Mozione su tutela delle minoranze linguistiche storiche

Al Sindaco Sig.re Manfreda Mario e alla giunta comunale.

MOZIONE MINORANZE LINGUISTICHE

I sottoscritti consiglieri di minoranza  Calligaro Ivano, Marta Francesco.

VISTO che con delibera n. 30/244 del 27.10.2001 il Consiglio provinciale di Belluno ha delimitato l’ambito territoriale delle minoranze linguistiche ladine e germaniche sulla base delle deliberazioni consiliari dei Comuni interessati;

VISTO che il nostro comune fa parte integrante di questo ambito territoriale;

VISTO che nel nostro programma elettorale si possono rilevare svariati punti di interesse e sviluppo della nostra identità ladina;

VISTO che riteniamo inoltre, di conseguenza, assolutamente determinante cercare di accedere a qualsiasi fonte di finanziamento finalizzata alla promozione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale delle comunità etniche e linguistiche di cui noi siamo rappresentanti;

VISTO che anche per questo anno con deliberazione della Giunta Regionale n. 347 del 29 marzo 2011 si è dato avviso per la presentazione delle richieste di finanziamento progetti di cui ai fondi di competenza esercizio finanziario 2011 previsti dagli articoli 9 e 15 della Legge n. 482/1999 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” ;

VISTO che a quanto ci risulta tanto per l’anno 2009 quanto per l’anno 2010 codesta amministrazione non ha provveduto all’elaborazione di un progetto di sviluppo dell’identità ladina né tantomeno all’inoltro di alcuna domanda di cui al precedente punto relativamente a quanto previsto dalla legge 482/1999;

IMPEGNAMO SINDACO E GIUNTA

all’elaborazione di un adeguato progetto di promozione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della nostra comunità ladina al fine di inoltrare la conseguente richiesta di finanziamento alla Regione del Veneto entro il prossimo 30 aprile 2011 così come previsto dalla precedentemente citata dgr 347 alla quale si rimanda per i dettagli.

Cordiali saluti

Lozzo di Cadore,   20/04/2011

Interrogazione per la determinazione dei costi totali dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani

Interpellanza con preghiera di risposta sollecita e in forma scritta.

VISTO L’art. 15 dello statuto comunale;

VISTO che la raccolta differenziata, in particolare col sistema del porta a porta è uno dei punti qualificanti del nostro programma elettorale;

VISTO che nel consiglio comunale del 22 dicembre 2009 segnalammo e denunciammo la situazione venutasi a creare in seguito alla determinazione da parte della Regione Veneto della prima maglia nera da addebitarsi al nostro comune a valere per l’anno 2007 (rif. DGR n. 1412 del 19 maggio 2009);

VISTO che nel successivo 25 gennaio 2010 davamo divulgazione di tutto ciò attraverso il nostro blog con l’articolo esemplificativo “Differenziamo o no?”;

VISTO che da allora la Regione Veneto ha attribuito al nostro comune ben altre due maglie nere nella raccolta differenziata a valere per gli anni 2008 e 2009 (vedi DGR n. 1022 del 23 marzo 2010 e DGR n. 170 del 22 febbraio 2011);

VISTO che è nostro compito informare in modo completo la popolazione di tutti gli aspetti legati a queste vicende;

VISTO quanto previsto dal d.lgs.18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” e specificamente all’art.43 c.3 nel quale viene espressamente disposto che la risposta alle interrogazioni deve avvenire entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza,

CHIEDIAMO

1-che sia determinata per ognuno degli anni 2007, 2008 e 2009 la quantità di rifiuto raccolto gravato dalla “ecotassa” regionale, la quota di tassa per unità di peso, la percentuale di differenziata ufficiale raggiunta, l’ammontare complessivo della “ecotassa”;

2-che siano segnalate su copie del bilancio di codesta amministrazione, sempre per ognuno degli anni 2007, 2008, 2009, la posta o le poste di bilancio alle quali l’ammontare complessivo determinato al punto precedente sia stato attribuito;

3-che sia determinata, per ognuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 l’ammontare complessivo della quantità di rifiuto solido urbano raccolto, suddiviso in secco ed umido da quando presente, (quantità che potrebbe essere diversa da quella determinata al punto 1) con la relativa quota di costo a carico della nostra amministrazione; si precisa che la quota corrispondente deve tener conto di tutti i costi associati in qualsiasi forma alla gestione degli RSU e deve essere suddivisa nelle sue componenti (per esempio quota di costo per raccolta, per conferimento, per trattamento, per controlli ecc ecc);

4-che sia determinata, per gli stessi anni evidenziati al punto 3, l’ammontare delle somme introitate dall’amministrazione come tarsu o qualsiasi altra forma di imposizione connessa al trattamento dei rifiuti urbani;

5-di evidenziare fra le quote determinate al punto 4, per il solo anno 2010, la quota da attribuire alle utenze facenti capo ai non residenti.

