare fuori la testa dalla sabbia e dire al mondo che il CAI DI LOZZO DI CADORE E’ D’ACCORDO.

    Mentalità ottusa: io ho progettato quello che ho chiamato “Sentiero naturalistico del Ciareido”, un percorso alternativo di salita al rifugio, piuttosto dolce, che prende avvio a livello della seconda sbarra e che permette di entrare in contatto con alcuni aspetti naturalistici di pregio. Avevo previsto di produrre un’agile guida che ognuno poteva trovare in un dispenser ad inizio percorso, guida che poi ognuno avrebbe rimesso la proprio posto al momento del ritorno. Non ho fatto in tempo a realizzarlo. Perché ho tirato fuori sta storia? Per dire semplicemente che il turista, rispetto a questo tipo di “prodotto”, ha la totale capacità di scelta: se lo desidera, percorre il sentiero e magari arricchisce la propria esperienza, altrimenti ne fa a meno, senza che nessuno lo sappia e senza condizionare nessuno. La variante eliturstica, invece, è costretto a subirla, non ha alternative, se non quella di andarsene. In quanto al potere mediatico, stai ampiamente sopravvalutando questo strumento.

    Abolizione eliturismo: l’unica cosa che vorrei vedere abolita (meglio, annientata) è la casta parlamentare. Non pretendo che tu mi creda, ma su questo mondo ho veramente a cuore il destino di un massimo di 10 persone: delle fortune o sfortune degli altri, non ho né il tempo né la capacità per potermene interessare (fatte salve le consuetudini sociali). Ti assicuro poi che se una cosa si può fare, e c’è qualcuno che la vuole perseguire, quella cosa si farà. Se bastasse un articolo da me scritto per “creare un precedente ed impedire nel futuro nuove iniziative del genere”, potrei candidarmi per il Pulitzer, ma non è così.

    Già, quelle “luride canaglie”. Anche imperialisti, capitalisti, sfruttatori del proletariato? Mi va bene tutto, ma non ambientalista, non prima di averne chiarito il significato, visto che ve ne sono veramente tanti.

  • Plinio Calligaro

    Mi chiedo quando a “Monte” aprirà il primo McDonald d’alta quota con i suoi mitici menu deerburger&chips o magari un ecocentro commerciale di prodotti bio delle vallate bellunesi, o magari qualche cinese costruirà il primo rifugio cinese (Business is Business!!!)…E’ evidente che asserire che l’eliturismo rappresenti una valida alternativa alla crisi e alla stasi economica della nostra area incrementando così la domanda turistica perchè i tempi cambiano, abbiamo capannoni chiusi che deturpano l’ambiente, gli impianti di risalita sono peggio, ci sono le auto e le moto che inquinano e stressano di più gli escursionisti, bisogna garantire qualcosa alle nuove generazioni mi pare una analisi quanto mai discutibile. Purtroppo, caro Luca, conviviamo con scelte già fatte in passato e magari solo ora ci accorgiamo di quanto erano sbagliate. L’obiettivo di questa discussione, di questo blog, è quello proprio di parlare di un potenziale problema per non compiere ulteriori scelte sbagliate, che sicuramente peseranno sul futuro dei nostri figli (oppure ci ringrazieranno!!!). Fare turismo significa avere un bacino in grado non solo di portare il turismo ma anche di supportarlo, di mantenerlo, di rinnovarlo, in modo tale che il turista ci ritorni più volte, e ci si avvicina nel tempo, non ci si improvvisa dall’oggi al domani!!! (l’Alto Adige lo sa benissimo questo e ha potuto farlo grazie ai molteplici investimenti possibili in una provincia autonoma). Attenzione, quindi, alla massificazione turistica e al turismo “mordi e fuggi” perchè porta soldi alle compagnie che offrono il servizio, NON al territorio (e alla propria gente); per avere un’idea basti pensare al fenomeno Ryanair nell’ambito dei voli Low-cost. Viviamo in una società cronofoba, in continua ricerca di non si sa bene cosa visto che non riesce ad assaporare quello che ha. Siamo sicuri di voler essere complici di questa società?Non è forse meglio magari essere un pò più anacronistici e mantenerci estranei al consumismo sfrenato?Forse è quello che il turista cerca?Magari, così, non vivremo da miliardari ma regaleremo un pò di più felicità a noi stessi e agli altri…A mio avviso, quindi, l’eliturismo è una colossale cazzata, che inquina (inquinamento acustico ed ambientale), svalorizza la montagna e la vende agli interessi economici dei pochi…Così non si fa turismo, così si fa consumismo!!!Chiudo con questa guida turistica della Lonely Planet:

    http://shop.lonelyplanet.com/italy/hiking-in-italy-travel-guide-3?lpaffil=lpsearch-shoppod

    Nessuna menzione ad elitaxi ma: “Scale the literally breathtaking Dolomites”

    Per il resto è una questione di scelte, dettate dal cuore più che dal portafogli!!!

