6 Comments

  1. bzler
    27 marzo 2014 @ 12:16

  2. Danilo De Martin
    27 marzo 2014 @ 12:38

    @bzler,
    innanzitutto si tratta di una “banda del PD”: Del Barba, De Menech e Borghi; difficile sputare nel piatto dove mangi, soprattutto per De Menech che è bellunese ma che è anche diventato segretario del PD regionale (quindi deve tenere assieme cani e porci, perché il PD veneto è tutto meno che coeso). Ad ogni buon conto quel “risultato storico” cui fanno riferimento sarebbe condensato in questi due punti:

    a) cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione in forma associata di servizi in base alle specificità del territorio medesimo;
    b) cura delle relazioni istituzionali con province, province autonome, regioni, regioni a statuto speciale e enti territoriali di altri Paesi, con esse confinanti e il cui territorio abbia caratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni con gli enti predetti;

    Per quanto mi sforzi non riesco a credere che tutto ciò possa rappresentare un risultato storico: di storico c’è solo l’annullamento della volontà e, soprattutto, del “controllo” popolare. Ultima considerazione: se sei costretto a porre la fiducia su un provvedimento di riforma costituzionale (sottolineo: riforma costituzionale) vuol dire che a) tanto sicuro dell’approvazione non eri; ma soprattutto b) hai preso una strada ben indirizzata verso “i fasci”, colorati di rosso ma sempre fasci restano.

  3. frank
    27 marzo 2014 @ 13:07

    Per il Cadore Belluno è valso come Venezia e Roma.

    Per i rappresentanti cadorini, ecco cosa dice il comma 57 del decreto Delrio:
    57. Gli statuti delle province di cui al comma 3, secondo periodo (province montane), possono prevedere, d’intesa con la regione, la costituzione di zone omogenee per specifiche funzioni, con organismi di coordinamento collegati agli organi provinciali senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
    Se e quando passerà fatene buon uso nella stesura dello statuto provinciale

  4. bzler
    27 marzo 2014 @ 13:07

    L’unica notizia buona mi pare che le provincie non sono state abolite completamente e che tutte le tre interamente montane non sono state “gemellate” con quelle di pianura. Almeno ci sarà qualcuno che può rappresentare il Belluno in modo leghitimo nel dialogo fra le nostre provincie. Non come al presente dove siete proprio rimasti senza charattere delegato.

    Come aveva detto Del Barba? “Come dire la cornice ora c’è, non abbiamo scuse: ora tocca a noi disegnare il nostro territorio come merita”. Auguri per farlo, almeno il PD è davvero rimasto senza più scuse.

    Sul serio, auguri a voi tutti dal Südtirol!

  5. frank
    28 marzo 2014 @ 18:42

    Dalla riforma voluta da Delrio arrivano novità anche per i comuni: viene aumentato il numero dei consiglieri comunali (10 consiglieri + 2 assessori fino a 3000 abitanti) ed introdotto il terzo mandato del sindaco per i comuni la cui popolazione non supera i 3 mila abitanti.

  6. la Puppato e la socialdemocrazia berlingueriana » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    20 aprile 2014 @ 11:11

    […] mentre il Bomba, con quell’ignorantone di Delrio che gli fa da spalla, ha appena cancellato i presidi di democrazia più vicini ai cittadini, cioè le Province, facendole diventare “consorzi di comuni” […]