23 Comments

  1. Anonimo
    9 Dicembre 2009 @ 10:17

    E io aggiungo, caro Danilo, che un noto ex statista che ha tentato di governare l’Italia per XX anni (e non c’è riuscito) che poi è stato assassinato, del Popolo Italiano ha anche detto: “”governare gli italiani non è impossibile, è inutile””.
    Credo che più chiaro di così!
    Ciao

  2. Il Capitano delle Cernide
    9 Dicembre 2009 @ 12:13

    …quanto all’accusa di anti-italianità,voglio rispondere con estrema franchezza in primo luogo non ho difficoltà ad ammettere che effettivamente non amo quel clichè dell’uomo mediterraneo privo di spessore morale,ma molto dotato di gestualità esteriore,di esuberanza chiassosa e disordinata,di furbizia;non amo l’italiano molliccio e flaccido,alludendo con ciò più al carattere che all’adipe sottocutaneo;mi sono totalmente estranee l’abilità di eludere le prese di posizione decisive e l’arte di “arrangiarsi”,non ne comprendo l’espansività ed il sentimentalismo lacrimoso,il suo erotismo come idea fissa e vanto nazionale,la mutevolezza delle sue passioni.
    Amo e mi identifico con tutti quegli italiani che vivono appartati da questa esuberante umanità,che si vergognano,si indignano e soffrono per certe scelte,per i tradimenti,per gli accomodamenti,patteggiamenti,compromessi,intrallazzi,scandali viltà e corruzione.
    Amo gli italiani modesti e silenziosi e ce ne sono tanti al nord come al sud e li considero la migliore gente del mondo,la cui onestà e laboriosità consente all’intera comunità nazionale di tirare avanti.
    Siamo senza alcun dubbio in presenza di due specie diverse di uomini,sarei tentato di dire “di due razze”:l’una portata all’ordine,alla libertà alla giustizia,alla fierezza ed all’onestà;l’altra al caos,al sopruso,all’infingardaggine ed al totalitarismo;è ai primi che mi rivolgo,con questo libro, perchè vi trovino le ragioni etnostoriche e antropologiche della loro diversità.

    Gualtiero Ciola da “Noi Celti e Longobardi”

    “L’Italia è un paese di porci e mascalzoni.
    Il paese delle mistificazioni alimentari, della fede utilitaria (l’attesa
    del miracolo a tutti i livelli),della mancanza di senso civico (città distrutte, speculazione edilizia), della protesta teppistica, un paese di ladri e di bagnini (che aspettano l’estate), un paese che vive per le lotterie e per il gioco del calcio, per le canzoni e per le ferie pagate. Un paese che conserva tutti i suoi escrementi.”
    Così scriveva Ennio Flaiano nel 1969…

    “L’italia è finita. O forse, nata su plebisciti-burletta come quelli del 1860-61 (‘66 nel Veneto), non è mai esistita se non nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la disgrazia di appartenere”. (Indro Montanelli)

    Al conte di Cavour, sul Mezzogiorno d’Italia

    Roma, 20 luglio 1858.

    Dal Duca Gramont di Salmour al Conte Camillo Benso di Cavour.