Cordiali saluti.

Lozzo di Cadore, 13/04/2011

mozione per lo spostamento della Biblioteca comunale presso palazzo Pellegrini

Al Sindaco Sig.re Manfreda Mario e alla giunta comunale.

MOZIONE PER SPOSTAMENO BIBLIOTECA PRESSO PALAZZO PELLEGRINI

I sottoscritti consiglieri di minoranza Calligaro Ivano, Marta Francesco.

VISTO che nel nostro programma elettorale il problema della sede della biblioteca è stato così evidenziato: “dare una sede definitiva alla Biblioteca (vedi anche la programmazione per la cultura) che, con i suoi 8400 volumi, potrebbe aspirare ad avere un’importanza comprensoriale; in ogni caso far uscire questa istituzione dallo stato di “clandestinità” in cui si trova”;

VISTO che, sempre nel nostro programma elettorale, chiarivamo l’utilizzo che avremmo fatto di palazzo Pellegrini in relazione alla biblioteca (oltre ad altri utilizzi ben determinati) : “Utilizzando il Palazzo Pellegrini di prossima ultimazione intendiamo: dare sede definitiva alla Biblioteca Comunale (8400 volumi) con affiancamento delle nuove tecnologie didattico-informative”;

VISTO che già abbiamo posto una prima interrogazione riguardante il destino della biblioteca all’attenzione di codesta amministrazione;

VISTO che siamo tuttora in attesa della risposta ad una nostra seconda interrogazione di approfondimento;

VISTO che dall’analisi che abbiamo provveduto a fare non riusciamo a vedere alternative valide praticabili nella localizzazione attuale, anche ammettendo di disporre di altri ambienti posti nella vicina palestra (vecchia sede peraltro della biblioteca in una delle sue stanze al piano superiore) ed anche tenuto conto dei locali in via di sistemazione presso piazza IV novembre (terrazza);

VISTO che riteniamo che la biblioteca debba essere intesa in senso moderno, quindi non solo come luogo in cui si distribuiscono semplicemente libri ma anche come luogo dove i giovani possano trovare ed utilizzare le moderne quanto ormai comuni tecnologie comunicative (ivi compresa l’ovvia predisposizione di un punto di accesso alla banda larga), dove possano scambiare vicendevolmente le proprie esperienze, dove quindi possano socializzare in piena libertà;

VISTO che riteniamo, in relazione a quanto esposto nel punto precedente, che la funzione della biblioteca (benché da riprogettare) sia da considerare assolutamente indispensabile a questa nostra comunità;

IMPEGNANO SINDACO E GIUNTA

A valutare prima e mettere in atto poi l’unica possibilità che abbiamo, a nostro parere, di dare sistemazione definitiva e dignitosa alla Biblioteca, ossia il suo spostamento presso Palazzo Pellegrini, affiancando all’ovvio trasbordo fisico la realizzazione (o armonizzazione se già presenti) delle offerte tecnologiche minime che caratterizzano ormai l’attività delle moderne biblioteche operanti in altre realtà territoriali.

Cordiali saluti

Lozzo di Cadore, 13/04/2011

Lozzo, il sindaco risponde quando vuole alle nostre interpellanze: richiamato!

Il titolo dell’articolo che il Gazzettino ci ha gentilmente pubblicato, pur essendo vero, non rende l’idea della questione. E’ vero, intanto, che il sindaco “non risponde subito”, intendendosi con subito il limite stabilito per legge, cioè 30 giorni dalla data di presentazione dell’istanza. Ma allo stesso tempo dal titolo si potrebbe presumere che il ritardo sia “fisiologico” (qualche giornata, che pur, a rigor di legge non è accettabile). La verità, lo abbiamo già detto in articoli recenti, è che il sindaco sembra rispondere “quando vuole”. Vedremo a breve, visto che abbiamo presentato e presenteremo altre interrogazioni, se il richiamo al rispetto delle regole isituzionali è servito a qualcosa.

