BARD: disegno di legge 'svuota poteri' Delrio sulle Province - un nuovo atto di arroganza ingiustificabile

Da un sindaco decaduto che sa andare anche in bicicletta per contenere le emissioni di CO2 (di uomini così attenti la natura è parca fornitrice), ci si aspettava un qualcosina in più come capacità di “visione politica”. Invece fa parte anche lui della nota categoria dei sindakos, braccia e menti sottratte prematuramente all’agricoltura (una sorta di “sogno italiano” in salsa statalista, alla stregua del più blasonato – e per niente statalista – sogno americano del self made man).

Di seguito il comunicato stampa del BARD (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) relativo all’ultimo disegno di legge votato in consiglio dei ministri per demolire le Province e con esse soffocare ogni possibilità di controllo dei governati sui governanti:  “un atto di arroganza ingiustificabile che sopprime la partecipazione democratica al fine di salvare il potere dei partiti nello stato centrale”.

 

PROPOSTA DdL DELRIO – ATTO DI ARROGANZA INGIUSTIFICABILE
La proposta del DdL Delrio, votata oggi dal Governo, è un atto di arroganza ingiustificabile che sopprime la partecipazione democratica al fine di salvare il potere dei partiti nello stato centrale ora in gravissime difficoltà.

La nuova norma ripercorre la stessa strada usata dal Governo Monti, giudicata illegittima con sentenza della Corte Costituzionale.

Non affronta il necessario riordino della pubblica amministrazione ma si limita a eliminare d’autorità le province destrutturando, insieme al processo forzoso di unione dei Comuni (unioni necessarie ed utili se costruite con criteri democratici), gli strumenti di partecipazione e controllo dei cittadini sul potere esecutivo.

Dovrebbe essere il Parlamento che produce le leggi e il Governo le dovrebbe eseguire. Assistiamo invece alla conclusione di un processo eversivo, che avviene entro le istituzioni: ora è il Governo che impone al Parlamento i propri decreti esautorandolo (a cominciare dalla eliminazione delle discussioni in Commissione) dal proprio potere legislativo.

Questo è il frutto insano di una legge elettorale infame che impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti affidando ai partiti (salvo rare eccezioni) l’esorbitante potere di imporli.

Il BARD farà di tutto per impedire che questa arbitraria e sgangherata manovra demagogica e illiberale abbia successo.

Dovesse avere attuazione, per la Provincia di Belluno sarà una catastrofe: il nostro territorio senza rappresentanza e potere cederà allo spopolamento, con la perdita di ogni prospettiva di sviluppo. Chi in questi mesi, ha impedito la legittima espressione dei referendum (definendosi “Bellunesi di buona volontà”) illudendo i Bellunesi che la provincia sarebbe stata salvata e lo statuto del Veneto applicato ora dovranno renderne conto, in particolare i consiglieri regionali, i costituzionalisti approssimativi e le fondazioni che lavorano contro gli interessi dei montanari portandone il nome.

Abbiamo bisogno di un ente elettivo sovrano, come a Trento e Bolzano, per garantire futuro e speranza agli abitanti delle Dolomiti bellunesi.

Questo futuro è la Regione Dolomiti ed è quello per cui il BARD continuerà ad impegnarsi fino all’ultimo respiro.

Il direttivo BARD

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