    “Del resto siate sicuro che se non sarete in guerra con gli altri Stati dell’Italia Meridionale, non sarete mai amici e neanche alleati sinceri. E ciò non è affatto a causa della differenza radicale dei costumi, del carattere, della mentalità, delle consuetudini,di tutto: in una parola. Questa differenza, tutta a Vostro vantaggio, è certamente una delle più notevoli che esistano in Europa, e la Razza sia degli Stati Romani che di Napoli è più lontana dal tipo Piemontese di quanto non siate Voi dallo Svedese, dall’Inglese e perfino dal Lappone. Chiamiamo le cose col loro nome: non c’è razza umana più imbastardita nel morale, più avvilita, più depravata di questa. E’ letteralmente incapace di alcunché di buono se non di mentire su se stessa ed usare il suo notevole intelletto naturale a mascherare la realtà del suo carattere. Nulla potrebbe accadere di più infausto al Piemonte che di aprire agli Italiani del Mezzogiorno (Sud) le porte del suo Parlamento e della sua Amministrazione, poiché con loro entrerebbero immancabilmente la venalità, la codardia, l’impostura e la concussione. Tutto ciò che è insito nel sangue di tutte le classi è la causa di ogni male. Nessuno osserva la legge, qualunque sia: dura o clemente. Il despotismo è la regola per tutti. Non accusatene il Governo, sarebbe ingiusto, poiché non potrebbe agire altrimenti senza contravvenire alle usanze. D’altronde non gli si obbedisce e non obbedisce, e poi coloro che governano sono dello stesso sangue dei governati e tutti si capiscono. Alcuni oppositori dicono che fuori di Roma nelle legazioni è un’altra razza. Vi ho creduto dapprima, ma mi sono profondamente ricreduto. Sono altrettanto vili, incapaci, un po’ più corrotti, ecco tutto. Questa razza, ricordate ciò che Vi dico, sarà il flagello d’Italia e chiunque sogni per il Nord delle province italiane un avvenire nazionale deve ricacciare col piede questi ateniesi servili, artisti mancati, avvocati ciarlieri, strilloni da caffè, soldati di pane pepato che non meritano di essere raffrontati agli ardimentosi Piemontesi. Non perdete più tempo ad occuparvi di loro, credetemi, essi hanno la cancrena che si propaga. Solo il tempo, con l’industria, potrà cambiare questa natura bastarda e trascinarli al seguito degli altri Popoli, al seguito del Piemonte forse, e allora il loro governo che è carne della loro carne e ossa delle loro ossa muterà con loro. Più lo osservo e più ne sono certo. Ma ho detto abbastanza su questo Popolo: io lo disprezzo”.

    (da Carteggio Cavour-Salmour, a cura della Commissione Reale Editrice dei Carteggi Cavouriani, Editore Zanichelli, Bologna, 1936- ).

    Sane!

  3. pestariei
    9 Dicembre 2009 @ 14:03

    Certo che quando “spara” il Capitano della Cernide bisogna mettersi in trincea ….. bene comunque.

  4. Il Capitano delle Cernide
    10 Dicembre 2009 @ 09:03

    Caro Pestariei, ti ringrazio ma, come hai visto, non è ….farina del mio sacco! Cerco testimonianze anche “non politicamente corrette” perchè…
    “Quando comincia una guerra, la prima vittima è la Verità. Quando la guerra finisce, le bugie dei vinti sono smascherate,quelle dei vincitori, diventano Storia”. (A. Petacco – La nostra guerra)
    Sane!

  5. pestariei
    10 Dicembre 2009 @ 21:25

    Caro Capitano delle Cernide,
    ho visto, ho visto, ma è anche vero che sono molto pertinenti con ciò che viene detto nell’articolo. Così uno si rende conto che non ci dobbiamo inventare niente, che molto di ciò che oggi vorremmo era già nella testa di chi ci ha preceduto anni e anni fa. Trovo insomma che queste citazioni che proponi danno forza all’argomento principale, e poi fanno riflettere.

    CHissà quali bugie abiamo da nascondere noi “vinti” perché questo sembra che sarà il nostro ruolo …
    Sane.

  6. Il Capitano delle Cernide
    11 Dicembre 2009 @ 10:39

    Caro Pestariei, non credo che il nostro ruolo sarà necessariamente quello di “vinti”, perchè solo chi si arrende è veramente vinto! Pensa cosa avrebbro dovuto dire i nostri Padri Cadorini 500 anni fa circa quando videro i nostri paesi invasi e bruciati innumerevoli volte dalle mire espansionistiche asburgiche. L’importante è fare le scelte giuste….
    « Il Veneto è la mia Patria. Sebbene esista una Repubblica Italiana, questa espressione astratta non è la mia Patria. Noi veneti abbiamo girato il mondo, ma la nostra Patria, quella per cui, se ci fosse da combattere, combatteremmo, è soltanto il Veneto. Quando vedo scritto all’imbocco dei ponti sul Piave “fiume sacro alla Patria”, mi commuovo, ma non perché penso all’Italia, bensì perché penso al Veneto. » (Goffredo Parise, Il Corriere della Sera, 7 febbraio 1982)

    Sane!

