Lozzo di Cadore ha un nuovo assessorato ai lavori pubblici

la-cariegaIo non ne volevo parlare, mi sembrava più consono stendere il famoso velo pietoso su questa vicenduola. Ma visto che si vuol dare risalto pubblico alla cosa, prima sul bollettino parrocchiale e poi anche recentemente sul Gazzettino (del Gazzettino mi è stato riferito, perché io il trafiletto non lo ho letto), allora non vedo più ostacoli sul “cammino della cronaca”, e quindi “digo la mea”.

Sul bollettino, dicevo, la notizia era anche uscita in anteprima, prima cioè che ne fosse proclamata la nomina ufficialmente da parte del Sindaco. Fra gli assessori di “vecchia nomina” ne è infatti spuntato uno “nuovo”, Pinuccio Turco, ai Lavori Pubblici.

Il nuovo assessore condivide con Silvio Berlusconi una particolarità. Come per il Silvio nazionale, anche per lui è stato necessario fare un provvedimento “ad personam”. Turco infatti aveva già ricoperto per due mandati la carica di assessore e non poteva, impedito in ciò dallo statuto  comunale che fissava a 2 il massimo dei mandati per un assessore, ricoprire tale carica per la terza volta.

Ecco quindi che si è provveduto, con delibera consiliare, prima a modificare lo statuto (art. 30), per permettere lo svolgimento di un terzo mandato, poi ad assegnare ufficialmente la nomina.

Il mio prossimo ragionamento è assolutamente impersonale, si applica cioè a Toni, Bepi o Nani chiamati a fare l’assessore ai lavori pubblici.

Non so voi, ma io non sentivo alcun bisogno di un nuovo assessore, in particolare ai lavori pubblici. Un tale assessore a Lozzo di Cadore ha la stessa valenza di un ministro della repubblica alla “Televisione in Bianco e Nero”. Sia chiaro, anche Pinié (posto che amo, non me ne vogliano i pinieesi, se così si chiamano) ha i suoi lavori pubblici, e così Lozzo ovviamente.

L’assessorato ai lavori pubblici, infatti, ha un senso, ma come referato. Per esempio poteva essere appiccicato ad uno degli assessori esistenti. Del resto, non dico l’assessorato, ma il referato al bilancio, pare non esista nella nostra amministrazione. Eppure hanno tutti 10 dita, quindi sanno far di conto. Per non essere del tutto impudente, dimostrando l’importanza che obbiettivamente i lavori pubblici possono avere, riesco ad immaginare anche un assessore ai lavori pubblici: ma allora tale assessore dovrebbe accollarsi altri referati, come l’urbanistica e la cultura, per fare un esempio.

Tutti coloro che credevano che la nostra amministrazione avesse preceduto Calderoli nell’applicazione della nuova norma sulle autonomie, che come ben sapete prevede un drastico taglio alle poltrone, devono quindi ricredersi. No, non era quello che avevano in testa.


P.S. sul sito del comune lo statuto non è stato aggiornato, quindi l’art. 30 riporta ancora “2” come massimo dei mandati possibili.

Nota bene: successivamente alla pubblicazione del mio articolo, il giorno stesso, lo statuto comunale è stato aggiornato sul sito. A scopo documentativo: qui la versione valida fino al 06 novembre 2009, qui quella attualmente in vigore.

