8 Comments

  1. Giovane Artigiano Cadorino
    23 Aprile 2010 @ 11:45

    E questo direi che è niente, messo in rapporto ai lavori dati ad artigiani Vicentini, direi molto più bravi dei nostri Cadorini. Non credo che un lavoro così impegnativo gli artigiani cadorini sarebbero riusciti a portarlo a termine…………. E poi il sindaco ci riempie di belle parole su Telebelluno in merito al futuro dei giovani in montagna……

  2. Danilo De Martin
    23 Aprile 2010 @ 13:37

    @giovane artigiano cadorino,
    è meno di niente se paragonato ai problemi del lavoro, non ho alcun dubbio neanche io. Del resto basterebbe “sfogliare” gli articoli dell’argomento “Museo della Latteria” per vedere come più volte abbia sottolineato questo prroblema. Del resto la verificata (sul campo) uguaglianza “progettista-vicentino=aziende-vicentine“, lungi dall’essere una prova provata che qualcosa “non va”, non ci aiuta certo a credere che l’andamento di tutto l’ambaradan sia stato “lineare”. Credo de eseme spiegou.

  3. Attilio Bianchi
    23 Aprile 2010 @ 14:58

    QUANKE ‘L GAL BETE LA CRESTA PAR LA DENTE ARIA FUNESTA. Credo de eseme spiegou!

  4. artigiano cadorino non più giovane
    23 Aprile 2010 @ 22:14

    @giovane artigiano cadorino,
    era na ota, così cominciano di solito i vecchi a raccontare e oggi dopo trenta anni di lavoro mi permetto di dirlo anche io.
    Era na ota le banche locali, che aiutavano gli imprenditori.
    Era na ota la gente che comprava i prodotti Italiani.
    Era na ota la gente del posto, che faceva fare i lavori dai nostri artigiani, non solo per amicizia ma perchè creava ricchezza nello stesso.
    Era na ota la gente che comprava nelle botteghe del paese perchè non c’era la grande distribuzione.
    Era na ota gli amministratori locali, che non prendevano la paga o la pensione da Roma ladrona ( ma non con tutti).
    Che diseu tornone come na ota? Io ritornerei volentieri anche senza internet e tutte le comodità che ci sono oggi.
    Che cosa ci ha portato questa globalizzazione e liberalizzazione?
    C’è chi al sabato fà 100 o più chilometri per comprare 2 canottiere e quattro barattoli di conserva e quando torna a casa dice tutto contento ho risparmiato 5 €.
    E la benzina? E lo stress di perdere mezza giornata in mezzo alla confusione?
    Oppure c’è chi compra il cellulare su internet e poi non funziona, e cosa fà? Perde mezza giornata per fare il pacco va in posta e rispedisce e intanto deve fare i segnali di fumo!
    Ma ho risparmiato 10 € dice agli amici, meno 7€ di rispedizione, le telefonate e il tempo perso.
    Di questi esempi ne potrei fare a centinaia e proprio per questo dico era meo na ota!

  5. Giovane a-polemica
    22 Maggio 2010 @ 19:41

    Ho letto casualmente spinta da curiosità per la prima volta un intervento in questo blog…
    l’ho trovato incredibilmente noioso…ma davvero i problemi di una comunità si basano sulla stesura di un biglietto di invito?
    che noia questi discorsi futili e che non portano da nessuna parte..non esistono altre occupazioni in una giornata più utili di quella di scrivere cose così prive di sostanza in una pagina web?
    credo proprio che questa mia prima visita sarà anche l’ultima!!

  6. Danilo De Martin
    23 Maggio 2010 @ 08:04

    Cara Giovane a-polemica,
    a dispetto del tuo nickname, la tua verve polemica mi ha colpito al punto che, se mai dovessi cambiare idea sul BLOZ (e quindi su di me), potresti trovare un piccolo impiego: sto infatti cercando collaboratori.
    La stesura di quell’articolo aveva un solo significato, che non era certamente quello di esaltare i (peraltro numerosi) difetti presenti nel biglietto d’invito (sappiamo quanto facile sia sbagliare …). Volevo sottolineare una semplice cosa: se fosse successo a noi, poveri volontari, saremmo stati compatiti (no i sa gnanche scrive); siccome è successo ai professionisti (anche se ho il dubbio che ci abbia messo lo zampino il sindaco), allora la cosa cambiava aspetto.

    Vi sono peraltro altri 160.000 motivi, oltre alla stesura di quel biglietto di invito, che mi fanno ritenere la cosa “puzzolente”; a me basta pensare ai 28.000 € necessari per rifare il cesso. Certo, anche i 40.000 € di falegnameria e fotografie stuzzicano la mia curiosità. Per te, invece, sono cose noiose. Riguardo alle mie occupazioni: si, esistono altre occupazioni più utili di quella di scrivere cose prive di sostanza; quasi quotidianamente mi trastullo con appendici corporee che hanno il pregio di regalarmi ancora qualche soddisfazione, effimera, mi rendo conto, ma piacevolmente rilassante. Posso?

  7. Pagaapo
    23 Maggio 2010 @ 08:58

    Danilo, te ses màsa forte….. però stà atènto coi trastulli che daspò te tocià magnà tante vuove… de struzo (che i è pi grande) par tegnite ‘n pes.
    La satira l’e proprio ‘na bèla roba, quasi come ‘l cèso da 28.000 € (‘i avarà ‘l cu de oro) che pagaapo.
    Adès vado, se nò no siento pi le novità, e se no i me vede ‘n piaza i pensa che mance algo.. e no poi fèi sta ‘n pensier i amighe.
    Sane…….

  8. Danilo De Martin
    23 Maggio 2010 @ 09:15

    @pagaapo, tase tase, che ogni an perdo meda diotria. Un dì o chelautro bisognarà che smete … prima de vegnì anche orbo! Sane po’.