  7. Il Capitano delle Cernide
    16 Dicembre 2009 @ 16:09

  8. DUE SICILIE
    16 Settembre 2010 @ 19:49

    Il problema è che sono stati quelli che “disprezzavano” la razza negroide del sud a venire a scassare il cazzo nel 1860 a Marsala, dato che a quel tempo a essi facevano comodo i denari del Banco delle 2 Sicilie per ripianare i loro debiti conseguenza delle loro fallimentari politiche estere e interne. Vi invito a leggere il libro dal titolo LE FINANZE NAPOLETANE E LE FINANZE PIEMONTESI DAL 1848 AL 1860, pubblicato nel 1862 da Giacomo Savarese, illustre funzionario, ministro e collaboratore presso il re Ferdinando II di Borbone dal 1848 fino all’OCCUPAZIONE e INVASIONE piemontese. Ripeto OCCUPAZIONE e INVASIONE perchè di questo si trattò. Leggetelo con attenzione, così capirete chi ci ha PERSO veramente da quella pagliacciata che fu la cosiddetta Unità d’Italia.

  9. DUE SICILIE
    16 Settembre 2010 @ 19:56

    “Giacomo Savarese fece confronti fra Napoli e Torino. Ambo ebbero il 1848; in Napoli tornò l’antico, a Torino seguitò la libertà. Ambo in 12 anni per cagione della rivoluzione han fatto debiti; ma Napoli crebbe l’interesse per lire 5,210,731, e Torino per lire 58,611,470; cioè questo Stato mezzo del nostro fe’ più debiti di noi per interessi di lire annue 53,400,739, cioè quasi dodici volte di più, che fanno per ragion di popolazione ventiquattro volte di più. Poi confrontate le tasse, trovi che Napoli di nuove non n’ebbe nessuna, e Torino per nuove e crescimento di vecchie ebbe 22 leggi aggravanti balzelli. Da ultimo confrontate le rendite de’ beni dello Stato, notò nessun palmo di terra demaniale venduto da Napoli; dove Torino con cinque leggi vendè beni nazionali a Torino, Chieri, Gassino, Casella, Chiavasso, Genova, Cuneo, e lo stabilimento metallurgico di S. Pier d’Arena. In somma Napoli assoluto non mise tasse nuove, non vendè terre, e restò ricco; e Torino, co’ deputati della nazione, mise con 22 leggi nuove tasse, fe’ debiti per 24 volte più di noi, e con cinque leggi vendè beni nazionali. Nulladimeno da Tile a Battro udivi Napoli imprecato, e Torino sublimato! E Torino, più non avendo da mangiare, venne a mangiar Napoli”.

    Da STORIA DELLE DUE SICILIE DAL 1847 AL 1861 di Giacinto De’ Sivo.

  10. DUE SICILIE
    16 Settembre 2010 @ 20:14

    PRIMATI DEL REGNO DELLE 2 SICILIE

    INDUSTRIA:

    Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (I in Italia);
    Primo ponte sospeso in ferro in Italia (sul Fiume Garigliano);
    Prima ferrovia e prima stazione in Italia (tratto Napoli-Portici);
    Prima illuminazione a gas di città;
    Primo telegrafo elettrico;
    Prima rete di fari con sistema lenticolare;
    La più grande industria metalmeccanica in Italia, quella di Pietrarsa;
    L’arsenale di Napoli aveva il primo bacino di carenaggio in muratura in Italia;
    Primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale.
    Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte;

    Il Ponte sul Garigliano di Luigi Giura
    Acquerello su carta di Fergola

    L’inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici (l’arrivo del treno ai Portici)
    Salvatore Fergola

