5 Comments

  1. Euro
    4 Settembre 2010 @ 09:39

    giusto quello che segnali. ci siamo ormai abituati a una certa approssimazione nella gestione della cosa pubblica. tuttavia, ragionandoci sopra un attimino, si potrebbe pensare a qualche forma di valorizzazione del “sito” che rappresenti un ulteriore motivo di interesse turistico. che ne pensi?

  2. Giuseppe Zanella
    4 Settembre 2010 @ 16:06

    Considero la proposta, lanciata da “Euro”, di valorizzazione del “sito” Lauretano a scopi di interesse turistico una positiva provocazione, anche se andrebbe chiarito che un tale suggerimento giunge – purtroppo – tardivo, allorquando cioè…”la stalla è stata chiusa ma i buoi erano già da tempo scappati”. Premesso che anch’io condivido la posizione espressa da Danilo sull’argomento “opera in decursu”, trovo necessaria una esplicitazione sul richiamo testé fatto ad un antico detto paesano riguardante la chiusura della stalla ormai priva di armenti.
    Perché dico questo? Semplicemente perché le “vestigia” oggi esistenti in loco sono ben poca cosa rispetto a quelle del passato. Ricordo come, negli anni ’60, si procedette ad un autentico scempio (il primo della serie) asportando tutti i segni dei cariaggi impressi nella scura roccia, che facevano bella mostra di sè sia sulla strada antistante la Chiesa che sul tratto che porta all’attuale residuo “storico” recintato. Le esigenze costruttive del nuovo acquedotto avrebbero potuto essere conciliate ed armonizzate con un tracciato leggermente a monte od a valle della vecchia sede stradale, così come aveva proposto, inascoltato, mio padre. Ricordo come fosse ieri come il Prof. Fabbiani si fosse scandalizzato ed avesse redarguito il mio genitore che, quale membro di Giunta, non era riuscito ad evitare il misfatto. E mio padre era altrettanto arrabbiato dell’insigne storico Cadorino… Il Fabbiani espresse il suo disappunto con queste precise parole “il popolo che non sa rispettare ed onorare le proprie memorie non è degno di stima e considerazione e sarà votato all’oblio”. Già in quegli anni si pensava comunque ad un utilizzo storico-culturale e turistico del sito, poi però chi aveva idee e progetti (fra cui mio padre) venne messo a tacere e la ghiaia, già allora, prese il posto della roccia nera recante i famosi segni della vecchissima rotabile. Solo alcuni metri quadrati si salvarono e si trattò proprio di quel tratto definito dai lozzesi “denogio de la Madonna”. E si badi bene che la roccia fu, per gran parte, divelta, non coperta. Alessio De Bon fu assertore della veridicità storica della “Claudia Augusta Altinate”, che sembra passasse per Daosto-Narieto per scendere a Fontanelle per poi immettersi, attraverso Costa, sulla direttrice della Ruoiba. E la riprova del tracciato rotabile sta nella necropoli scoperta a Brodevin (casa Stefanuto) nell’anno 1852. Il misfatto odierno, unito a quello del secolo scorso – anni intorno al 1960 – (allora, credo, la Sovraintendenza non fosse stata neppure interpellata), hanno privato il nostro paese di vestigia archeologiche di assoluto rilievo. L’incuria e la ignoranza dell’uomo, unite ai misfatti del 1917 allorquando la soldataglia austro-ungarica sottrasse dal Palazzo Comunitario di Pieve i reperti rinvenuti con gli scavi di Brodevin e del Col di Tamber, hanno impoverito di importanti testimonianze storiche il nostro borgo, ma la memoria dei rinvenimenti è perfettamente documentata e resterà quale testimonianza della vetustà del nostro paese… Che almeno il “denogio della Madonna” resti in loco a documentare ai posteri la via tracciata dagli antichi romani, segno di unione fra i popoli e simbolo di diffusione della civiltà.

  3. Danilo De Martin
    5 Settembre 2010 @ 08:39

    @Euro, prendiamo atto di quanto già scritto a proposito da Giuseppe Zanella e, ricordando che anche l’Enel, nella costruzione del traliccio soprastante, stasea par fei la budera, concentriamoci su quello che è rimasto. Se fai riferimento a interventi come “mettere sotto vetro” i resti dei carriaggi in modo che siano protetti e che nel frattempo la gente se ne renda conto, dico che sarebbe una piccola cattedrale nel deserto (a parte i costi); oltre tutto sappiamo che ogni tanto lì ci passano anche i trattori (la mia paura sono le cingolette, vedi questo articolo). Qui non c’è altro da fare che farlo conoscere, dare risalto ad un altro tassello dell’offerta turistica. Se sei passato di lì avrai notato che è stata installata una piantana proprio a fianco dei carriaggi; attualmente è un “buco con il vuoto attorno”, ma prima o poi vi troverà posto un pannello informativo che, devo ritenere, illustrerà la “storiella”. Ci aveva già pensato Giuseppe Larese (se non ricordo male) a fornire il luogo di un minimo di informazione storica a valenza turistica (valida anche per i residenti ovviamente); la tabella in legno che si nota sulla prima foto dell’articolo a fianco dei carriaggi aveva questo scopo (manca ora il pannellino illustrativo). Io avevo abbozzato un pieghevole che volevo dedicato alla sola chiesetta di Loreto nel quale fornire le informazioni necessarie (questo pieghevole affiancherebbe quello già disponibile sul “Giro delle chiese”); è fermo insieme a mille altre cose da fare compreso quello sulla chiesetta del ciareido. Lo farò, se non ci pensa qualcun altro prima; non è che bisogna essere degli “storici” per farlo. A questo punto consiglio di aspettare il parto del pannello che andrà a coprire il “buco con il vuoto attorno”: si potrà di certo trarne spunto, se non “copiarlo” di sana pianta, per farne qualche fotocopia da mettere a disposizione dei turisti presso l’ufficio turistico ecc. ecc.. La cosa migliore fra tutte è mantenere decorosa la passeggiata di Loreto (nel corso di quest’anno ci sono “arrivati da soli”, preghiamo per il prossimo anno).

  4. Euro
    7 Settembre 2010 @ 22:18

    la mia non era certo una provocazione (anche se è stata giudicata positiva). mi limitavo a chiedere a me stesso e agli altri, danilo per primo, quali idee si potessero mettere in atto per valorizzare, in modo semplice e chiaro, questi resti romani che moltissimi lozzesi neanche sanno di avere sotto il c…, tanto per spiegarci. niente di fastoso ma qualcosa che ne segnalasse la presenza. da quanto ho capito sul posto ci sarà, seguendo l’esempio che a quanto pare è stato fatto da giuseppe poa, una bacheca che darà qualche informazione. io dico che per i 150-250 euro che potrebbe costare avrebbe dovuto esserci da un pezzo, ma va bene così, meglio tardi che mai. la cosa che più mi piace è che, nel “nostro” piccolo, anche qui con queste due chiacchiere si può dire che abbiamo contribuito a qualcosa ….

  5. GRD1153
    9 Settembre 2010 @ 12:07

    Vorrei sapere se è vero che verranno fatti dei lavori per riaprire il sentiero che passando affianco alla Madonna di Loreto arrivava ad Auronzo. A quel punto si potrebbe inserire il percorso nelle guide di chi fa turismo in bici o fa treeking.