  • DivietodiTransito

    Mi sono preso la briga di leggermi la legge 33 in materia di turismo e non ho trovato da nessuna parte il riferimento al fatto che il divieto dovrebbe essere a 20 minuti dal rifugio. Non ho poi trovato niente riguardo alla declassificazione del rifugio nel caso di moto o mezzi a motore che andassero oltre il divieto. Siccome so che sei precisino, puoi chiarire questi particolari? Grazie.

  • W LOZZO

    DivietodiTransito,per quanto riguarda i venti minuti da fare a piedi credo sia una cosa del CAI,magari si può fare una ricerca dentro al regolamento dello stesso,credo basti internet, sul fatto di declassificare il rifugio ti posso dire quello che so.Il divieto(il cartello)c’è,è comunale,se qualcuno dovesse passare la sbarra(la prima proprio sotto al divieto) sarebbero gli organi competenti(forestali)a compiere il fermo ad eventuali “fuorilegge”,multandoli.Il gestore,il cai,sono sollevati dal farlo,come ogni semplice cittadino,al massimo possono comunicare a questi di non salire fino al rifugio con mezzi motorizzati.Per l’elicottero non ci sono regole.Dopodiche si può essere pro o contro ma allora riguardiamo cosa è andare in montagna oggi,non solo quello che adesso è nella bocca di tutti,vietiamo di andare in montagna a chi lascia le immondizie in giro,chi va a funghi con la tenda e senza permesso,chi va ai rifugi con le macchine fino davanti alle porte,chi parte con i mocassini senza allenamento ed esperienza a fare lo spigolo Fanton,poi a metà strada,stanco,chiama l’elicottero facendo rischiare la vita ai soccorritori,chi fa la cacca in mezzo ai sentieri etc.etc.tutto questo secondo voi è etico?Pensate siano meno gravi dell’elicottero? Se dovessimo vietare tutte queste cose perchè non siamo d’accordo allora avremmo zero turisti,zero vita in montagna.

  • @Divietodi Transito,
    hai ragione, non c’è nella legge 33, ma neanche in quella precedente; io, del resto, nell’articolo non ho parlato di legge 33, ho parlato di “norma regionale”. Ma andiamo con ordine.
    Bisogna partire dalla legge 17 maggio 1983 n. 217 (nazionale), legge quadro per il turismo, nella quale veniva fatta una prima classificazione delle strutture ricettive. All’art. 6 si definiscono così i rifugi alpini: “sono rifugi alpini i locali idonei ad offrire ospitalità in zone montane di alta quota, fuori dai centri abitati”. Uno degli ovvi problemi interpretativi è stato questo: con quale criterio stabilisco se un’area è “zona montana di alta quota”?

    Ci pensa la Regione con la legge regionale 18 dicembre 1986, n. 52 “Norme in materia di turismo d’alta montagna”. In questa legge la Regione definisce quali sono i “rifugi sociali d’alta montagna”. “I rifugi sociali d’alta montagna devono essere ubicati a quota non inferiore a 1300 m, in località non servite da strade aperte al pubblico transito di mezzi di trasporto motorizzati o da impianti meccanici di risalita per trasporto di persone”. Inoltre i rifugi dovevano disporre obbligatoriamente di altre cose (fra tutte cito quelle che abbiamo dovuto introdurre al Ciareido: locale di ricovero invernale, piazzola per l’elisoccorso, collegamento telefonico o radio).

    La 52 prevedeva che chi aveva i requisiti e voleva essere classificato come rifugio d’alta montagna dovesse fare la domanda (art. 4) che sarebbe poi stata sottoposta al vaglio di una commissione prevista all’art. 18 della medesima legge composta da varie “competenze”. Ed è qui che vennero fuori i primi problemi valutativi. La commissione aveva di fronte domande di rifugi in santa malora (esempio il Carducci) per i quali l’attribuzione era scontata, altri che invece avevano strade di accesso che si fermavano “un po’ prima del rifugio”: certi erano a pochi minuti a piedi, certi a mezz’ora dai parcheggi ecc. ecc..

    Ecco quindi che la commissione si trovò nella necessità di darsi “una norma” dirimente senza la quale si rischiava che tanto un rifugio raggiungibile con tre ore di camminata dal parcheggio, quanto uno che invece risultava raggiungibile in pochi minuti potessero essere considerati, entrambi, “di alta montagna”. Alla fine stabilirono che il parcheggio doveva porsi, rispetto al rifugio, ad una distanza pari a “20 minuti a piedi” (la norma è ovviamente imprecisa, basta camminare “più svelti” è si sposta subito la distanza). Quello che serviva era un primo parametro, le domande erano poi vagliate comunque dalla commissione.