    Le Officine di Pietrarsa, ora museo ferroviario

    Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri;
    Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa;

    ECONOMIA:
    Bonifica della Terra di Lavoro;
    Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
    Minor tasso di sconto (5%);
    Primi assegni bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito);
    Prima Cattedra universitaria di Economia (Napoli, A. Genovesi, 1754);
    Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell’Europa continentale;
    Maggior numero di società per azioni in Italia;
    Miglior finanza pubblica in Italia; ecco lo schema al 1860 (in milioni di lire-oro) :
    – Regno delle Due Sicilie: 443, 2
    – Lombardia: 8,1
    – Veneto: 12,7
    – Ducato di Modena: 0,4
    – Parma e Piacenza: 1,2
    – Stato Pontificio: 90,6
    – Regno di Sardegna: 27
    – Granducato di Toscana: 84,2

    Profilo del primo battello a vapore costruito a Napoli,
    il “S. Ferdinando” poi “FerdinandoI”, Napoli, Archivio Storico
    Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo);
    Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
    Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
    Prima nave a vapore del Mediterraneo;
    Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi);
    Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani.
    La più grande Industria Navale d’Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai);
    La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120 alla Borsa di Parigi);
    Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
    Minor tasso di sconto (5%);
    Prima Nave da guerra a vapore d’Italia (pirofregata “Ercole”), varata a Castellammare;
    Prima Nave da crociera in Europa (“Francesco I”);
    Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America (il “Sicilia”, 26 giorni impiegati);
    Prima nave ad elica (“Monarca”) in Italia varata a Castellammare;
    Prima città d’Italia per numero di Tipografie (113 solo a Napoli);
    Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno);
    Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Mostra Industriale di Parigi);
    Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi);

    ( continua )

  11. DUE SICILIE
    16 Settembre 2010 @ 20:14

    GIURISPRUDENZA – ORGANIZZAZIONE MILITARE:

    Promulgazione del primo Codice Marittimo italiano;
    Primo codice militare;
    Istituzione della motivazione delle sentenze (G. Filangieri, 1774);
    Istituzione dei Collegi Militari (Nunziatella);
    Corpo dei Pompieri.

    Cerimonia dell’inaugurazione del Bacino di Raddobbo nel porto militare di Napoli (15-8-1852), olio su tela. seconda metà del secolo XIX, Napoli Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo del Basso Tirreno
    S. Fergola

    Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi;

    SOCIETÀ, SCIENZA E CULTURA:
    Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta);
    Primo Cimitero italiano per poveri (il “Cimitero delle 366 fosse”, nei pressi di Poggioreale);
    Primo Piano Regolatore in Italia, per la Città di Napoli;
    Cattedra di Psichiatria;
    Cattedra di Ostetricia e osservazioni chirurgiche;
    Gabinetto di Fisica del Re;
    Osservatorio sismologico vesuviano (primo nel mondo), con annessa stazione metereologica;
    Officina dei Papiri di Ercolano;
    La più alta percentuale di medici per abitante in Italia;
    Più basso tasso di mortalità infantile in Italia;
    Prime agenzie turistiche italiane;
    Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
    Prima cattedra di Astronomia;
    Accademia di Architettura. una delle prime e più prestigiose in Europa;
    Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare;
    Primo istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio);
    Prime agenzie turistiche italiane;
    Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
    Primo Atlante Marittimo nel mondo (G. Antonio Rizzi Zannoni,
    “Atlante Marittimo delle Due Sicilie”);
    Primo Museo Mineralogico del mondo;
    Primo “Orto Botanico” in Italia a Napoli;
    Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte;
    Primo Centro Sismologico in Italia presso il Vesuvio;
    Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglio;
    Primo tra gli Stati Italiani per numero di Orfanatrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza;
    Primo istituto italiano per sordomuti;
    Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo;
    Prima Città d’Italia per numero di Teatri (Napoli);
    Prima Città d’Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli);
    Prima Città d’Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste (Napoli);

    Il teatro S. Carlo
    ricostruito dopo l’incendio del 1816
    Scuola pittorica di Posillipo (da cui uscì, fra gli altri, G. Gigante);
    Le celeberrime fabbriche di ceramica e porcellana, fra cui quella di Capodimonte;
    Teatro S. Carlo (il primo nel mondo), ricostruito dopo un incendio in soli 270 giorni;
    Scuola musicale napoletana (Paisiello, Cimarosa, Scarlatti);
    Successo mondiale (e tutt’oggi valido) della canzone napoletana;
    I palazzi reali.

