9 Comments

  1. L'Economa Domestica
    23 febbraio 2014 @ 10:57

    Ho “spizzicato” un po’di dati ieri, e francamente sono peggiori di quanto pensassi. Quelli di Borca e Lorenzago sono impressionanti, ma anche Auronzo e Cortina, i due grandi traini delle due zone (Cadore e Val Del Boite), hanno situazioni che fanno riflettere.

    Una nota che mi è saltata agli occhi: Auronzo (ma questo è un dato comune in tutto il distretto) sta perdendo di anno in anno i turisti veneti, ed ha aumentato di mille unità sia le presenze dei laziali (e qui ci stiamo) che dei marchigiani (complice la nuova gestione dell’Hotel Auronzo). Senza questi due eventi, il saldo negativo delle presenze rispetto al 2012 sarebbe un bel meno sedicimila.

    Sono in attesa delle nuove mosse di marketing dell’Hotel Auronzo, perché quella di San Valentino non me la sarei mai aspettata.

  2. Danilo De Martin
    23 febbraio 2014 @ 13:31

    @L’Economa Domestica,
    purtroppo sì, c’è di che riflettere: basta solo il dato di Auronzo, quel -3,97% nelle presenze, pur tenendo conto che gli arrivi sono robusti. In effetti manca la domanda italiana, ma se guardiamo i trend il calo è progressivo e viene da lontano. Appena posso faccio il riepilogo provinciale e quello del Cadore nelle sue suddivisioni e metto online i dati anche se, come hai detto tu, per quanto ci riguarda, Auronzo e Cortina sono i due grandi traini, basti pensare che da sole coprono il 70% (per la precisione 68%) di tutte le presenze in Cadore+Cortina (Cortina fa il 53%, Auronzo il 15%). Questo è anche il motivo per cui limito ad Auronzo e Cortina i post sull'”andamento della stagione turistica dolomitica” confrontandoli con provincia, STL Dolomiti, Montagna Veneta e Veneto in generale.

  3. L'Economa Domestica
    23 febbraio 2014 @ 14:00

    @ Danilo De Martin Come avevamo detto negli altri post, però , arrivi robusti e presenze basse sono un sintomo di scarsa attrattiva per periodi medio lunghi. Oltre tutto il turn over crea maggiori spese per gli operatori turistici.

  4. Danilo De Martin
    23 febbraio 2014 @ 15:09

    @L’Economa Domestica,
    certo, assolutamente. Ma lo scenario che vedesse una perdita forte di presenze accompagnata da un contemporaneo dileguarsi degli arrivi, ciò che sta succedendo nel resto del Cadore, sarebbe per Auronzo ancor più difficile da frenare. In effetti la durata media della permanenza (n° presenze / n° arrivi) ad Auronzo è inferiore del 12% rispetto a quella di Cortina: Auronzo 3,88; Cortina 4,41; STL Dolomiti 4,57; prov di BL 4,7; comprensorio Montagna Veneta 4,79 (dati 2013). Nel 2012 la permanenza ad Auronzo è stata di 4,2 giorni (3,88 nel 2013), a Cortina di 4,59 (4,41 nel 2013).

  5. L'Economa Domestica
    23 febbraio 2014 @ 15:16

    @ Danilo De Martin 3,88 è un dato da week end lungo o “ponte”. Bilanciando il dato con le permanenze del complementare di almeno una settimana, è un dato che pesa molto per l’alberghiero. Sugli arrivi va detto che ci sono stati tifosi della Lazio che hanno pernottato una notte! Il dato con la Lazio è ancora sporco.

  6. L'Economa Domestica
    23 febbraio 2014 @ 15:17

    E comunque Lorenzago penso abbia stabilito un record.

  7. Danilo De Martin
    23 febbraio 2014 @ 16:25

    @L’Economa Domestica,
    ecco i dati per Auronzo e Cortina 2013 e 2012 con le relative differenze assolute e percentuali per alberghi e complementari (per avere un quadro certo di riferimento):

  8. L'Economa Domestica
    23 febbraio 2014 @ 16:35

    Mi viene un po’ da piangere…

  9. andamento delle presenze turistiche nel STL Dolomiti – Cortina dal 2000 al 2013 » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    16 marzo 2014 @ 15:06

    […] Qualche grafico sull’andamento dei flussi turistici nei vari STL – settori turistici locali – del Veneto era già apparso sul BLOZ (2011 e 2012), compresi quelli più strettamente dolomitici relativi al STL Dolomiti -Cortina (2012, andamenti mensili 2009-2012 e 2010-2013). […]