17 Comments

  1. bodonian
    7 Agosto 2015 @ 14:33

    Come vengono calcolate le presenze turistiche? Se sono solo attraverso alberghi, B&B, o appartamenti e stanze regolari, visto che a Lozzo sono praticamente scomparsi, il dato è terrificante. Se aggiungiamo le seconde case, credo invece che ci si possa in qualche modo tranquillizzare, perchè in questi giorni tanti Lozzesi della diaspora sono in paese. Ma, mi ripeto, il futuro del paese non è il turismo. Dimentichiamoci di questa utopia e pensiamo al lavoro nostro e dei nostri figli e che la banda larga oggi annunciata da Renzi porti profitti. Me lo auguro per la nostra montagna in costante abbandono

  2. Danilo De Martin
    7 Agosto 2015 @ 16:21

    @bodonian,
    i flussi legati alle seconde case non sono conteggiati nelle statistiche ufficiali (ci sono modi per avere un’idea del fenomeno, tipo le interviste fatte alla popolazione turistica con la domanda “dove alloggia?”). Conseguentemente i flussi dichiarati “difettano” di questa componente ma, ovviamente, il problema coinvolge tutti i comuni “turistici” (pur con intensità variabili). Questo per dire che i “confronti” che si fanno sulla base dei dati della Regione Veneto sono tra loro equiparabili, nel senso che Auronzo ha seconde case, ma le ha anche Domegge, Lozzo ecc.. E’ peraltro evidente che ciò che conta è la componente turistica pernottante (extra seconde case), e se questa è in calo costante da 15 anni a questa parte significa che siamo di fronte a un problema strutturale.

    Sono d’accordo sul fatto che il turismo non possa che affiancare l’attività produttiva “tradizionale”, costituendo semmai una, più o meno sostanziosa, integrazione al reddito. Riguardo alla banda larga: ognuno degli ultimi quattro governi ha promesso il potenziamento della banda larga, ognuno. E’ oramai un disco rotto. Il governo fa il suo mestiere, cioè racconta balle più o meno colossali, ma, nello specifico, quella che diventeremo il paese europeo leader nella banda larga è talmente grossa che anche i cucù degli orologi svizzeri si rifiutano di uscire dall’orologio.

  3. L'Economa Domestica
    8 Agosto 2015 @ 11:41

    Io ho capito che turismo e agricoltura di montagna possono essere una fonte di integrazione al reddito, ma se non si ha un reddito vero e proprio come si va avanti? Molti redditi fissi ormai sono rappresentati da pensioni…

  4. bitter fruit
    8 Agosto 2015 @ 18:31

    Allora mi pare che siamo tutti, o quasi, d’accordo sul nostro futuro.L’importante e’ mantenere le statali e regionali pulite e libere da frane e smottamenti, cosi che i corrieroni aziendali, con direzione sud, possano portare la gente, “giu'”,nelle fabbriche.

  5. L'Economa Domestica
    9 Agosto 2015 @ 09:57

    Scusate, QUALI fabbriche?

  6. bitter fruit
    9 Agosto 2015 @ 17:21

    @L’ECONOMIA DOMESTICA,non mi dire che ti serve un aiutino. Oppure sei di diverso parere? Come presumo. Beh, ognuno rimane della propria opinione. I flussi di pendolari, con destinazione Longarone, Paludi e qualcosina anche Sedico, ci sono e magari con l’incremento delle offerte di lavoro sono destinati a crescere,(per fortuna).

  7. Lozzese curioso 2
    9 Agosto 2015 @ 22:00

    Bodonian: quale dovrebbe essere il futuro del paese di Lozzo secondo le tue considerazioni?

  8. L'Economa Domestica
    10 Agosto 2015 @ 09:39

    @ Bitter Fruit: quale aumento di offerta di lavoro? I posti sono in calo ovunque, e chi assume cerca personale qualificato. Date un’occhiata alle statistiche della Camera di Commercio di Belluno, se volete avere un quadro più completo. Il boom di export bellunese del secondo trimestre 2015, inoltre, se analizzato con attenzione rivela una forte connessione con una sola fabbrica e non ha portato all’aumento di posti di lavoro (il Job Acts ha solamente reso stabili posti a tempo determinato, non ne ha creati altri).

