Muraro, l'esorcista e la Be-Tre-Ve

Ce ne vuole uno davvero bravo, di esorcista. Muraro, presidente della Provincia di Treviso, quello che poco più di un anno fa – senza alcun pudore, se non altro istituzionale – si era subito affacciato al balcone per dichiarare all’intero mondo che non vedeva alcun problema a veder accorpata la Provincia di Belluno a quella di Treviso, gioendo di poterne diventare l’illuminata guida, concetto poi ribadito con determinazione nel luglio scorso, in questi giorni ha sputato un’altra sentenza a dir poco vaneggiante.

Vedrebbe bene, Muraro, una provincia “Razza Piave” che unisca i territori di Belluno, Treviso e Venezia (Bel-Tre-Ve). Collante, per l’appunto, il Piave, anzi, la Piave. Con il contorno ed in memoria “delle persone che sono morte nella Grande Guerra”, citazione, quest’ultima, che non guasta mai.

Poi, durante il servizio di Antenna 3, si fa riprendere mentre ciondola stancamente verso l’uscita della sede provinciale (deve mostrare a tutti sede e parco di S. Artemio e citare gli 86 ettari di verde per i quali, a suo dire, sarà ricordato nella storia), non rendendosi conto che sta mettendo in scena la metafora di se stesso.

Il riordino delle province portato avanti da questo governo – non lo dico da oggi –  è una puttanata che porterà solo ad aumenti di spesa, quelli che a parole si vorrebbero eliminare. Ma c’è il bisogno di far credere alla gente che si è iniziato il percorso virtuoso del rientro dalla spesa pubblica “inutile”. Intanto di tutte le promesse fatte solennemente dai partiti per tagliare i “costi della politica”, ossia i costi della Casta, finora nessuna è stata votata e resa operativa.

A Belluno è stato concesso di rimanere la provincia che era (se il Parlamento convertirà il decreto in legge). Ora come ora vuol solo dire che l’agonia è ritardata ed allo stesso tempo mantenuta artificialmente. Se non ne verrà mantenuta l’eleggibilità e se non avrà la dotazione finanziaria necessaria per far funzionare le specificità previste dall’art. 15, questo territorio si spegnerà comunque.

Resta, naturalmente, la fiaccola dell’Autonomia da conquistare. Ma con chi? Ma con Toscani, naturalmente.

 

 

I commenti sono chiusi