    Cosa ha comportato questo per il Ciareido? Lo spostamento della sbarra e del divieto di transito dal “parcheggio alto”, valutato dalla commissione troppo vicino al rifugio per poterlo classificare “d’alta montagna”, al posto dove si trova ora (in realtà si sa che non si è spostata quella in alto ma se ne è fatta una nuova “in basso”). In realtà la commissione lo aveva stabilito al bivio per Baion, ma siamo riusciti ad ottenere di metterlo al posto attuale con una piccola area di parcheggio, per gli habitué…, area che però ci hanno imposto di non inghiaiare ed ingrandire visto che era prossimo ai confini del “costituendo” parco Marmarole, Antelao, Sorapiss.

    Questo per quanto riguarda la storia dei 20 minuti. Per quanto riguarda il possibile declassamento, seconda puntata.

  • Luca Zanella Cen

    Onde evitare fraintendimenti poco utili alla soluzione del “problema” (che comunque legalmente non esiste) incollo nuovamente la parte del mio intervento del 23 agosto che, se letto attentamente, credo chiarisca il mio punto di vista, che evidentemente non va nella direzione di una liberalizzazione selvaggia di questa pratica, ma l’esatto contrario.
    Parlando dell’utilizzo dell’elicottero per fini turistici ho scirtto:
    “Naturalmente va regolamentato, sono d’accordo. Possiamo fare noi delle semplici regole ascoltando tutte le esigenze e le parti in causa in attesa di leggi regionali con iter senz’altro più lunghi. Si potrebbe per esempio limitarne l’utilizzo al periodo di non apertura obbligatoria dei rifugi CAI, in determinate giornate (Sabato o Domenica magari alternandole settimanalmente) in fasce orarie stabilite possibilmente non a ridosso dell’ora di maggior afflusso al rifugio come per esempio l’ora di pranzo”
    Mi sembra che la disponibilità all’ascolto dei vari soggetti interessati sia massima.
    Sono stato parecchie volte quest’anno a Pian dei Buoi e anche in rifugio e non ho mai avuto la “fortuna” di imbattermi negli atterraggi dell’elicottero. Questo soltanto per chiarire che non pensiate di salire a Monte e avere un viavai continuo di passeggeri elitrasportati o atterraggi continui. Questo non accadrà mai, ne sono certo, e mi batterò con tutte le forze perché non accada.
    Sul tuo discorso, Plinio, riguardo un ipotetico “ecocentro commerciale di prodotti bio delle vallate bellunesi” ci ragionerei un po’ più attentamente, se possibile. Magari un ecocentro no, ma la Caserma riconvertita ad agriturismo, gestita possibilmente da giovani di Lozzo, con vendita di prodotti caseari dell’altopiano (prodotti in malga ,e non speck e formaggio che arrivano dell’Alto Adige) e altri prodotti tipici della nostra zona, con qualche posto letto non sarebbe una brutta idea, che ne pensi? Un tipo di turismo più che sostenibile, a km zero e contrario alle logiche del consumo.
    Per il resto il tuo intervento mi pare di un estremismo inadeguato. Sono d’accordo con te sulla critica a questa società cronofoba e consumistica ma credimi, se c’è un posto dove il consumismo è espresso in maniera molto più leggera (in questi tempi ancor più che nel recente passato) rispetto alle città e alle pianure è proprio la nostra terra. Credo che il mantenerci estranei a forme di consumismo fortunatamente non sarà una scelta ma una necessità. Sono convinto che la sfida del nostro futuro sarà mantenere vivo quel poco che abbiamo, visto il calo demografico preoccupante e il problema dei giovani che (la maggior parte dopo aver studiato) non rimangono a vivere qui.
    Per concludere, mi aspettavo da qualche lettore/commentatore una critica alle parole imbarazzanti di Danilo in chiusura alla risposta (del 24/08) al mio intervento ovvero Danilo scrive : “Sono fermamente convinto che un paraplegico o un tetraplegico abbia dignità da vendere per evitare di fare cose del genere; una persona di 200 kg non te la prendono in elicottero, i cardiopatici non affrontano un dislivello di 1000 m per vedere un ambiente da favola e rimetterci la ghirba; restano i pigri …”
    Ho trovato queste parole fortemente discriminatorie. Sono fermamente convinto del contrario e lo ribadisco: “ (l’elicottero)è anche un modo per far arrivare in ambienti da favola persone che altrimenti non ne avrebbero la possibilità per le difficoltà di accesso”. Anzi potrebbe avere proprio una valenza importante in questo senso.

