Vitelli sacrificali sull'altare dell'accorpamento della provincia di Belluno a quella di Treviso

dal sito del BARD – Belluno Autonoma Regione Dolomiti:

di Tomaso Pettazzi

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Una massima popolare che dimostra tutta la sua validità anche in relazione alla soppressione della nostra Provincia. Parlamentari, Consiglieri regionali, Sindaci soprattutto, che dovrebbero essere i più vicini ai problemi della popolazione, gli stessi Cittadini non si rendono conto dei problemi a cascata che ne deriveranno; occupazionali e relazionali.

Dopo la Provincia verranno soppressi, o declassati con perdita di gran parte di operatività ed autonomia gestionale: Prefettura (per la quale non piango, essendo espressione dello stato centralista oppressore); Questura; Comando “provinciale”(?) dei Carabinieri; Comando “provinciale” della Guardia di Finanza; Ufficio delle Entrate ed Iva; Tribunale e relativi uffici giudiziari; Magistrato alle acque e Genio civile; vari uffici del Ministero del tesoro; Motorizzazione civile; Inps direzione “provinciale”; Inail sede “provinciale”; ufficio scolastico “provinciale” (peraltro già in fase di trasloco a Treviso, prima prova generale di quanto avverrà, passata tra il sostanziale disinteresse generale); Camera di Commercio (alla faccia degli Stati “caporali” presenti e futuri).

Incerta sarà la situazione del Comando “provinciale” dei Vigili del Fuoco, del Servizio elicotteristico del Suem, che già da tempo Treviso sta cercando di scippare, dell’Azienda di Stato per le Foreste demaniali, dell’Ente bilaterale “provinciale”, della Sezione staccata di Belluno dell’Anas, ecc. E tragiche saranno le conseguenze per la popolazione quando dovrà risolvere problemi con la pubblica amministrazione: viaggi allucinanti nella “bassa”, considerate le pessime linee di comunicazione esistenti. Non oso pensare ad una causa (penale o civile) da seguire a Treviso.

Varie Associazioni di categoria vedranno decadere la propria valenza provinciale (da alcune declamata anche nel logo). Dulcis in fundo, grosso punto interrogativo, la sorte degli ospedali. Nonostante ciò la gran parte dei nostri rappresentanti politici ed economici, assieme a molti Cittadini miopi, continua a ballare il walzer nel Titanic che si inabissa! Martedì finalmente uno spiraglio in Consiglio comunale di Belluno, dove maggioranza e minoranza si sono compattate in una mozione a favore del mantenimento della Provincia, intravedendo il baratro che sta per spalancarsi.

I buoi sono già fuggiti dalla stalla? La speranza è l’ultima a morire e per questo invito una volta di più i Bellunesi di tutte la valli a svestirsi dell’abito “partitico” e ad unirsi al Bard nella battaglia finale per la sopravvivenza delle nostre Comunità.

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