22 commenti per Lozzo di Cadore ha un nuovo assessorato ai lavori pubblici

  • cagliostro

    L’ultimo boll.parrocchiale dava notizia della composizione della Giunta comunale ed annoverava fra i suoi componenti, a generale insaputa e sorpresa dei cittadini,tale Giuseppe Turco (detto Pinuccio)al referato dei Lavori Pubblici. Evidentemente, il buon parroco deve avere notevoli virtù e poteri divinatori visto che il referato ai lavori pubblici, alla data di uscita dell’opuscolo,non risultava ancora assegnato. L’ostacolo costituito dalla norma statutaria,che inibiva di ricoprire più di due incarichi successivi nell’esecutivo comunale, sembra però sia stato ora superato con un provvedimento ad hoc approvato dal Consiglio Comunale; e così, dopo l’anteprima parrocchiale, ecco il Gazzettino del 31/12/09 annunciare con enfasi la notizia della agognata ascesa del nostro solerte concittadino (naturalizzato mediante matrimonio)al tanto atteso e prestigioso incarico. Queste le esatte parole: “riconferma ai lavori pubblici per l’assessore Giuseppe Turco, una figura d’esperienza che ha sempre lavorato sodo nel gruppo dell’Amministrazione”.
    Quindi ora sappiamo che il sindaco ha potuto finalmente sopperire alla gravissima lacuna della sua compagine, costituita dalla assenza di un tale primario referato. Tale assenza (soprattutto del titolare) era avvertita con un sentimento di vera e propria apprensione da parte della intera popolazione che anelava a veder colmato un vuoto di così grande rilievo, che stava creando un danno irreparabile alla concreta e realizzatrice politica infrastrutturale che la civica amministrazione sta, meritoriamente, portando avanti. La gente di Lozzo è grata al sindaco per questo incarico finalmente riaffidato in così buone mani e plaude anche alla sensibilità sociale del medesimo sindaco che, in clima natalizio e fedele ai suoi recenti auspici in materia di occupazione, è stato coerente pensando bene di incrementare il tasso occupazionale assegnando un posto di lavoro a tempo pieno, cosa che di questi tempi non è di poco conto.
    PS La gente, visto che ci siamo, vorrebbe essere informata su come si è espressa con il voto la minoranza, in sede di revisione/modifica dello statuto. E gradirebbe anche sapere dalla stessa minoranza, magari sull’apposito blog “Per la Gente di Lozzo”, se al momento del voto detti consiglieri erano o meno consapevoli delle finalità e scopi insiti nella modifica statutaria proposta ed approvata.
    Cagliostro.

  • anonimo-cadorino

    cagliostro, chiunque tu sia, complimenti per l’analisi e la mordace ironia.

    Credo però che aspettarsi qualcosa da questa minoranza sia una speranza vana. Ma forse anche in questo caso volevi essere ironico.

    Non sapevo che la minoranza avesse un blog. Ma allora, qualche idea ce l’hanno anche loro. Ho trovato il blog digitando per la gente di lozzo su google, ma è fermo al 2 dicembre. Convengo con cagliostro che sapere come si è comportata la minoranza in questo caso sarebbe una buona cosa. Aspetta e spera …

  • Lozzo di Cadore ha un nuovo assessorato ai lavori pubblici » BLOZ …

    […] Fonte: Lozzo di Cadore ha un nuovo assessorato ai lavori pubblici » BLOZ … […]

  • Aggiungo la tabella apparsa sul Gazzettino che riporta l’entità dei tagli “alle poltrone” degli enti locali della nostra provincia. I comuni sono ordinati in base alla popolazione residente; Lozzo si trova alla posizione 31 e per il nostro comune sono previsti due consiglieri e altrettanti assessori in meno.

  • Mario,
    nel dire le cose che dico cerco, per quanto possibile, di documentarmi e segnalare dove, eventualmente, reperire ulteriori informazioni o cercare conferme a ciò che sostengo. La mia segnalazione non intende quindi screditare nessuno, tantomeno te a cui ho dimostrato la mia stima in passato, stima che confermo qui ora. Se tutte le cose che non funzionano al 100% fossero di questo tipo, avremmo qualche preoccupazione in meno. Una tiratina d’orecchi però, scherzosamente, lasciatela fare: qualcuno, qualche giorno fa, mi ha ripreso perché ho scritto “qual’è” con l’accento. Anche tu hai fatto un errore, meno grave del mio: alla fine della nuova versione dello statuto ti sei lasciato sfuggire un “Molinari Dottt. Mario”, con 3 “t”. La cosa certa è che, per non sbagliare, dovremmo fare a meno di scrivere.

  • Mario Calligaro

    Effettivamente devo ammettere che ho provveduto all’aggiornamento dello statuto sul sito del Comune di Lozzo dopo la segnalazione di Danilo.
    Non cerco giustificazioni in merito e quindi me ne assumo tutte le responsabilità. Chiedo scusa pertanto a tutti e sono a disposizione per la meritata tirata d’orecchi.
    Ciao e buon anno a tutti.

  • stella

    guarda un assessore ai lavori pubblici penso non serva ma come tanti altri
    che sono all’interno del comune per me basterebbero tre persone con tutta la tecnologia del giorno d’oggi e gli altri comprese le donne mandarle con la scopa a pulire le strade che forse in nostro comune ne a bisogno.

  • Prendo atto e ti ringrazio. La sostanza di ciò che volevo dire però non cambia. Un qualsiasi consigliere che non l’avesse saputo per proprio conto, l’avrebbe quindi saputo prima dal bollettino che non dalla partecipazione al consiglio. Che è quello che è successo. Ed era quello che volevo dire.