  • Caro Luca,
    in quello che ho detto non c’è niente di discriminatorio: non ho negato ad un paraplegico il diritto di andare a vedere “ambienti da favola”, non lo farei neanche dopo aver bevuto un litro di tequila, ho solo detto che ritengo che queste persone abbiano più dignità e sale in testa di tanti altri e che ciò sia sufficiente a farli desistere dall’utilizzo di questo mezzo per gli scopi da te dichiarati (è una scelta che attribuisco a loro). Tuttavia Dalio mi ha raccontato di aver “caricato” in jeep in varie occasioni persone con problemi deambulatori costrette sulla carrozzella e di averle trasportate in rifugio: nessuno esclude che a questa possibilità appena descritta (non usufruibile in inverno) non si possa affiancare anche l’elicottero, ma stiamo parlando di casistiche piuttosto singolari. Allo stesso modo un cardiopatico, altra categoria che potrebbe beneficiare di questo servizio extra, per ribadire il secondo esempio, non può certo scegliere di salire di 1000 metri di quota in 4 minuti (questo è il tempo di salita dell’elicottero, mi è stato detto), perché questo vorrebbe dire, lo ripeto, rimetterci la ghirba (anche a Lozzo ci sono persone cardiopatiche che qui in paese conducono una vita normalissima ma che a Pian dei Buoi non possono più andare, pena la ghirba o, perlomeno, seri scompensi). Dov’è la discriminazione?

  • @Divieto di Transito,
    riprendiamo il discorso in relazione al possibile declassamento del rifugio. Quello che si fa fatica a capire (o non si vuol capire) è che il divieto di transito cui ci siamo riferiti ieri ha due valenze: la prima è che la sua presenza definisce il tratto di strada a monte di esso come “silvo-pastorale”, con tutto ciò che ne deriva, la seconda è che esso determina lo status della struttura di accoglienza extra-alberghiera che conosciamo come rif. Ciareido, status che è “alpino” e non “escursionistico”, proprio in virtù del fatto che non è raggiungibile da mezzi motorizzati.

    Consideriamo la cosa dal punto di vista del semplice divieto di transito: se uno passa con un mezzo motorizzato oltre il divieto trasgredisce ad una norma della legge 31 marzo 1992 m. 14 “Disciplina della viabilità silvo-pastorale” ed è passibile di una sanzione da 100 a 1000 € (non so se le “tariffe” sono state aggiornate); come dice giustamente @W LOZZO, la sanzione può essere comminata da un forestale. Si dimentica, W LOZZO, che può essere comminata anche (io direi soprattutto) dalla Guardia comunale: a questo riguardo sappiamo che la giunta puglio-ladina costringe l’attività della Guardia alla zona urbana, guardandosi bene dal lasciarla libera di fare presidio del territorio. Mi viene in mente Dalio quando mi raccontava, sottolineando la maniacale scrupolosità della Guardia di Lozzo, che la medesima, quando metteva piede a Pian dei Buoi, controllava ogni volta non solo che la sbarra fosse calata, ma che fosse chiusa col relativo lucchetto.

    Consideriamo ora la cosa dal punto di vista del classamento “alpino”: precisiamo che è l’ente Provincia di Belluno che ha il compito di verificare le attività connesse alle strutture extra-alberghiere. Cosa può fare il personale della Provincia se ad un controllo ispettivo, d’iniziativa o promosso da terzi, verifica che la struttura viene meno ai parametri classificatori? Vediamo (art.43 legge 33/2002): “L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione, da parte delle strutture ricettive soggette alla stessa, comporta la sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro 1.500,00; nel caso di perdurare della inosservanza, il comune provvede alla sospensione della attività previa diffida.

    Quello che va capito, è che la presenza di mezzi motorizzati non autorizzati i cui conducenti sono avventori del rifugio determina che il medesimo, essendo stato raggiunto da mezzo motorizzato, non è più classificabile come “alpino”. E’ chiaro che la cosa non è immediata (lo è stata però per la Regione nel fatto che ho raccontato nell’articolo, ma allora la legge era “fresca fresca”), ma va capito che la responsabilità, diversamente da quanto sostiene @W LOZZO, è in capo al gestore della struttura. Per non essere ritenuto responsabile il gestore deve invitare i trasgressori a scendere e segnalare al Comune ed alla Provincia tutte le volte che la cosa si ripete.

    Nella pratica, sono convinto che il personale Provinciale prima dà un avviso, poi sanziona, poi sanziona ancora, poi sospende (il Comune in questo caso) e poi, eventualmente, declassifica.

    Questa è la mia spiegazione a quanto richiesto da @Divieto di Transito dal punto di vista formale. Come la vedo io? Un po’ come l’adulterio: una scappatella si può leggere come una debolezza, dieci sono una ferma determinazione. La prima si perdona, la seconda … dipende (anche dai soldi che ha lui o lei). Ci sono sempre ottimi margini per applicare la regola del “vivi e lascia vivere”, bisogna usare il buon senso. Mi aspetto, per esempio, che chi sale non autorizzato al rifugio con un mezzo motorizzato lo faccia verso sera, quando non ci sono più turisti, che se li incontra sulla strada faccia la cortesia di rallentare o,meglio, di fermarsi e lasciarli passare, che parcheggi il mezzo “prima del peron”, evitando di giungere proprio sulla porta del rifugio. Cose così passano inosservate e, anche se formalmente scorrette, non pregiudicano “il turismo”. Da quest’ultimo punto di vista, qualche dubbio in più ce l’ho riguardo all’elitaxi, ma questo si era già capito.