  12. DUE SICILIE
    16 Settembre 2010 @ 20:17

    Ora penso che chi ha ancora il coraggio di dire che il sud sia stato una terra arretrata popolata da trogloditi negroidi senza civiltà penso che farebbe meglio a TACERE. Si risparmierebbe una serie di FIGURE DI MERDA ulteriori e un sacco di risate in faccia.

  13. pierin la peste
    16 Settembre 2010 @ 23:43

    DUE SICILIE,pur non avendolo mai visitato,purtroppo,sono convinto che il sud sia ricco di tradizioni locali,la gente sia accogliente ed i luoghi meravigliosi,chi ci abita merita tutto il rispetto di questo mondo però quando vedo ad esempio che chi gira col motorino lo fà senza casco,quando non sono in due,che si guida l auto senza cinture e telefonando,che non si rispettano le precedenze,(questo mi è stato raccontato da un mio amico del sud)che è permesso parcheggiare in doppia tripla fila,che aprono abusivamente spiagge sequestrate affittando ombrelloni e sdraie(servizio del tg1),che non si pagano le tasse,che il bollo dell automobile non si sà neanche che cos’è,che si buttano le immondizie dalle finestre,che i fondi dati dallo stato negli anni,e non sono pochi,non sono sempre serviti a costruire questa o quell opera etc.etc.un pochino se non ti dispiace a me girano i coglioni.La storia che mi interessa è questa,bisogna dire che abbiamo due modi diversi di vivere e che non è possibile paragonarsi.OU,PER ME SIETE VOI I MIGLIORI,NOI I TORDI.

  14. DUE SICILIE
    28 Settembre 2010 @ 20:29

    Nessuno vi ha chiesto di venire a Marsala nel 1860. Poi non venirmi a dire che al nord tutti pagano le tasse, poichè è una colossale BALLA, basta vedere che viavai c’è lungo la frontiera lombardo-svizzera, verso San Marino e Montecarlo per capirlo. Poi non ho capito: se al sud c’è la gente che gira senza casco e in più di due a te girano i coglioni? Spiegami dov’è il nesso, dato che con tutti gli evasori che ci sono al nord dovrebbero incazzarsi anche tanti meridionali che pagano le tasse ( che per quanto strano a te possa sembrare CI SONO ) e invece non lo fanno.