  • Mario Calligaro

    In merito alla seguente affermazione relativa alla nomina del nuovo assessore ai LL.PP: “Sul bollettino (parrocchiale) la notizia era anche uscita in anteprima, prima cioè che ne fosse proclamata la nomina ufficialmente da parte del Sindaco”, desidero precisare, per una corretta informazione, che il nuovo assessore è stato nominato con decreto del sindaco in data 9 novembre 2009, quindi molto prima dell’uscita del bollettino. Al Consiglio comunale ne viene data solo comunicazione nella prima seduta utile, ma la decorrenza della nomina rimane quella del decreto.

  • zorro

    Nel sottotitolo del Blog (Bloz) sta scritto: “…Satira politica ed informazione”. Prendo pertanto lo spunto da tale dicitura per comporre un gentil poemetto senza pretese, con l’unico scopo, sperando che l’intento riesca, di far sorridere i lozzesi e perfino… l’interessato.
    ——————
    A conoscenza della genial opera comunale/che assegna assessorati come nocciole/contraddicendo di prebende e seggi i tagli disposti in sede centrale/di comporre ho deciso questo sonetto in Si Bemolle/che alfin metta alla berlina lor signori/che credon di far fessi i detrattori e perfin gli estimatori.

    Ei pur venne da Magna Grecia, terra avita
    Migrò in Region Lombarda con zelante impegno
    Sponsali meriti a nostra stirpe l’assurser per la vita
    Benefica medical opera profuse in tizianesco loco in modo degno

    Su antica terra catubrina ei pose dimora
    D’espander cercò li gangli del potere con sguardo fiso
    Partendo dalla gran magion della Sua dolce signora
    Guardossi attorno e clerical/civil opere scrutò con paffuto viso

    Infin homo politicus volle divenir
    Consigliere comunale si propose ma non riuscì
    Mai forestier osato avea un tal progetto concepir
    In giro dantesco ei alor si inserì e novello tentativo non fallì

    Assessor ai pubblici lavori ei s’assise e fu destinato
    Artifizi, arzigogoli e faccenduole ebbe a cuore
    Di arte oratoria e leguleia dette prova in modo conclamato
    Tesi ardite ei sostenne e il popol suo gli fu grato senza rossore

    Poscia 2° referato ei ottenne e l’opera sua venne immortalata
    Ora deroga statutaria (simil al divo Silvio) gli vien data
    Per assurger al 3° sì gran referato il capo propone con calore
    Mettere grato suggello all’importato cittadin di Lozzo di Cadore.

    Zorro

  • Bepi Sgorla

    A proposito del nuovo assessorato al lavori pubblici, tanto atteso ed auspicato da tutta la popolazione, in data 4/01/2010- ore 14.50 -(leggi sopra), Cagliostro si chiedeva come avesse votato la minoranza in occasione della modifica statutaria che ha consentito di reiterare per la terza volta l’incarico di Giunta al consigliere di origine pugliese, naturalizzato cadorino per “meriti matrimoniali”. Mi sarei aspettato un qualche intervento da uno dei quattro dell’ave maria (minoranza consigliare, ndr)che spiegasse l’arcano. Fin qui niente, neanche sul Blog “Per la gente di Lozzo”oggi visionato e sempre fermo al 2/12/2009. Che delusione!!! A questo punto
    hanno ragione “Anonimo Cadorino” e “Paga Apo”. Da questi non c’è ormai da aspettarsi alcunché se non danni. E proprio da “taiase la man che li ha votade”…
    Bepi Sgorla

  • lozzese

    Si può diventare Cadorini e Lozzesi solo sposandosi? Non lo sapevo, pensavo che bastasse vivere per tanti anni e lavorare in un paese e chiedere la residenza! Mi dispiace per tutti gli abitanti di Lozzo che non sono lozzesi doc!

