Museo della Latteria: toh guarda, non è ancora segnalato su Maps...

Le faccio (rivolto alla mia signora): “Toh guarda, non avete ancora segnalato su Maps il Museo della Latteria! Dovreste! Attraverso Maps passa ormai un sacco di gente. Eppure te l’avevo detto”.

Mi risponde: “Cosa?”

No, dico, su Maps il Museo della Latteria non c’è, NON ESISTE. Non è mica morto nessuno, eh. Ma te l’avevo detto.

Detto cosa?

Di segnalare il Museo, di aggiungerlo tra le attività presenti a Lozzo!

E chi lo può fare?

Credo che sia sufficiente disporre di un account Google.

E quanto si sta?

15 secondi.

Fallo tu allora [leggi tutto …]

musealità sferiche

Come già detto in altro articolo, ci sono anche soluzioni più… professionali. Così il museo si può anche “vivere” in anteprima, in attesa di tuffarsi in loco nelle meraviglie proposte. Anche senza arrivare ad utilizzare la tecnologia Street View per girare per le stanze, che in ambienti piccoli è spesso deleteria, limitandosi quindi alla fotografia sferica statica, il risultato descrittivo non è malaccio.

(sta un pochino a caricare tutto l’ambaradan; in ogni caso, la visione a pieno schermo è molto più ariosa)

 

dopo averglielo mostrato, gliel'ho fatto anche provare (divertissement museali)

A suo tempo (un anno e mezzo fa) gliel’avevo solo mostrato, ora gliel’ho fatto anche provare. E’ uno dei modi per scoprire il mondo. A me sembrava che un museo (ma tante altre increspature del territorio) potesse trarne una qualche soddisfazione:

Sai, con tutti i musei che abbiamo, le chiese, le case degli oratóri, le magnifiche sale, i bordelli. Qui in Cadore eh, mica al Louvre o giù dalla Venere del Botticello, che lì, forse, c’han già provveduto. Insomma, in attesa che arrivi lo stronzante (lo [leggi tutto …]

ai musei cadorini in gol mancano gli orari di quello della latteria (tacconate, please...)

Relativamente al Museo della Latteria di Lozzo di Cadore, la mia cara signora m’invitava ad essere più costruttivo (se non altro meno polemico). Aderisco alla richiesta col cuore colmo di gioia. Segnalo: o quelli del museo della latteria si sono dimenticati di informare quelli dei musei in gol, o questi ultimi erano indaffarati a farsi fuori una porzione di ciappi (quando hanno scritto la “presentazione” al museo deve essere successa cosa analoga).

Fatto si è che nel sito web dei musei in gol, nella pagina dedicata [leggi tutto …]

dedicato a Brontolot (suona che ti passa)

(uno che non è passato di qua, ma che ha trovato comunque il modo di lamentarsi e brontolare – da cui il nome di assoluta fantasia: Brontolot – per un mio recente articolo sui musei cadorini in gol. Che poi, per costoro, che cazzo vorrà mai dire “mettersi in rete”? Solo presentare due banalissime paginette web che te le potrebbero fare in terza media al labo d’informatica?

Non so di preciso a che altezza siano giunti questi alti lai, ma mi duole aver toccato nel [leggi tutto …]

musei cadorini in gol (o del dolce stil novo)

Qualche giorno fa abbiamo sollevato un dubbio sul fatto che, per gli aspetti formali, il testo originariamente proposto (nel frattempo è stato sostituito) per celebrare l’entrata in gol di alcuni musei cadorini fosse stato scritto da un bipede. Fra le ipotesi, quella che il testo sia… “scritto da cani”. Siamo qui per argomentare…

Elenco delle chicche dal fine perlage:

Il percorso di visita si articola in quattro sale principali nelle, quali… (ah, la virgola);
immagini, filmati e riproduzione di documenti… (riproduzioni; puoi anche fare “una” riproduzione di documenti, [leggi tutto …]

musei cadorini in gol (o delle esposizioni ospitate)

Hanno messo “in rete” alcuni musei cadorini. Un equaranto (il doppio di un evento: suvvia, siate seri!) di indubitabile efficacia. Corre voce di un solo precedente, alle isole Salomone, dove la locale rete di musei, specializzata nella raccolta e esposizione di astucci penici, è stata messa in rete una ventina d’anni fa. Quando l’hanno saputo, i pinguini imperatore, nonostante siano ora impegnati nella cova, hanno fatto la ola.

Non so chi abbia scritto il testo che accompagna la descrizione del Museo della Latteria, ma, a giudicare [leggi tutto …]

Ehi tu, Musei Cadore Dolomiti, perché al video sul formaggio che hai appena pubblicato...

Ehi tu, Musei Cadore Dolomiti, perché al video sul formaggio che hai appena pubblicato – legato al Museo della Latteria di Lozzo di Cadore – fai seguire un mio umile testo – introduttivo al pieghevole sul Museo della Latteria (versione pre 160.000 euro / nuovo allestimento) – senza citare la fonte (anzi, le fonti)?

Dimmelo, ti prego!

(non siete voi che parlate sempre di “fare rete”? E allora, nella rete non si cita forse il lavoro degli altri, foss’anche un apostrofo rosa? “Perché l’uomo non è Tarzan, [leggi tutto …]

io intanto, con una scusa qualsiasi, gliel'ho mostrato!

Che grosso…! – ha detto subito.

In realtà deve aver detto “che grossa”, perché in seguito ha parlato di opportunità – una grossa opportunità!

Be’ dico, so’ almeno ‘na decina d’anni che ‘sta cosa se po fffa. Anche prima, anche prima (di esempi ce ne sono a bizzeffe), ma adesso c’est plus facile. No, non la realtà aumentata, che è un pochino più in là, la semplice realtà virtuale (VR, virtual reality), che Google ha provveduto da tempo a “sdoganare” al volgo, applicata al turismo e alla [leggi tutto …]

i famosi stampi con le stelle alpine...

(questa volta rischio davvero: perlomeno di dovermi far da mangiare per il prossimo mese, se tutto va bene. Perché la signora di cui parlo sarebbe, sarebbe, quella santa donna di mia moglie, qui nelle vesti di presidente dell’Associazione Latteria Sociale di Lozzo di Cadore. Di un video girato in Latteria me ne aveva parlato e ricordo che aveva anche tentato di farmelo vedere, anche se non so quale scusa ho utilizzato per evitare, allora, quella presunta pena. Oggi il fato ha voluto che ne prendessi [leggi tutto …]