  • Emilio Da Deppo

    Desidero aggiornare l’ argomento segnalando che in regione è stato depositato il progetto di legge nr.170 del 10 maggio 2011, che dovrebbe sostituire la vecchia legge 33 del 2002 sul turismo in generale..
    Per quanto riguarda i rifugi, c’è la proposta di riclassificarli tutti come alpini (non più anche escursionistici). Da ciò ne discenderebbe fra l’ altro l’ obbligo di avere un ricovero invernale. Sarebbero esclusi da questa incombenza solo quei rifugi che nella 33 erano classificati escursionistici… (in quanto raggiungibili da strade e/o impianti e quindi eventuali soccorsi sarebbero facilitati).. Il Club Alpino Italiano assieme alle Guide ed al Soccorso Alpino sta predisponendo delle proposte integrative e migliorative al PDL.

  • Vista la segnalazione di Emilio, posto il link dal quale eventualmente scaricare il disegno di legge (pdf 1,6 MB). Segnalo inoltre un articolo del Gazzettino risalente al 24 giugno scorso in cui il CAI metteva in discussione la bontà dell’accorpamento dei rifugi in una unica categoria.

  • Salomone

    In un periodo di crisi economica come questo mi chiedo il senso di queste diatribe sull’opportunità o meno di utilizzare l’elicottero a Pian dei Buoi……e le motoslitte…e le automobili o le moto?Cerchiamo di essere persone ragionevoli, l’uomo ha fatto dei passi avanti nelle tecnologie e nell’uso dei mezzi di trasporto, la montagna è un bene di tutti ed è giusto che a tutti sia data la possibilità di ammirarla,anziani, disabili o persone che per qualche ragione non sono in grado di raggiungere a piedi certe mete, non facciamo sempre delle sterili polemiche, qui a Lozzo per qualcuno non va mai bene niente e non si sa neanche cosa sia accogliere dei turisti, una volta tanto che c’e’ un riscontro positivo di affluenze, come nel caso del rifugio Ciareido, si cerca sempre la critica anche se ridicola come quella sulla scelta del menù.Ben venga una varietà di piatti..grazie al cielo il mondo non finisce qui a Lozzo, apriamoci agli altri e possibilmente senza nasconderci dietro le pagine di un computer per denigrare e basta senza impegnarsi in prima persona nelle associazioni del paese ,è troppo comodo pronunciare sentenze credendosi i depositari di chissà quali verità quando si è avuta magari la fortuna di nascere ricchi, di non lavorare e vivere nelle comodità moderne.Impariamo ad essere più umili per favore e scendere dal piedistallo della nostra supponenza.

  • DivietodiTransito

    Grazie Danilo per le spiegazioni che ho potuto leggere solo adesso. Come sempre la realtà è un po’ più complicata di quello che appare a prima vista. Una cosa, scusa l’ingenuità, non ho ancora ben capito però? Che cosa si perde a diventare rifugi escursionistici, visto che ce ne sono molti, rispetto a restare alpini? Suppongo sia come sempre una questione anche di soldi. Grazie ancora anche per questa ultimo chiarimento. Saluti.

  • @Divieto di Transito,
    principalmente SCHEI. Quando la Regione Veneto iniziò la riorganizzazione del settore turistico extralberghiero si vennero definendo le due categorie di rifugi: quelli raggiungibili in auto (escursionistici) e quelli che non lo erano (alpini). La Regione ha riconosciuto a questi ultimi una condizione di “inferiorità” rispetto ai primi e quindi i bandi di finanziamento regionale per la sistemazione e valorizzazione delle strutture hanno (quasi sempre) come beneficiari i rifugi “alpini”. Il rifugio Ciareido non avrebbe preso un brustol se fosse stato escursionistico e tutti i lavori svolti avrebbero dovuto essere diversamente finanziati (o semplicemente non si sarebbero potuti realizzare).

    Forse hai letto le precisazioni di Emilio riguardo al fatto che il disegno di legge 170 in discussione in Regione preveda l’accorpamento indistinto di tutti i rifugi in una unica categoria. Una delle preoccupazioni più grandi, lo dice bene il gestore del Vandelli in un articolo che ho lincato, è che la torta (finanziamenti) resti la stessa (probabilmente calerà) e che i commensali (rifugi) aumentino, polverizzando gli interventi. La preoccupazione è giustificata anche se nessuno vieta alla Regione, nel momento in cui va a definire i beneficiari di un finanziamento, di introdurre il parametro “rifugi non raggiunti da strade aperte alla libera circolazione” (pur in presenza di una sola categoria omogenea di rifugi). La preoccupazione è che “la politica o meglio i politicanti”, una volta votata la legge, possano “dimenticarsi” di questi parametri ed usare più disinvoltamente l’accorpamento effettuato.