  • Bepi Sgorla

    Molto distinto “lozzese”,
    Ad insegnarmi come si acquisisce la cittadinanza e la residenza (e la differenza fra i due status)sono stati i Proff. Onida e Cordero (mai sentiti nominare?)e quindi la tua lezione giunge fuori tempo massimo. Vedi, io trascendo dall’aspetto squisitamente giuridico e legale (dove la ragione è dalla tua parte) per sottolineare soltanto un aspetto, se vuoi, etico e di opportunità. Io non mi sognerei mai, se fossi residente in un paese lontano mille miglia dai luoghi della mia origine, di pretendere di candidarmi a fare il consigliere del paese di adozione senza di questo conoscere la storia, i costumi, le tradizioni, la cultura ecc. E ne manco mi azzarderei a predisporre una lista di candidati dove gli autoctoni siano soltanto quattro su tredici. Cosa ci si può aspettare da simili eletti (che, per carità, sono legittimati dal voto ad espletare il loro mandato in modo pieno e totale), che capiscano a fondo le problematiche locali, le priorità di intervento, i bisogni anche di natura sociale delle famiglie? Ma questi consiglieri non autoctoni conoscono interamente la popolazione di Lozzo? Hanno girato l’intero territorio comunale? Non siamo in una città dove non ci sarebbe nessuna obiezione, siamo in un paese di montagna con mille problemi e difficoltà. Qui poi non si tratta di razzismo di ritorno (che io abborro!!), qui si tratta di semplice opportunità e di senso pratico, ossia di non pretendere di amministrare una comunità magari lontana dal proprio modo di intendere e di vedere i problemi e le loro pragmatiche soluzioni!! Quando dico “…di origine pugliese naturalizzato cadorino per meriti matrimoniali” non dico nulla di offensivo, dico soltanto un fatto reale e riscontrabile. E trovo sinceramente risibile modificare lo statuto comunale, presumibilmente non per esigenze oggettive e di lungo periodo, ma per consentire, nel contingente, di nominare assessore un signore che, altrimenti, non avrebbe potuto assidersi su quello sgabello già occupato per le previste due volte. Ed il sindaco distribuisce referati proprio quando lo Stato stabilisce invece i tagli degli stessi(vedi tabella pubblicata da Danilo). Se si guarda alla composizione dei consigli dei paesi viciniori, tutti hanno una forte maggioranza autoctona (per non dire di sindaci e giunta)! Ci sarà un motivo? Solo a Lozzo la maggioranza della maggioranza è composta da più importati che autoctoni (sulle cui qualità personali nulla da eccepire…).Spero di essere stato chiaro. Saluti cortesi.

  • Il Capitano delle Cernide

    I “risorgimentalisti razzisti”…..

    Giacomo Leopardi: (Napoli) paese“pieno di difficoltà, veramente barbaro, assai più di quanto possa credere chi non vi sia mai stato”.

    Gino Capponi, che scriveva in francese, si fermava al Regno delle Sicilie, perché quest’ultimo doveva ancora passare un periodo di “fermentation” prima di mettersi alla pari col resto dell’Italia. Solo il nord avrebbe potuto unirsi bene.

    Giovanni Visconti Venosta: “Era penoso vedere quella plebaglia così priva di dignità e talora d’onestà. Quello sciame di pitocchi, di oziosi, che a ogni passo si aveva tra i piedi, uno spettacolo insoffribile, tristissimo”

    Massimo D’Azeglio, primo ministro sabaudo, registra con impotente drammaticità lo sviluppo degli eventi. Egli aveva soggiornato a lungo a Napoli e nel 1860 scriveva: “In tutti i modi, la fusione con i napoletani mi fa paura, è come mettersi a letto con un vaiuoloso” Quattro anni dopo, a unità fatta, D’Azeglio notava del Parlamento, con impressionante lucidità, come “abbiamo sopra centocinquanta deputati meridionali e tutto questo perché si è fatta l’Italia senza averla mai studiata né conosciuta”.

    Nino Bixio ebbe modo di osservare a Bronte, il 10 agosto 1860: «La Sicilia non dà soldati, non paga imposta, e se delle domande di impieghi se ne facesse tela vi sarebbe da coprire l’intera isola».

    Costantino Nigra, filologo, segretario di D’Azeglio e poi di Cavour, ambasciatore in Francia per dieci anni, nel 1861 scrisse a Cavour: «Mi avete mandato tra i negri. Meglio, mille volte meglio i negri dell’America del Sud».

    Un giornale liberale, “l’Opinione”, sempre nel 1861, scrive: «La caccia agli impieghi che a Napoli si è fatta sotto la dittatura (di Garibaldi, ndr) probabilmente continuerà dopo l’inaugurazione del governo diretto da Vittorio Emanuele». Sempre l’Opinione scrive: “Chi entra a Montecitorio scorge due popoli, due razze tra loro ben distinte e divise: la razza nordica, a destra, la razza meridionale, a sinistra”

    E la Gazzetta del popolo: «a Napoli tutti domandano uffici pubblici, tutti vogliono vivere a spese dello Stato».

    Un uomo di Cavour, G.B.Cassinis, nota: «Tutti domandano impieghi, pensioni, danaro ad ogni modo. In Napoli se v’ha un sentimento pubblico è quello dell’autonomia: non per sé, non come modo di ordinamento politico, ma in quanto essa può meglio giovare al grande e loro unico intento: pensioni e impieghi».

    Nell’ottobre 1860 Luigi Carlo Farini, inviato nel Mezzogiorno da Cavour, scriveva a quest’ultimo: “Ma, amico mio, che paesi son mai questi, il Molise e la Terra di Lavoro! Che barbarie! Altro che Italia! Questa è Africa: i beduini a riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile”.