  9. bitter fruit
    11 Agosto 2015 @ 23:06

    @L’ECONOMIA DOMESTICA,io non frequento il sito della CCIA, mi limito alle notizie della stampa locale.1) Noto player del settore occhiali ha acquisito un nuovo opificio industriale nel comune contiguo a Longarone, dopo averne costruito uno nuovo a Villanova. Sempre dalla stampa rilevo che probabilmente assumeranno 60 persone, non meglio specificato se operai, tecnici o altro; 2) il n. 1 dell’occhiale sta cercando un nuovo sito produttivo, si vociferava Lentiai, ma anche il primo cittadino di BL sembra disponibile ad accogliere la nota azienda, che non e’ chiaro se nel nuovo sito “impieghera’ NUOVO personale, (mi sembra di si), oppure trasferisca maestranze dagli attuali tre centri di produzione gia’attivi in provincia. A questo mi riferivo nei miei post precedenti. Nei prossimi mesi lo “scopriremo”!

  10. L'Economa Domestica
    13 Agosto 2015 @ 08:20

    @ Bitter Fruit: i due player dell’occhiale di cui stiamo parlando stanno assumendo tecnici e per gli operai usano contratti interinali (tra l’altro, se le mie informazioni sono esatte, almeno uno dei due ha come criterio di selezione il diploma di scuola superiore), e inoltre stanno “sfrondando” la forza lavoro attuale (le assunzioni sono inferiori alle cessazioni), tentando di formare in sede il personale e non assumono operai già formati se non in mansioni ultra specialistiche. I dati usciti sulla stampa locale sono parziali a dir poco.

  11. bitter fruit
    14 Agosto 2015 @ 00:07

    @L’ECONOMIA DOMESTICA, diciamo che qualcosa si muove, sara’ anche come dici tu ma in questi anni, alcuni top player del settore, seppur con contratti a tempo, hanno assunto. Del resto anche in Centro Cadore alcune pmi hanno incrementato i numeri, sempre piccoli, numeri, certo, ma siamo anche cosi pochi ormai, nei nostri paesi, che non abbiamo certo bisogno che arrivi “una multinazionale”. Insomma, per ora, al tuo “quali fabbriche?”, rispondo che qualcosa c’e’, qualcosa, per ora si sta muovendo “all’insu'”. Durera’? Ce lo auguriamo tutti quanti.

  12. L'Economa Domestica
    15 Agosto 2015 @ 14:02

    @ bitter fruit: scusa, cosa si sta muovendo in Cadore? L’edilizia perde posti di settimana in settimana (e per edilizia intendo anche il comparto legno che è collegato), le occhialerie sono ormai più rare dei panda e quelle ancora in piedi sono o a livello artigiano con massimo due soci o medie imprese da 30-50 dipendenti (la maggior parte interinali), le assunzioni non ci sono e le cessazioni aumentano. Tutto questo in attesa del 2020, quando Safilo affronterà il meltdown togliendo altro lavoro ai terzisti “all’insù”. Certo che servirebbero le multinazionali, ma qui non investiranno mai; si stanno sganciando anche da Longarone per spostarsi a Padova. La situazione è drammatica, e bisogna ringraziare le pensioni (retributive, quindi fin troppo favorevoli) se ancora c’è un flusso di denaro in giro. Ah, uno dei due top player non ha rinnovato decine di contratti interinali.

  13. bitter fruit
    17 Agosto 2015 @ 00:02

    @L’Economia domestica, allora, RIPETO, i corrieroni che fanno la spola con Longarone e Paludi ci sono.Ci auguriamo tutti,(tutti?),che aumentino.Secondo te, il nuovo stabile a Fortogna perche’ e’ stato acquistato? Dopo averne fatto uno nuovo a Longarone! Di qualche operaio in piu’ ce ne sara’ bisogno? O solo di qualche tecnico specializzato? che a tuo dire in Cadore non si trova, (…povero Cadore, terra di manovalanza). Vorra’ dire che li assumeranno direttamente dalla NASA. I “soliti giornalisti”citavano” 60 posti di lavoro,troppi? Speriamo in 40? o magari in 20? Buttali via.Il n.1 dopo aver “creato” Sedico, pare voglia creare un nuovo insediamento. Notizia farlocca? Ah…sti giornalisti, staremo a vedere. Il fenomeno che riguarda il mancato rinnovo dei contratti degli interinali e’ cosa risaputa. Se qualcuno NON “rende”, perche’ caspita lo devo “tenere”, ne trovo degli altri, “piu’ volenterosi”. Il terzismo S. e’ ai minimi termini da 10 anni, quelli che ancora lavorano per “mamma S.” si contano sulle dita di una mano. Quello che fara’ nel 2020, con certezza, non lo sa nessuno. Chi vive, anche solo in parte, di terzismo non e’ certo preoccupato, su S. c’ha messo una bella pietra sopra, “da mo'” e con molta fatica ha intrapreso altre strade. Per quanto riguarda gli occhiali in Cadore e NON Longarone-Valbelluna-Feltrino, la situazione e’ seria da un bel po’, “rincuora” che un paio di fabbriche stiano “performando” all’insu’, chissa’ che non ci “scappi” ancora una qualche assunzione. Alcune sono gia’ state fatte, fidati! E per finire che ne dici di quelli che si sono riacquistati la societa’, mantenendola nel “povero” Cadore? Non siamo messi bene, anzi, ma non siamo ancora del tutto morti, (coriacei ‘sti cadorini).Il funerale, per ora, e’ rinviato.