    La Regione ha sempre cercato di uniformare queste due categorie perché in termini di marketing vorrebbe dare un’idea unitaria di rete d’accoglienza. Se in una campagna di marketing, riferendoti agli attuali rifugi “alpini”, spingi sul concetto di “rete d’eccellenza”, la percezione che ne trae il turista è che il rifugio escursionistico sia (come qualche volta risulta essere) una “balera” (anche se normalmente non è così). E’ chiaro poi che vi sono differenze anche fra i rifugi raggiungibili in auto: un conto è il Padova (1287 m) e un conto è il Baion (1825 m). Allo stesso modo, l’abbiamo già detto, anche fra i rifugi “alpini” vi sono differenze: un conto è il Ciareido (15-20 minuti a piedi dal parcheggio) e un conto è il Carducci o il ricordato Vandelli.

    La soluzione potrebbe consistere nel parametrizzare le variabili in gioco la cui somma da un punteggio finale usato per distribuire il finanziamento: altitudine, durata innevamento, distanza dal parcheggio, distanza dal fondo valle, numero letti, ecc.

    Ma poi è arrivato l’elicottero a risolvere tutti i problemi 😉 …

  • bale

    MA QUAI LAORE DANILO ? CHI FATE DA DOI ANE A STA PARTE ?

  • @bale,
    provvedimento n. 1501 dell’11 aprile 2000 della Giunta Regionale del Veneto: contributo legge regionale 52/86 “Norme in materia di turismo d’alta montagna”:

    pratica bivacco: L 306.000
    Bivacco in legno: L. 25.200.000
    Costruzione pilastri in CA: 2.226.000 + 2.495.040
    Materiali edili: L 291.835
    Materassi: 3.360.000

    per un totale di L. 33.878.875 — Li asto metude tu?

    E i 35.000 € che la Region à dou al CAI sote la me presidenza, sempre n virtù dela lege 33/2002 (ex 52/86) (no cognoso i consuntivi parchè e subentrou Paolo al me posto), anche chisti li asto metude tu?

    L’acquedoto fato da Lucio, la linea eletrica, i bagni … duto tu????

  • @bale,

    Si comunica che, con provvedimento n. 2139 del 22 giugno 1999 allegato, la Giunta regionale ha assegnato un contributo di lire 5.155.000 (sulla spesa ammessa di lire 9.576.768) per “risanamento del bagno con sostituzione della pavimentazione, delle piastrelle, dello scaldabagno e dei due lavandini del rifugio sociale d’alta montagna “Ciareido” …”

    Si comunica che, con provvedimento n. 4672 del 28 dicembre 1999, la Giunta regionale ha assegnato un ulteriore contributo di lire 591.000 per “risanamento bagno ….”

    Si comunica che, con provvedimento n. 3849 del 26 agosto 1993, la Giunta regionale ha ammesso ai benefici di legge (52/86) le seguenti iniziative: “adeguamento alle norme antincendio con rifacimento completo dell’impianto elettrico del rifugio Ciareido per un contributo di L. 2.102.000 sulla spesa ammessa di L. 2.803.425 e un contributo di L. 11.214.000 sulla spesa ammessa per impianti di L. 18.689.500.

  • @bale,
    Si comunica che con provvedimento n. 3738 del 26 giugno 1992 la Giunta regionale ha ammesso ai benefici di legge (52/86) le seguenti iniziative: “Ristrutturazione interna, rivestimento piastrelle della cucina, sostituzione delle finestre” per un contributo di L 23.405.000 sulla spesa ammessa di 31.206.560, e “sostituzione vasca deposito acqua, acquisto attrezzatura per cucina, armadio per bottiglie e barattoli” per rifugio Ciareido per un contributo di L. 24.330.000 sulla spesa ammessa di L. 40.550.440 .

    Me fermo ca, ma no e mia duto eh. E po ciaro che ai schei e stou dontou tanto e tanto laoro dei volontarie del CAI e anche de calchedun che col CAI non centrea nuia, ma chesto no ocore gnanche dilo …

  • W LOZZO

    Mamma mia Danilo come sei permaloso,scheletri nell’armadio?Coda di paglia?Ma i sentieri che tu hai rivalorizzato,adesso che sono da ripristinare chi li deve rimettere apposto? Esci dalla tua prigione e fai qualche cosa di costruttivo ritorna agli antipodi.

  • W LOZZO

    Plinio,è facile vivere a Verona e criticare la montagna,tu pensa a Giulietta e Romeo che a Dante e Virgilio ci pensiamo noi.