    “Vi ho già parlato, conte, di Napoli dove la debolezza del governo è salvata solo dalla viltà della popolazione. Sarà l’assenza di valore militare a protrarre l’agonia dell’Italia. Bonaparte non ha fatto in tempo a far rivivere tale valore nella patria di Mario e Cesare. L’abitudine alla vita oziosa e la mitezza del clima contribuiscono ulteriormente a togliere agli Italiani del Meridione il desiderio di darsi da fare per star meglio”
    (F.R. De Chateaubriand al conte Portalis, Roma 1829)

    Vittorio Emanuele II aveva, ad esempio, scritto che a Napoli “la popolazione è la più brutta ch’io abbia veduta in Europa” e che non capiva perché “in un luogo ove la natura fece tanto per il terreno, non abbia generato un altro popolo”

    Napoli è un paese di suonatori, di poeti, di puttane e di briganti” (Orazio Nelson)
    “E’ un dolore, lo ammetto, vedere il più bel paese dell’universo abitato dalla specie più abbrutita” (marchese De Sade)
    “La plebe napoletana è molto più plebe delle altre” (Montesquieu)
    “Questo paese semibarbaro e semiaffricano” (Leopardi)
    “Napoli sarà per voi la decima bolgia dell’inferno nella quale Dante non ha ardito scendere” (Dumas)
    “E’ un paradiso abitato da diavoli” (Goethe)
    “E’ una tana di cani, una gabbia di scimmie” (Freud)
    “Un’integrale cloaca, urbana, amministrativa, turistica, alimentare, morale” (Cernetti)
    “Io ho sempre detto di mandare a scuola di rieducazione civica tutta Napoli” (Domenico Rea).

    Quando Vittorio Emanuele II si recherà a Palermo, i popolani, entusiasti, staccheranno i cavalli dalla sua carrozza per tirarla loro. “Voglio uomini, non bestie”, griderà il re, scendendo infuriato.

    Nel 1910, su Lotta di classe, l’ancora socialista Mussolini scriveva: «Roma, città parassitaria di affittacamere, di lustrascarpe, di prostitute, di preti e di burocrati, Roma – città senza proletariato degno di questo nome – non è il centro della vita politica nazionale, ma sibbene il centro e il focolare d’infezione della vita politica nazionale (…). Basta, dunque, con lo stupido pregiudizio unitario per cui tutto, tutto, tutto dev’essere concentrato in Roma – in questa enorme città-vampiro che succhia il miglior sangue della nazione».

    Garibaldi ha scritto: «La corruzione dei pubblicisti, nei plebisciti, nei collegi elettorali, nella Camera, nei ministeri, nei tribunali (…) fu alzata a sistema di governo»

    Dostoevskij sull’unità d’italia
    “…..E’ sorto un piccolo regno dì second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, … un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale (cioè non l’unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!”
    Fè’dor Michajlovic Dostoevskij (1821-1881) così scrisse nel suo diario per il periodo maggio – giugno 1877

    VENETO 4 NOVEMBRE 2004
    Veneti,
    la triste ricorrenza di quell’immane tragedia che fu la Prima Guerra Mondiale, che vide la Veneta Patria pagare, più di ogni altro, un altissimo tributo non solo in morti ma anche con la distruzione del territorio e le deportazioni, in nome di un’inesistente unità d’Italia sotto le insegne e le gerarchie sabaude, si appresta a ricevere il presidente Ciampi Azeglio per riproporre quelle ormai obsolete retoriche patriottarde, al solo scopo di perpetuare la loro leadership sul mite popolo veneto, costretto ieri a versare il proprio sangue inutilmente come carne da cannone, come lo è oggi a versare il proprio sudore al fisco italiota, tanto vorace quanto discriminatorio.
    Pochi erano i Veneti e gli Italiani che volevano combattere quella guerra.
    870000 uomini disertarono, 160000 i renitenti, 400000 i processi per insubordinazione, 210000 condanne, di cui 15000 ergastoli, 4028 esecuzioni mediante “fucilazione alla schiena”.
    I morti alla fine furono 600000, di cui 200000 Veneti tra soldati e civili.
    Popolo Veneto,
    se ieri l’Italia si è servita delle guerre per distruggere la nostra identità per fare posto alla “superiore identità italica”, ebbene oggi ne vediamo i frutti con la distruzione fisica e morale della nostra terra.
    Veneti,
    disertiamo dunque queste subdole ed anacronistiche manifestazioni di plagio nei nostri confronti, che offendono soprattutto la memoria di coloro che, sotto la minaccia dei fucili dei Carabinieri del Regio Esercito alle spalle, furono costretti a farsi massacrare dalle mitragliatrici Austroungariche.
    Ieri come oggi siamo costretti a cantare un inno che non ci appartiene, ad issare una bandiera che non è la nostra.
    I nostri morti sono stati traditi dall’ubriacatura risorgimentale imposta con le armi, al solo scopo di sottomettere il nostro popolo e farne una terra di conquista, per impedire il nostro diritto all’autodeterminazione.
    Cittadini di Nervesa e di Moriago,
    Vi invitiamo quindi a disertare questa manifestazione in segno di rispetto per i nostri Caduti, per la dignità del nostro Popolo e della nostra identità.
    VENETO LIBERO ! VIVA SAN MARCO !

