quelli del PDL alla scoperta delle loro radici operaie

Nonostante la recentissima débâcle elettorale, lo sprofondamento all’inferno nei gironi dei dannati, quelli del PDL, indomiti, affrontano con coraggio e sprezzo del pericolo le avversità della vita. Ecco le ultime gesta dei fieri e combattivi cavalieri:

“Siamo vicinissimi ai lavoratori delle sedi venete di Safilo. L’annuncio dell’azienda è andato oltre le peggiori previsioni, ma non per questo dobbiamo perderci d’animo”. A dirlo – in una nota congiunta – sono l’assessore regionale alle politiche del lavoro Elena Donazzan, il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond, il suo vice Piergiorgio Cortelazzo e l’onorevole Maurizio Paniz, che circa quattro settimane fa – dopo un incontro con la segretaria provinciale di Belluno della Cisl Anna Orsini – ha subito chiesto al Ministero del Lavoro di monitorare la situazione: “Mi era stata descritta una situazione difficile, per questo ho allertato il Ministero chiedendo di seguire con attenzione la partita”, riferisce Paniz.

Pensate, l’onorevole Paniz ha subito chiesto al Ministero del Lavoro di monitorare la situazione. La Fornero deve aver immediatamente strattonato Michel Martone per attivare un desk che a sua volta attivi un think tank per individuare una soluzione. Agli esodati ci penseranno dopo. Ma anche la Donazzan non è da meno:

Sapevo che la situazione era grave, ma non mi aspettavo numeri del genere”, afferma la stessa Donazzan, pronta ad attivare tutti i canali per arrivare a una soluzione più morbida:

Tocca infine a Bond l’ultima mossa:

“La Safilo è una delle aziende storiche del nostro sistema produttivo”, affermano Bond e Cortelazzo. “Dovremo fare il possibile per scongiurare scenari drammatici in un momento che già di per sé è difficile. Per farlo dobbiamo essere pronti a una mobilitazione che vada al di là degli schieramenti e delle appartenenze”.

Vediamo di capire: l’onorevole ha chiesto al ministero di monitorare la situazione, la Donazzan pensa di attivare tutti i canali, Bond si è convinto di dover fare tutto il possibile e pensa addirittura ad una mobilitazione.

La soluzione, quindi, è a portata di mano.

Certo che se i dannati del PDL si dichiarano “vicinissimi ai lavoratori“, c’è da aspettarsi che i catto-sinistri polimorfi del PDmenoL, galvanizzati dall’implosione dei cuginetti di inciucio e memori delle loro radici operaie, si avvinghino ai medesimi lavoratori con una voluttà postribolare.

In ogni caso, i 1000 della Safilo possono dormire sonni più tranquilli: sono in buone mani.

1 commento per quelli del PDL alla scoperta delle loro radici operaie