Dal Gazzettino di sabato 16 aprile 2011:

«Lozzo, il sindaco non risponde (subito) alle interpellanze»
L’opposizione scrive a Manfreda e al prefetto: non rispettati i termini di legge, almeno si garantisca dalle istituzioni quel poco che ci spetta

Se ci sei batti un colpo. È l’invito rivolto al sindaco Mario Manfreda dalla minoranza di Lozzo, secondo la quale ritarda a rispondere ogni qualvolta gli si sottoponga un’interrogazione. Nel corso dell’ultimo anno sono state ben sei le interpellanze al quale il primo cittadino ha risposto oltre i 30 giorni stabiliti dalla legge. Anzi a volte non ha risposto nemmeno.
La minoranza voleva alcune spiegazioni sulla realizzazione della centralina sul torrente Velezza, sull’ex Caserma Soracrepa, sulla sorgente Fraina e sul federalismo demaniale. «Invito il sindaco – spiega il capogruppo di minoranza Ivano Calligaro – a fornire le risposte alle questioni poste entro i termini di legge. Che le minoranze abbiano poco potere è cosa nota, ma almeno vorremmo che quel minimo che ci viene concesso dalla normativa fosse rispettato da chi dovrebbe essere il primo tutore della serietà delle istituzioni».
Il gruppo dell’opposizione di Lozzo ha scritto così una lettera indirizzata non solo al sindaco ma per conoscenza anche al prefetto di Belluno. D’altronde il decreto legislativo 18 agosto 2000 n° 267 parla chiaro affermando che «i consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del Comune e della Provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato». E nel decreto legislativo 267/2000 l’articolo 43 comma 3 recita che «il sindaco, il presidente della Provincia o gli assessori da essi delegati rispondono entro 30 giorni».
Da qui i malumori della minoranza che ora chiede il rispetto dei tempi stabiliti. «Ci chiediamo come mai – conclude Calligaro – nonostante l’esistenza di queste disposizioni, il sindaco si ostini a non rispettarle. Non ci resta che aspettare fiduciosi anche se spesso le risposte sono poco o per niente esaustive».

mozione relativa al controllo, verifica e sistemazione della sorgente di Fraina

Al Sindaco Sig.re Manfreda Mario e alla giunta comunale.

MOZIONE SULLA SORGENTE DI “FRAINA”

I sottoscritti consiglieri di minoranza  Calligaro Ivano, Marta Francesco .

VISTA la nostra interrogazione del 28.07.2010;

VISTA la vostra risposta del 14.03.2011 che così come è stata formulata non ci vede per niente soddisfatti, ragion per cui provvederemo a breve a chiarire la situazione presentando una nuova interrogazione sull’argomento ;

VISTO che da quanto traspare dalla vostra risposta la competenza sulla sorgente e relativo aquedotto “rurale” è del nostro comune;

VISTO il doveroso impegno preso per sistemare finalmente la recinzione intorno alla sorgente;

CONSIDERATO che l’utilizzazzione dell’acqua proveniente da questo acquedotto come è noto non è solo rurale;

IMPEGNANO SINDACO E GIUNTA

ALLA sistemazione della recinzione come da impegno preso nella risposta;

ALLA predisposizione di apposite analisi periodiche sulla qualità e sicurezza dell’acqua della sorgente;

ALLA individuazione di un persona, competente per ruolo e professione, che si impegni al controllo periodico dello stato della sorgente e delle sue prossimità.

Cordiali saluti.

Lozzo di Cadore,  13/04/2011

risposta a nostra interrogazione su sorgente di Fraina

Dopo mai è arrivata anche la risposta alla nostra prima interrogazione sullo stato in cui versa la sorgente di Fraina (presentata per la seconda volta il 4.02.2011). Diciamo subito che fa ridere il fatto che la nostra amministrazione e il Sindaco non sappessero di chi fosse la gestione della sorgente stessa e che le non-risposte ad alcune nostre domande non ci soddisfano (potrebbe essere altrimenti per una non-risposta?). Presenteremo una nuova interrogazione sui punti da noi ritenuti deficitari.

 

egregio sig. Sindaco, le risposte si devono dare entro 30 giorni, non quando si ha voglia!

 

Che le minoranze abbiano poco potere in questo tipo di ordinamento è cosa nota. Ma almeno vorremmo che quel minimo che ci viene concesso dalla normativa fosse rispettato da chi dovrebbe essere il primo tutore della serietà delle istituzioni. Il sindaco ha il compito di rispondere alle interrogazioni delle minoranze entro tempi stabiliti dalla legge. Il sindaco Manfreda si è scordato spesso in passato di questa “tutela” riservata alle minoranze d’opposizione. Con questa lettera, spedita per conoscenza al Prefetto di Belluno, proviamo a ricordarglielo.

 

I Consiglieri Comunali
Calligaro Ivano, Via Loreto, 471 – 32040 Lozzo di Cadore (BL)
Marta Francesco, Via Giouda, 178 -32040 Lozzo di Cadore (BL)

Alla cortese att.ne del Sig.re Sindaco Manfreda Mario
Via Padre Marino, 328
32040 Lozzo di Cadore (BL)

e p.c. Al Sig.re Prefetto
Piazza Duomo, 38
32100 Belluno

 

Egr. Sig. Sindaco,

il decreto legislativo 18 agosto 2000  n°267, meglio noto come “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, art.43 c. 2 recita “I  consiglieri  comunali  e provinciali hanno diritto di ottenere dagli  uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonche’ dalle loro  aziende  ed  enti  dipendenti,  tutte  le  notizie  e le informazioni  in  loro  possesso,  utili all’espletamento del proprio mandato. Essi  sono  tenuti  al  segreto  nei  casi  specificamente determinati dalla legge.” .