    Sane!

  • LADINA

    Sono stata incuriosita dalla notizia che l’amministrazione comunale aveva fatto un provvedimento ad personam come quelli che si fa fare il presidente Berlusconi.Allora sono andata a documentarmi,ed ho scoperto che il famigerato provvedimento non e’ altro che l’adeguamento dello statuto comunale ad una legge varata dal governo nel 2000. Regolamenti e statuti debbono rispettare le leggi vigenti e la legge attuale prevede che il sindaco sceglie,e con proprio provvedimento nomina, i suoi collaboratori piu’ stretti (assessori) senza piu’ i vincoli che erano previsti prima del 2000.L’adeguamento e’ stato approvato all’unanimita’.
    Conosciamo i tipi di provvedimeti che il presidente Berlusconi si fa approvare ed anche a cosa gli servono,percio’ paragonarlo ad un nostro assessore e’ una impresa molto ardua.
    E noi che avevamo preso tutto quasi sul serio.
    Per la legge che taglia il numero degli assessori e consiglieri (vedi tabella pubblicata) e che doveva andare in vigore con le prossime elezioni,non se ne fa nulla,e’ sospesa.
    LADINA confusa.

  • Il Capitano delle Cernide

    Silvano “Waldner” Lorenzoni :
    “Per quel che riguarda il Veneto, dopo l’annessione del 1866, l’Italia incominciò subito una politica di spopolamento, in quanto non a caso i veneti erano i meno “italiani”, in assoluto, degli abitanti dell’italico coacervo, e questo in gran parte riuscì, prima con l’emigrazione in massa provocata da politiche italiane mirate all’affamamento della popolazione e poi con la prima guerra mondiale: non è accidentale che la terza parte dei morti “italiani” siano allora stati veneti.”

    E oggi cosa è cambiato? NULLA….
    http://www.intopic.it/articolo/22198/

    Cadore autonomo in Veneto indipendente!

    Sane!

  • Scusami LADINA ma hai scoperto l’acqua calda. Se il sindaco avesse scelto me come assessore, e poteva, questo provvedimento non sarebbe stato necessario. Siccome ha scelto un’altra personam, che non poteva svolgere un terzo mandato non essendo previsto nello statuto, in osservanza a quest’ultimo ha dovuto modificarlo. Una modifica di tal genere, a mio modo di vedere, si qualifica ad personam (perché con altre persone non sarebbe stata necessaria), senza che per questo sia da ritenersi una catastrofe o non sia da ritenersi legittima.

    Silvio è stato tirato in ballo per dare un po’ di pepe e sale ad una vicenda di per sé tiepida. Se il Silvio in questione non fosse stato quello Nazionale, con cui ogni paragone non può che essere caricaturale, mi sarei ben guardato dal proporre accostamenti. Come da tua giusta osservazione, visti i tipi di provvedimenti adottati ed in adozione per Silvio, ancorché evidente dalla dimensione comunale cui mi riferisco, escludo qualsiasi parallelismo che non sia riconducibile al provvedimento ad personam, perché comunque, per me, di questo si tratta.

    Per quanto riguarda il provvedimento sulle autonomie amministrative. Gli assessori (quelli dei comuni grossi) prendono un sacco di soldi per quello che fanno o non fanno, così i presidenti dei vari enti, tipo BIM BUM BAM, per intenderci. C’è una pletora di oche starnazzanti che si vedono sfilare da sotto il sedere poltrone che “integrano lautamente il reddito” (quando non rappresentano il solo reddito). Pensavi che sarebbe passata al primo colpo? La strategia della Lega è sempre stata questa. Tolgo 100, si lamentano insorgono protestano ma alla fine, riesco a togliere almeno 50. Ed è quello che succederà. Non so quando.