  14. L'Economa Domestica
    17 Agosto 2015 @ 12:01

    @ Bitter Fruit 60 posti quando se ne sono persi centinaia non sono nulla, e poi chi lo dice che preferiscano assumere operai già formati invece di formarseli da soli? Gli interinali non sono confermati non perché “non rendono”, ma perché i flussi di lavoro sono pre calcolati e si assumono solo le persone strettamente necessarie ai picchi. I tecnici specializzati e il managment vengono cercati addirittura fuori provincia e regione, non si inventano da un giorno all’altro. Quelli che si sono riacquistati la società (se ho afferrato di chi stai parlando) sono in crisi nera, perché il famoso fondo si è fatto due conti e ha mollato quando era il momento di mollare.

  15. L'Economa Domestica
    17 Agosto 2015 @ 12:42

    La situazione che ho descritto non è solo farina del mio sacco: è stata già analizzata dieci anni fa in uno studio dell’Università di Padova, l'”Osservatorio dei mestieri della montagna bellunese”. Per di più in tempi ben più recenti è stata confermata sia da vari alert della Banca d’Italia sul modello industriale veneto che da un intervento dell’ex ministro Barca rivolto all’agordino e al rapporto fin troppo stretto con mamma L. La zona manca della capacità di dotarsi di una struttura aziendale e produttiva moderna e competitiva e il personale adatto a questo nuovo modello manca.

  16. bitter fruit
    21 Agosto 2015 @ 21:52

    @L’Economia Domestica, sotto ti riporto il titolo di un articolo di Libero del 21 giugno 2015. Leggitelo, se per caso ti e’ sfuggito, e magari fallo leggere anche a quelli che… “non sono farina del mio sacco”. Ah, poveri noi, avessimo in Centro Cadore un’azienda, anche se di dimensioni piu’ contenute, come L. Troppa grazia per i cadorini. Se mettiamo in discussione anche L., ora come ora, beh… allora ditelo che volete semplicemente “giocare” a fare “il bastian contrario”. Certo che ci sono gli interinali, ovunque non solo da noi, ma intanto la gente lavora, meglio che niente! O forse preferisci la CIG? Gli anni 70/80/90, in Cadore, NON TORNERANNO PIU’, questo lo hanno capito anche i sassi,(leggi:”l’importante e’ che le strade siano percorribili dai corrieroni, destinazione Val Belluna e Longarone”), ma qualcosa, per fortuna, e’ rimasto e qualcosa e’ di ritorno. Io lo spero, altri non lo so, anche e soprattutto per le future generazioni. Dimenticavo, la settimana di ferragosto, una fabbrica in Cadore era aperta!

    “Leonardo Del Vecchio paga le vacanze ai figli dei dipendenti” da LIBERO.

  17. L'Economa Domestica
    23 Agosto 2015 @ 14:22

    @ bitter fruit: scusa che cosa c’entra Del Vecchio con il Cadore? Del Vecchio dal Cadore se ne è andato ed Agordo ringrazia. I benefit per i dipendenti di mamma Luxottica sono sempre stati quelli di una multinazionale, con un ottimo sistema di welfare, non della fabbrichetta. Ad Agordo però stanno pregando che Leonardo Del Vecchio campi altri cento anni, perché la voce comune è che il managment non abbia più interesse a produrre in valle e che voglia spostare il più possibile le linee verso altri lidi (gli stabilimenti più in basso, almeno in un primo tempo). Che una fabbrica in Cadore fosse aperta la settimana di ferragosto non mi sembra una gran notizia: in tutta Italia ormai se c’è necessità produttiva non si chiude mai, gli operai vanno a turni anche durante la settimana di ferragosto. Vogliamo anche parlare del turismo? Parliamone, se volete.