  15. DUE SICILIE
    28 Settembre 2010 @ 20:54

    I tordi casomai sono quelli che hanno creduto nell’Unità d’Italia, illudendosi che essa avrebbe portato vantaggi e progresso a tutta la penisola, ma invece io e te sappiamo benissimo che non è stato così. E’ un FATTO che i territori dell’antico Regno delle Due Sicilie non ci abbiano guadagnato assolutamente nulla dall’unificazione, anzi… Vuoi sapere quali sono stati i “regali” lasciati al sud dallo Stato Italiano? La totale sottrazione di tutto il patrimonio economico detenuto nelle casse del Banco Nazionale e lo smantellamento di quasi tutte le infrastrutture produttive che ti ho elencato prima determinando la distruzione dell’economia locale ( creando i presupposti per l’attuale disoccupazione ), la sottrazione della stragrande maggioranza del cosiddetto “capitale umano” attraverso l’emigrazione forzata ( circa 20 milioni di persone ) che continua ancora oggi, una violenta rappresaglia stile nazifascista nei villaggi e nelle campagne subito dopo l’annessione ( determinando nella popolazione quel sentimento di ostilità nei confronti dell’autorità che permane ancora oggi ), lo smantellamento dell’apparato amministrativo e legislativo e delle istituzioni preesistenti determinando la “scomparsa” dello Stato e determinando l’affermazione delle varie “mafie” in sostituzione di esso ( che furono finanziate e supportate per determinare l’annessione ) e, dopo la guerra e il boom economico, la collocazione del sud come “discarica” d’Italia, atta ad accogliere quasi tutti i rifiuti dell’industria nazionale. A questo aggiungici autentiche “truffe” come la Cassa per il Mezzogiorno, la quale non portò alcuno sviluppo all’area ( in quanto non fu concepita per quello ) ma fece guadagnare esclusivamente le grandi imprese ( del nord ) e le “mafie” che poi reinvestivano nel nord e altrove e avrai un quadro perfetto della situazione. L’Unità d’Italia è stata fatta CONTRO il sud. Nel sud si è verificato esattamente lo stesso di ciò che è avvenuto in Africa in seguito al colonialismo: prima è servito come miniera d’oro da rapinare, mentre ora funge da discarica e da fabbrica di manodopera da sfruttare.

  16. federico guglielmo
    16 Marzo 2011 @ 13:09

    Cari ragazzi, ve lo dico da storico…tale è il mio lavoro infatti…
    l’Unità d’Italia forse è sata tutto quello che avete detto, conquista, sottomisione, ideali nobili e meno nobili, gente schiacciata dallo Stato, etc etc…
    ma riflettiamo un attimo… a noi tutto ciò è evidente perchè vi è alle spalle una storiografia recente che ha testimoniato e riportato tutto ciò, ma non pensate che in Francia nel ‘400-‘500, in Inghilterra nel ‘500, in Russia nel ‘600-‘700, quando si sono creati gli “Stati nazionali” non ci siano state percezioni simili a quelle che abbiamo noi oggi…la cosa resta meno evidente perchè i fatti sono più lontani nel tempo ed inoltre all’epoca poco contavano nella storiografia la “sofferenza delle masse”.
    Se poi andiamo a veder bene come era amministrata l’Italia preunitaria ci si accorge di ombre e luci inaspettate.
    per esempio nella Repubblica veneta la fame e la miseria del Dominio di Terraferma era famosa in tutta Europa. Nei territori asburgici l’amministrazione era buona ma gli “italiani” erano pur sempre dominati da stranieri e sacche di miseria v erano dappertutto, specialmente nelle montagne. Il sud era piuttosto evoluto, come il Piemonte, ma esistevano vincoli sociali ereditati dal medioevo….potrei scrivervi cose del genere, anche molto più dettagliate fin a domattina e ancora non basterebbe.
    Bisogna pensare all’oggi e considerare le convenienze odierne.
    Oggi l’Italia è unita, a qualcuno potrebbe non piacere ma questa è la situazione.
    Nel mondo contano le nazioni che hanno macroeconomie di sistema, infrastrutture di sistema, porti in grado di soddisfare l’import-export, strutture e forze militari in grado di pesare sulla scena mondiale perla loro capacità di prospezione…insomma restano a galla i grandi Paesi, non le regioni.
    Il Veneto, il FVG (io son giuliano), il Piemonte, non ce la farebbero mai a tenere il passo del resto del mondo perchè se considerati singolarmente hanno economie troppo piccole, infrastrutture insufficienti, incapacità ad avere eserciti propri…quindi oggi resta comunque conveniente stare uniti e cercare di migliorare l’esistente perchè il mondo va verso una strada che premia i macrosiste e non i microsistemi…per esempio la ex-Yugoslavia aveva un credito internazionale, oggi Serbia, Bosnia, Croazia contano poco o nulla…dicasi la stessa cosa per l’ex Urss.
    mentre a galla restano gli USA, la Cina, il Giappone, la Francia, il Canada…tutti paesi con grandi differenze al loro interno ma funzionali nella loro unità.
    La storia non si fema, tutto è cambiamento ma stare sempre a ire che il Veneto, il Lazio, la Puglia etc etc è la patria di chi ci sta è vero ma oramai anacronistico perchè l’istruzione, la lingua comune, le condizioni economiche odierne sono il frutto di sforzi fatti dalla comunità nazionale unita, da intellettuali e tecnici del nord quanto del sud.
    questa la situazione, che piaccia o no…