  • Massimo Santi

    Vedo che il dibattito procede… a questo punto vi segnalo anche questo:

    http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/08/28/news/passi-dolomitici-chiusi-in-estate-4854732

    "Chiudere i passi dolomitici più trafficati nel periodo più «caldo» dell’estate, tra il 20 luglio ed il 20 agosto. È la proposta emersa dalla riunione dei Club alpini della Regione dolomitica che si è svolta ieri sul Pordoi. I presidenti dei 5 club (Veneto, Friuli, Trentino e i due dell’Alto Adige) si sono ritrovati per il terzo anno al Centro Crepaz, per discutere di diversi punti importanti: non solo passi dolomitici, ma anche situazione Unesco e uso dell’elicottero per il turismo."

  • @W LOZZO,
    non si tratta di essere permalosi e chi ha scheletri, semmai, tace. Si tratta del rispetto del lavoro degli altri, dell’impegno che, a vario titolo, tanta gente ha profuso per avere il gioiello di rifugio che abbiamo oggi. Ad una obiezione scorretta da parte di @bale ho semplicemente risposto con dati, inconfutabili. Che mettono in mostra uno dei percorsi, certamente non l’unico, seguiti per valorizzare il territorio. Molta gente, anche senza cattiveria, non ha “storia” alle spalle e quindi valuta l’attualità come fosse “creata dall’Eccelso”.

    Riguardo ai sentieri sto sempre aspettando che si faccia aventi una figura di riferimento, come credo di essere stato io finora, che si faccia carico di questo aspetto. Tra il 1985 e il 1990 abbiamo affrontato e concluso il primo piano sentieri, così tra il 2002 ed il 2004 con la creazione degli Anelli. Se sarà necessario (come sembra) continuerò, almeno finché ne avrò la possibilità. (per un po’ di storia, per chi ha voglia).

  • Il servizio di elicottero: anche il De Rossi mi aveva raccontato che voleva mettere in piedi durante il periodo invernale un servizio di trasporto persone con l’elicottero. Aveva appunto preso in gestione anche la seggiovia per poter creare nella zona un richiamo turistico anche per gli sciatori e a proposito aveva addibito un ricovero scii. Tutto ciò non è mai stato usato solo per le gelosie del comune che una volta visti gli introiti che portava questo busines voleva appropiarsene. Il risultato lo conosciamo tutti….tutto in degrado e turismo 0!

  • Plinio Calligaro

    @W LOZZO: per esattezza Dante era fiorentino, Virgilio era mantovano (potresti rimanere deluso se dovessi venire a Verona e non trovarli!); per quanto riguarda Romeo e Giulietta, sono maggiorenni e sanno benissimo badare a loro stessi anche senza di me, d’altro canto è un pò di tempo che stanno insieme…Per quanto riguarda il tuo “facile vivere a Verona e criticare la montagna”, personalmente non mi permetterei mai di criticare la montagna, mi permetto di valutare, criticare e giudicare l’uso “consumistico” che di essa se ne fa;inoltre, per precisare, a Verona sono solo domiciliato…Forse dovresti vivere un pò lontano da Lozzo per capire cosa vuol dire ritornare!!!W Lozzo…

  • Bepi de Tai

    Seggiovia? Al pian dei buoi?

    Comunque mi fa ridere il confronto con l’alto adige … solo con i contributi della provincia
    per lo sfalcio prati paghi i costi di un rifugio…
    Facile fare i signori a spese altrui.

  • W LOZZO

    Caro Plinio,per la precisione Dante e Virgilio li trovi tra la cresta degli invalidi e la croda bianca.Puoi andarci partendo dal rifugio Bajon percorrendo la via normale risali il vallon del froppa che porta a forcella marmarole da qui con direzione verso destra proprio alla fine del ghiaione prima di iniziare l’ascesa alla cresta finale della croda bianca troverai i due gendarmi che proteggono gli alpinisti che passano di là, io a loro mi riferivo.è un tuo diritto sacrosanto dare delle valutazioni come negartelo,ma è un mio diritto valutare che dovresti sapere almeno i nomi delle montagne che circondano casa tua,cosi i tuoi interventi a riguardo avrebbero più valore,e senso.O no!?Si dimenticavo,quando andrai a fare loro visita, partire da casa, in quel di mezzavilla,(ti concedo l’uso del servizio pubblico da Verona a Lozzo proprio perche mi stai simpatico)a PIEDI non con il mezzo consumistico chiamato anche volgarmente automobile.