Anche il nostro “statuto comunale” peraltro, nell’art.15 c.5-7, ha recepito quanto previsto nella succitata norma ma non solo, anche il “regolamento per il diritto di accesso alle informazioni e agli atti amministrativi” all’art.22 .

Ma non è tutto: nel D.lgs 267/2000 l’articolo 43 comma 3 recita quanto segue “Il sindaco o il presidente della provincia o gli assessori da essi delegati  rispondono, entro 30 giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra  istanza  di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. Le modalita’  della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare.” .

In sintesi appare sicuramente evidente come ogni richiesta avanzata a Lei e alla sua giunta dai consiglieri comunali oltre che essere legittima, costituisca anche un sacrosanto diritto degli stessi. Inoltre l’evasione delle “interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo” presentata dai consiglieri comunali deve inoltre avvenire nel termine “entro 30 giorni” .

Ci chiediamo dunque come mai, nonostante l’esistenza delle succitate disposizioni Lei si ostini a non rispettarle. Anche questa volta sono infatti trascorsi più di 30 giorni dalla presentazione delle  due ultime interrogazioni, senza che sia giunta ad oggi alcuna risposta. Quindi non ci resta che aspettare fiduciosi, facendo presente però al Prefetto che ci legge in copia tale situazione. In questa circostanza, come in altre le risposte o arrivano largamente oltre i termini o addirittura non giungono. Quando gingono sono immancabilmente poco o per niente esaustive.

Di seguito elencazione delle ritardate e mancate risposte :

  • Interpellanza  realizzazione della centralina idroelettica sul torrente “Velezza” presentata il 28/07/2010 risposta 13/09/2010;
  • Interrogazione ex Caserma Soracrepa presentata il 17/12/2010 risposta il 31 gennaio 2011;
  • Interrogazione sorgente Fraina presentata il 31/07/2010 risposta non pervenuta;
  • Interrogazione federalismo demaniale presentata il 28/05/2010 risposta il 25/06/2010 in cui veniva chiesto tempo per approfondire argomento, approfondimento mai pervenuto;
  • riproposizione interrogazione sorgente Fraina presentata il 19/01/2011 04/02/2011 risposta non ancora pervenuta;
  • riproposizione interrogazione federalismo demaniale presentata il 19/01/2011 04/02/2011 risposta non ancora pervenuta.

Concludendo la preghiamo, come già richiesto in una precedente lettera, di prendere buona nota di quanto da noi sin qui esposto e di essere nel prosieguo più scrupolosamente aderente alle disposizioni di legge.

In attesa di un Suo gentile cenno di riscontro, cogliamo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

Lozzo di Cadore 15 marzo 2011

Interrogazione sui costi generali del servizio di raccolta dei rifiuti urbani

Lunedì scorso (4 aprile) un nostro concittadino ci ha chiamato in causa con l’articolo Lettera al sindaco di Lozzo sulla vicenda della raccolta differenziata e sui reali costi del servizio riguardante vari aspetti dalla gestione della raccolta differenziata (in particolare i costi ad essa associati).

Come si suol dire, su questo argomento sfonda una porta aperta. E’ già noto che siamo stati noi a sollevare per primi il problema della gestione della raccolta differenziata prima in Consiglio comunale il 22 dicembre 2009 e poi  con il successivo articolo Differenziamo o no? del 25 gennaio 2010.

Abbiamo inoltre recentemente pubblicato il post E’ solo grazie ai cittadini se la raccolta differenziata si sta avviando alla normalità che riprende un nostro articolo apparso sul Corriere delle Alpi. In tale articolo abbiamo sottolineato come fosse fuori luogo l’enfasi con cui il sindaco ha sventolato al mondo la sua “vittoria di Pirro” nella raccolta differenziata, guardandosi bene dal chiarire quale fosse la situazione del nostro comune negli anni antecedenti la data della nostra denuncia, nei quali è stato alla guida dell’amministrazione del paese.

Ebbene, proprio in ragione del fatto che crediamo che la popolazione vada correttamente informata, abbiamo già elaborato una nuova interrogazione con la quale ci proponiamo proprio di definire i costi “sommersi”, o non fatti vedere dalla maggioranza, dei quali la nostra comunità ha comunque dovuto farsi carico. A breve quindi la presentazione di questa nuova interrogazione.