  17. talaren
    16 Marzo 2011 @ 16:04

    @federico guglielmo,
    quello che dici è vero, il problema è che tutto può essere vero o falso, dipende sempre dal punto di vista utilizzato.
    Considerando il macrosistema mondiale è pressoché scontato che uno stato più è grande, più è abitato, più la sua economia è vasta e più sarà importante il suo peso internazionale.
    Se poi zoomiamo su realtà un po’ più locali, e sono quelle che al momento ci interessano di più, scorgiamo all’interno di quella stessa potenza mondiale delle aree tenute in alta considerazione, altre abbandonate a se stesse.
    Quando queste aree non sono autosufficienti sono ben felici di rimaner attaccate alla madre, che per quanto possa disprezzarle le mantiene comunque in vita; è quando queste figlie si spremono e danno molto e non ricevono niente in cambio che l’idea di scappare di casa comincia ad insinuarsi nella testa.
    La stessa cosa può essere scalata su sistemi minori, spesso vivere in una megalopoli ma in un rione abbandonato è peggio che vivere in un paesino.
    Non mi sembra che in stati piccoli come Svizzera, Danimarca o Belgio si stia così male, nonostante non siano superpotenze. Non tanto male da rischiare lo spopolamento, per lo meno.
    Vero, dopo la divisione della ex-Jugoslavia, Serbia Bosnia e Croazia contano poco. La Slovenia, invece? Mi pare ci abbia guadagnato…
    Concludendo io sono italiano, e posso essere felice quando l’Italia migliora e triste quando peggiora, ma prima di tutto sono cadorino, lozzese, vivo in queste terre che Roma (e anche un po’ Venezia) non calcola nemmeno, e alla fin fine sono queste le realtà che mi interessano, le altre…

  18. federico guglielmo
    21 Marzo 2011 @ 15:45

    Ciao Talaren….sai, secondo me dire che Roma non si interessi del Cadore, o del nord in generale e invece preferisca favorire il sud, (perchè questa è la questione di fondo no?) è una falsità…è lo stato centrale che attraverso la sua costituzione e le sue leggi permette l’istruzione pubblica, che della quale credo tutti al nord abbiano usufruito, la costruzione delle strade, che credo tutti al nord percorrano sia coi suv che con le utilitarie, degli ospedali, a cui tutti i malati del nord ricorrono anche per un semplice raffreddore etc etc…potresti obiettarmi che in molti di questi casi sono le provincie, le regioni o i comuni a provvedere a questi servizi, ma ricordati che non sono altro che enti periferici del potere centrale e lo fanno spesse volte con contributi provenienti proprio dal centro…e lo fanno in virtù della costituzioe che garantisce loro questo potere e dalle leggi dello stato centrale che ne regolano il funzionamento particolare. se poi vuoi aprire una qualsiasi attività o comprare una casa sono le leggi nazionali che permettono alle regioni di venirti incontro con i contibuti a fondo perduto e gli sgravi fiscali.
    Riguardo la Slovenia, io che ci vivo piuttosto vicino in realtà sta meglo ora perchè diventando più piccola è scaduta a “colonia” economica degli austriaci, dei tedeschi e in minor misura degli italiani, se le condizioni peggiorassero gli investitori se ne andrebbero…e poi?…inoltre riceve grandi fondi dalla UE, e sul fatto che conti qualcosa a livello internazionale mi sembra proprio il contrario, basta notare che non riesce nemmeno a farsi riconoscere il diritto ad avere un corridoio per raggiungere le acque internazionali in quanto “tappata” dalle acque di pertinenza italiane e croate.
    Insomma…Cadore libero non ce lo vedo…ma come non vedo nessuna parte d’Italia particolarmente atta a stare bene sulla scena internazionale senza l’unione con le altre.
    Che poi i monti si spopolino è un processo normale che da anni va avanti perchè oggi l’economia ha bisogno di grandi spazi, che i monti purtroppo per l’angustia orografica non posono garantire. Molte sarebbero le cure ma non credo sia questo il luogo per enumerarle tutte…
    io resto della mia opinione…W l’Italia Unita