    Io però ti consiglio di fare come me. Prendi carta e penna e scrivi al ministro Calderoli dicendogli, se ci credi, una cosa ormai banale e cioè “che più che ministro della semplificazione mi sembra il ministro della complicazione”. Il ministro mi ha risposto dicendomi, in buona sostanza: “siediti sulla sponda del fiume, vedrai che prima o poi … “. Chi vivrà vedrà.

    Sul serio, ma davvero sul serio, auguro all’assessore Pinuccio di poter svolgere un buon lavoro.

  • Cagliostro

    Ladina,quello che tu dici non corrisponde a verità. Un pò di discernimento eviterebbe di prendere per oro colato quello che dicono lor signori per giustificare il loro “modus operandi”. Da quello che tu affermi si arguisce che l’adeguamento statutario, a Lozzo, sarebbe avvenuto con quasi 10 anni di ritardo (legge del 2000!!). Ma guarda caso, l’ennesima variazione allo Statuto riguarda proprio il punto che elimina il vincolo dei due mandati successivi per quanto riguarda la nomina degli assessori ed è quello che premeva esattamente al Negus ed alla sua compagine. Le nomine degli assessori poi, sono da anni riservate al sindaco che le effettua mediante decreto, l’unico obbligo del sindaco è quello di una semplice comunicazione al Consiglio (che in precedenza aveva invece potere di ratifica o di revoca della nomina). Quella che tu citi come semplice legge, in realtà è il TU 267, giustappunto del 2000, che è la Bibbia degli Enti locali ed era (ed è) perfettamente in linea con lo Statuto Comunale (meglio è dire che questi è in linea con quello); tanto è vero che, nel tempo, sono stati apportati diversi aggiustamenti, tutti successivi al 2000, senza mai andare ad intaccare il principio ed il vincolo del blocco al secondo mandato per gli assessori
    Per quanto concerne il ddl Calderoli che prevede tagli a consiglieri ed assessori, il provvedimento non è stato ancora votato dal Parlamento perché
    quest’ultimo è attualmente intasato proprio dall’esame delle così dette Leggi ad personam. La tendenza è comunque quella ed è in netto contrasto rispetto all’andazzo vigente a Lozzo. Credo di essere stato chiaro. Un saluto cortese, con la raccomandazione di guardare molto criticamente alle cose del Furbicipio…Te lo dice uno che conosce bene quel personale…politico!
    (a questo proposito, vai a leggerti quanto dice il Capitano delle Cernide sul significato del verbo “criticare”, che è sempre fatto positivo, fatto di passione ed amore per colui o per la cosa che si analizza).

  • Cagliostro

    Caro Danilo,
    a proposito di T.U. 267/2000, vorrei completare il mio ragionamento fatto con la ineffabile “Ladina” precisando che tale “Bibbia degli Enti locali” non lascia ai sindaci discrezionalità nella fissazione del quorum assessoriale e neanche vieta agli Statuti di stabilire vincoli alla ripetitività dei mandati od alla determinazione di un limite minimo nella composizione degli esecutivi comunali. Nello specifico, il nostro Statuto era già in linea con il T.U. 267/2000 (dati gli adeguamenti effettuati nel passato) e mi giunge molto strano che si parli, nell’anno di grazia 2009/2010, della esigenza di legge di correlare tale strumento al citato T.U. emanato nel 2000!! Questo per me si chiama strumentalizzazione, finzione atta a coprire esigenze contingenti di bassa caratura. Dalla stessa gentile “Ladina” apprendiamo che la votazione relativa alla variazione di cui sopra è stata fatta alla unanimità (non abbiamo bisogno quindi di consultare la deliberazione relativa, lo ha fatto per noi la nostra concittadina la quale evidentemente è più tempestiva del sottoscritto). Questo voto unanime significa che la minoranza non ha studiato a sufficienza il T.U. e neanche lo Statuto e si è fidata della sola illustrazione del nostro esimio sindaco. Male ragazzi. Fidarsi è bene…. con tutto ciò che consegue….

  • A proposito del decreto Calderoli (dal Sole 24 Ore)

    Ritirato l’emendamento che introduceva nel milleproroghe il Dl Calderoli. Malan ha anche ritirato l’emendamento che voleva far entrare nel milleproroghe il cosiddetto decreto Calderoli sul rinvio al 2011 del taglio delle poltrone dei consiglieri comunali e provinciali. Il dl era stato nel frattempo già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ora viaggerà su un binario autonomo alle Camere per essere convertito in legge. L’emendamento targato Malan conteneva anche delle novità su Roma Capitale.

