Quando informeRAI? Il dibattito che i partiti non vogliono.

Attraverso il sito dei Radicali italiani, su segnalazione di Annalisa Chirico – Chicago Blog. Che cosa puoi fare per richiamare la RAI al suo dovere?

“Quando informeRAI?”. E’ questa la domanda che i radicali rivolgono alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.

Che cosa puoi fare per richiamare la RAI al suo dovere? Rivendica il tuo diritto a conoscere, a ottenere quel servizio per il quale paghi il canone. Obbliga i partiti a quel confronto che intenzionalmente boicottano. Obbligali a delle scelte di campo, che vadano al di là dei soliti slogan propagandistici.
Per farlo denuncia la RAI all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiedendo che ordini al servizio pubblico di informare e organizzare dibattiti sui temi sino ad oggi oscurati. Compila il modulo e scegli se incentrare la denuncia su uno o più temi. E’ facile. Diffondi il video della campagna InformeRAI. Vale più di mille parole.

Se saremo in centinaia, in migliaia ad alzare la testa contro la RAI latitante del dis-servizio pubblico e contro il silenzio consociativo dei partiti, potremo riconquistarci un brandello di conoscenza, che è linfa vitale per una democrazia viva e pulsante. Quella che vogliamo. […]

 

6 commenti per Quando informeRAI? Il dibattito che i partiti non vogliono.

  • cionko

    Radio Radicale che fruisce del finanziamento PUBBLICO per condurre campagne politiche PRIVATE è l’ultimo organo che può contestare qualcosa a chichessia. Non fatevi fregare dai pseudodigiunatori a tempo.

  • @cionko,
    la fruizione del finanziamento pubblico (per circa metà come organo politico) non ha precluso ai Radicali il lancio e sostegno alla più importante (a mio modo di vedere) fonte di costi della politica rappresentata dal “finanziamento pubblico dei partiti”, ché quelli della Casta sono costi infimi in confronto: vedi La truffa del finanziamento pubblico dei partiti (senza dimenticarsi il referendum vinto nel 1993 e bypassato, in totale spregio delle scelte dei cittadini, dal malaffare politico). Sui digiuni e sul loro “abuso” ho anch’io qualche perplessità. Tuttavia, l’attenzione alle condizioni esasperate in cui versano le carceri italiche (e conseguentemente i carcerati in esse ammassati) è stata possibile solo reiterando forme di protesta come il digiuno.

  • Emilio Da Deppo

    Sperando che la notizia non sia vera……..da questa sera non esistono più le province di Belluno e Rovigo…. e forse qualche comune del Cadore è stato accorpato…Mi auguro il blog venga ampiamente usato per questo serio dibattito…

  • Emilio,
    la notizia è vera. La notizia è che hanno supposto di fare un accorpamento tra le due province. Supporre non vuol dire niente, tanto più se a supporre è Calderoli. La cosa non sorprende e io ne sono contento, oltre ogni possibile immaginazione. Adesso vediamo se i bellunioti hanno le palle. Muraro, intanto, ha già fatto sapere che non ha problemi a prendersi in carico la nostra piccola provincia montana: un po’ di pratica ce l’ha, visto il Grappa … Intanto c’è già chi invoca una “marcia su Roma”.

    No, nessuna marcia su Roma. Blocco totale dell’autostrada e della ferrovia in nodi nevralgici, paralisi totale di ecc ecc, presidio con occupazione della centrale di Soverzene: ma per farlo bisogna essere cadorini e bellunesi, non cadorioti e bellunioti, ossia un sottoprodotto dell’italiota. Ecco perché non vi sono speranze. E io non mi sbaglio (quasi mai). Ciò che ho detto va inquadrato, naturalmente, nello sfondo di una indispensabile Autonomia amministrativa, regolamentare (fare leggi provinciali) ed ovviamente finanziaria, che con l’accorpamento avrebbe l’ultima mazzata.

  • frank

    @danilo
    ti dimentichi che abbiamo un grande condottiero: il sindaco di Calalzo

  • @frank,
    è innanzitutto un problema di “rotta”, successivamente anche di “stazza”. Ma un buon rimorchiatore è in grado di tenere il mare in qualsiasi condizione, e non occorre che abbia una grande “stazza”. Ma, a parte il rimorchiatore, c’è la gente disposta a farsi rimorchiare per evitare l’insabbiamento? E questa sì che deve superare una certa stazza, altrimenti “non fa paura”. A meno di non usare altri metodi, vedi tralicci, ma non abbiamo la stoffa …