  19. viaggio tra le povertà e le ricchezze del Nord e del Sud dall’Unità (forzata) ad oggi » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    21 Agosto 2011 @ 10:07

    […] Io ho sempre creduto (o forse ho voluto credere) che il Sud, prima dell’Unità d’Italia, fosse davvero migliore di come è ora.  La loro “decadenza”, quella dei terroni, certificava in qualche modo anche la nostra, quella dei polentoni, anche se la gente del Nord, nel fluire della storia, sembra essersi attrezzata meglio contro la peste della politica-politicante (vedi anche i commenti suscitati dall’articolo L’Italia è un paese da distruggere, un posto bello e inutile). […]

  20. IO
    28 Marzo 2012 @ 23:42

    Non è una tua impressione. Il sud prima dell’Unità d’Italia era OGGETTIVAMENTE MIGLIORE di quello che è ora. Il PIL era pressochè IDENTICO a quello del nord e la percentuale di POPOLAZIONE ATTIVA nel Regno delle due Sicilie era la più alta tra gli Stati preunitari. Non era un paradiso, certo, ma quale Stato preunitario lo era?

  21. Delfino
    23 Dicembre 2012 @ 19:33

    Malgrado tutte queste belle primizie, non riusciamo a trovare la solidarietà e la coesione per toglierci il cazzo dal culo che continua a trafigerci dal 1860. Ma siamo sicuri di essere un popolo capace!?

  22. Giangi
    24 Dicembre 2012 @ 06:53

    @Delfino, penso che tu abbia totale ragione. Anche con l’ultimo governo “salvaItalia” del prof. Monti, nel cu@o l’ha preso solo la povera gente. Nulla è stato fatto per tagliare soldi alla politica, ai politicanti ed ai ricchi; stabilire un tetto massimo invalicabile per gli stipendi e le pensioni di tutti i pubblici dipendenti.
    Poi, se si vuole cercare di eliminare il debito pubblico, fra l’altro, e non è cosa da poco, ci sono da eliminare i bot e tutti gli altri titoli di stato che creano soltanto debiti con gli interessi pagati.
    Se non si faranno queste cose elementari ce to terremo nel cu@o per altrettanto e forse maggiore periodo.
    Buona vaselina a tutti.

  23. Cagliostro
    24 Dicembre 2012 @ 14:47

    Giangi,
    “eliminare bot ed altri titoli di stato che creano soltanto debiti con gli interessi pagati”… Guarda che “Bot ed altri titoli di stato” non sono la causa del debito pubblico, semmai sono lo strumento che ci consente di piazzare e rinnovare il nostro debito acquisito con la finanza allegra, gli sprechi e le malversazioni di ogni tipo (di cui anche oggi sono piene le cronache). I Bot,Cct,Btp ecc. non è che si possano eliminare, semmai bisogna avere credibilità al fine di poter piazzare, attraverso giustappunto questi strumenti, il nostro debito sovrano. Semmai quest’ultimo si potrà ridurre sensibilmente con la produzione di maggior ricchezza, con la alienazione di beni pubblici ben individuati e con la eliminazione di spese correnti, spese improduttive, sprechi e con una lotta senza quartiere alla evasione ed elusione fiscale, lotta alle mafie ed ai costi della politica. Fatto questo, anche lo strumento (non la causa!!) dei bot, cct, e btp subirà un ridimensionamento. Fuor di metafora, i titoli di stato non sono la malattia ma il termometro che misura la febbre conseguenza della medesima malattia cronica che attanaglia lo Stato Italiano.