    Siediti sulla sponda del fiume …

  • LADINA

    Cagliostro scrive nella sua risposta che quello che ha letto non corrisponde alla verita’, questo non e’ che un suo intimo desiderio non volendo accettare la verita’ dei fatti.Mi spiace annoiare, ma confermo il mio intervento del 27 gennaio scritto dopo una mia personale verifica.Se non bastasse, in internet e’ molto facile consultare il decreto legislativo 267/2000 -Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali- cosi’ come e’ consultabile lo statuto comunale dopo l’ultimo aggiornamento.
    Non conosco i tempi di mobilitazione del gentile Cagliostro ma poteva consultare la delibera di cui si parla ben prima della sottoscritta essendo pubblica dal 22 luglio 2009.
    Tornando al voto favorevole dell’opposizione, penso che loro hanno letto sia l’articolo in questione della legge 267 che lo statuto, ed hanno capito subito.
    L’idea poi di adeguarsi in modo preventivo seguendo le tendenze del Parlamento e’ semplicemente strepitosa.
    A proposito di parlamento e tendenze, proprio oggi, la commissione competente ha giudicato ,a maggioranza, compatibili i tripli incarichi, ritenendo ammissibile che il presidente della provincia di Brescia possa fare il parlamentare ed anche il sottosegretario.
    Termina qui la mia breve esperienza come “scrittrice” ed anche
    lettrice.
    Un cordiale saluto, LADINA

  • cagliostro

    Anch’io vorrei chiudere un confronto con tale “Ladina”, confronto che sta diventando deludente sotto ogni profilo e non proficuo al fine propostosi dal Blog e dal suo redattore (e non certo per colpa del sottoscritto). Non posso comunque esimermi da una doverosa e finale puntualizzazione, non fosse altro che per un fatto di dignità e di onestà intellettuale e di rispetto degli ormai numerosi lettori, non certo per il desiderio di proseguire o incentivare un dibattito con chi dimostra di non voler affrontare l’essenza della discussione, ci gira intorno o parla d’altro. Per prima cosa scopro che dimostrerei “intimi desideri e non accetterei la verità dei fatti”. Si tranquillizzi la “scrittrice”, io ho profonde convinzioni basate sui fatti. E la citazione del T.U. 267/2000 l’ho fatta io, non “Ladina”, che parlava di semplice “legge del 2000” (forse l’esistenza della “Bibbia degli Enti locali” la sig.ra l’ha appresa proprio da me). Il T.U. 267 non ho bisogno di consultarlo su Internet, giacché lo conosco appronditamente e lo ho in bella mostra sulla mia libreria. Io poi non ho bisogno di mascherare i miei interventi per difendere l’indifendibile, ossia la posizione di eventuali amici o parenti (ci siamo capiti?). Non si vuole entrare nel merito della questione, ossia evidenziare il nesso temporale che esiste tra la variazione statutaria e la nomina dell’ineffabile assessore. In un consesso civile, una diatriba come quella impostata da “Ladina” richiederebbe quello che, in gergo giuridico, si chiama “giurì d’onore” ma questo farebbe fare una meschina figura a certi legulei d’annata. Mi si dovrebbe in ogni caso dimostrare l’esigenza di conformità dello Statuto Comunale al citato T.U.267, a ben dieci anni di distanza dalla entrata in vigore di quest’ultimo. Se poi un ddl è all’esame del Parlamento e riguarda tagli alla composizione degli Enti locali, e tale proposta è emanazione di una maggioranza schiacciante, un sindaco corretto e solerte dovrebbe attendere l’emanazione del provvedimento in questione prima di procedere in controtendenza, altrimenti dà l’impressione (meglio la certezza) di voler forzare i tempi per dare attuazione ad accordi di basso profilo precedentemente assunti.
    Risibile appare poi la difesa d’ufficio della minoranza che non può che esprimere un “processo alle intenzioni”, come del resto fatto nei miei confronti con la enunciazione del mio ricordato “intimo desiderio” (che suona offesa, lo ribadisco, alla onestà intellettuale delle persone).
    Per ogni altra delucidazione, rinvio il lettore a quanto da me scritto in precedenza nonché alle argomentazioni svolte da redattore sul tema. E su tali scritti con precise e puntuali argomentazioni, nulla viene detto nel merito dalla ineffabile “scrittrice”.
    Se poi la suddetta vuole chiudere qui la sua esperienza di “Lettrice e scrittrice”, il problema è tutto suo e la mia personalissima opinione è che il Blog perde, credo con dispiacere sommo, una “opinionista” di tal grido da evitare ai frequentatori del Bloz informazioni, questa volta sì, parziali (nel senso oggettivo di “parte” ed anche nel senso di “incompletezza”).