  • Plinio Calligaro

    @W Lozzo: touché! chiedo scusa per l’equivoco letterario-alpinistico (in effetti non ero a conoscenza dei Dante e Virgilio alpini, pensavo che il senso del discorso fosse un altro!). Ad ogni modo, io non mi sono mai vantato di conoscere tutti i nomi delle montagne che circondano casa mia (ne conosco molti ma non tutti!), nè ritengo sia strettamente indispensabile conoscerli per rendere credibili o validi i miei interventi (che io conosca o meno i nomi delle montagne, la sostanza non cambia)! Ribadisco il concetto che non critico la montagna ma l’uso che se ne fa, e credimi se vivessi là, di certo cercherei di fare molto di più per il mio paese e il cadore. Mi dispiace poi che tu metta le tue argomentazioni su un piano personale giudicandomi senza neanche conoscermi, se non magari in modo superficiale. Stai pur certo che non appena avrò un pò di tempo andrò a visitare Dante e Virgilio partendo da mezzavilla a piedi e magari portandoci un pò di amici, sempre a piedi, magari dormendo in un rifugio e sperando di non essere disturbati dai rotori di un elicottero, magari capiente di magnati russi o cinesi in visita a Dolomitiland! Non ho di certo bisogno di spiegare a te le emozioni e i ricordi che mi regalano le montagne (quelle senza elicotteri!). Inoltre, ti invito ad andare a vedere cosa si intende per “consumismo”, senza confondere ciò che è utile e indispensabile (e che può essere certamente migliorato mediante il progresso, magari in senso ecologistico) da ciò che è inutile e superfluo e che qualcuno chiamava il “feticismo della merce”. Per il resto, per non guardare sempre il dito, ti rimando al titolo del blog: “L’elitaxi per il rif. Ciareido: solo invernale, un po’ primaverile, ma in fondo anche estivo!”. Per concludere, se mi conoscessi sapresti capire cosa intendo!Anche se non so dare un volto al tuo nick, con amicizia W Lozzo sempre!!!

  • W LOZZO

    Plinio nessun problema e nessun rancore,io difendo le mie idee e tu difendi le tue,giusto cosi, è ovvio che ci si scontra ma sempre nel rispetto.non c’è niente di personale.Non ho tirato in ballo te come persona e mai lo farei usando un nick,sarebbe scorretto,ti conosco e non avrei niente di negativo da scrivere sinceramente,ho solo risposto a quello che hai scritto.Ciao.

  • Plinio Calligaro

    @W Lozzo: concordo pienamente sulle discussioni, le diversità di opinioni e la loro difesa nel reciproco rispetto. Ti chiedo quindi scusa se magari sono sembrato un pò aggressivo, nessun problema e rancore neanche da parte mia (indipendentemente da chiunque tu sia!). Francamente amo le critiche vivaci e costruttive, sinonimo di personalità, piuttosto che quelle sterili e di circostanza. Tuttavia, ritengo che le critiche debbano in qualche modo far riflettere e demolire preconcetti magari ritenuti dogmi o verità assolute. E’ solo presunzione dell’ignorante affermare di conoscere sempre la verità, sarebbe più prudente cercare di imparare sempre qualcosa di nuovo attraverso il dialogo (e questo blog nel suo piccolo lo fa!). Quindi, per chiudere, è vero, io non vivo più a Lozzo ma, se mi permetti, ogni montagna può essere vista da diverse prospettive ma rimane sempre e comunque la stessa montagna e lo sai benissimo anche tu che a volte, per scalarla, è necessario scegliere il versante migliore!!!Ciao…

  • Bepi de Tai

    Ho perso un pò de tempo, ma sono riuscito ad andare a fondo del discorso “Rifugio Alpinistico” se non ci arriva nessuno con l’auto.

    Ogni questione di questo genere si discute su dati certi, e non su singoli fatti; che qualcuno riesca ad arrivare con un mezzo fino al rifugio non potrà mai cambiare una situazione, che viene stabilita dai dati della CTR (cartografia tecnica regionale) e catastale . Se la strada non c’è nelle carte o non è classificata come tale non c’è proprio nulla da temere.

  • @Bepi de Tai, come ho già avuto modo di dire, se esiste un divieto di transito esposto, quella strada viene ritenuta di tipo silvo-pastorale non transitabile. Chi transita senza permesso trasgredisce ad una legge regionale ed è punibile con (vado a memoria) circa 100 euro. A parte il trasgredire un divieto, se il rifugio diventa un ritrovo raggiunto con mezzi a motore (sto ragionando per assurdo) e nessuno ne sa niente, il problema è zero. Se però la cosa viene evidenziata alla Provincia, che è responsabile del monitoraggio delle attività extra-alberghiere, la medesima deve fare le verifiche del caso che potrebbero portare (se la cosa si reitera) anche al declassamento.

    E’ poi chiaro che se la strada non c’è “non c’è proprio nulla da temere”, anche perché senza strada è ben difficile che qualcuno elegga il rifugio a mèta delle proprie scarrozzate “quotidiane”.

  • […] anche aver ospitato una bisca clandestina (si potrebbero spiegare così parte dei voli dell’Eli-yo-yo) o essere divenuta una delle sedi della […]

  • […] Come da suggerimenti seminati nei commenti all’articolo “l’elitaxi per il rif. Ciareido: solo invernale, un po’ primaverile, ma in fondo anche es…“. […]

  • […] motoraduni succedutisi a Pian dei Buoi: quello dei quad, quelli delle Vespe e da ultimo anche la presenza dell’elitaxi: non credo che questo tipo di “manifestazioni” sia il più congeniale per lo sviluppo […]

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