Cadore e Val Pusteria: traffico e ingorghi (con un leggero distinguo)

C’è uno che ha scritto a Italians (Beppe Severgnini) lamentandosi del traffico in Cadore e Val Pusteria. Oltre a farci sapere che Longarone è famosa per la tragedia del Vajont (e il gelato?), che ha fatto quasi 10 km di coda “rischiando di perdere l’aereo nonostante fossimo partiti con larghissimo anticipo“, lo scrivente si chiede “se non si possa fare qualcosa di creativo per veicolare il traffico in maniera piu’ efficiente“. E butta lì anche l’ipotesi di far pagare le strade durante i picchi stagionali o nel weekend (“rientri via Longarone tra le 5 e le 8 di sera paghi“).

E già i costituzionalisti fomentano vendetta: come fai a discriminare così biecamente un cittadino solo perché, dopo aver pagato le tasse, vuole spostarsi in macchina tra le 5 e le 8 di sera? Coprifuoco? Ma pensa te se quelli di Rho lo vengono a sapere: vuoi uscire dalle 6 alle 9 di mattina per andare al lavoro? Paghi!!

Ma a parte questo (a Schengen già tutti piangono sofferte lacrime), lo scrivente si lamenta di analoghi problemi di traffico in Val Pusteria, dove possiede una casa (“dove soprattutto i sabati di luglio e agosto le code chilometriche sono la regola“).

E mi dico che per una volta Cadore e Val Pusteria (Alta Pusteria) si trovano accomunate da un problema. Con una differenza piccola piccola. Tutto il Cadore Turistico (19 comuni), con l’esclusione di Cortina d’Ampezzo, sforna la bellezza di 900mila presenze (dati 2012). In Alta Pusteria il solo comune di Sesto di presenze ne confeziona 635.000 (seicentotrentacinquemila; 635mila, 635 . 103). Dobbiaco fa quasi mezzo milione di presenze (497 mila); l’Alta Pusteria 1.834.000.

Cioè l’Alta Pusteria (Sesto, San Candido, Dobbiaco, Villabassa, Braies) fa un po’ meno (4,75%) delle presenze di tutto il Cadore, 1.925.000, questa volta compresa Cortina d’Ampezzo (che da sola ne fa poco più di un milione).

Anderstend?

Oh, ben s’intende: il problema del traffico resta sul tappeto. Con il leggero e intuibile distinguo evidenziato.

Cadore e Val Pusteria: traffico e ingorghi

Caro Beppe & Italians, premetto che vivo all’estero ma ho il privilegio di possedere una casa in Val Pusteria. Domenica mi sono trovato a viaggiare dal Cadore verso Venezia. Per passare Longarone, famosa per la tragedia del Vajont, ci siamo fatti quasi 10km di coda, rischiando di perdere l’aereo nonostante fossimo partiti con larghissimo anticipo. La bellezza delle Dolomiti continua ad attirare turisti, ma mi chiedo se non si possa fare qualcosa di creativo per veicolare il traffico in maniera piu’ efficiente. Durante l’estate ci sono colli di bottiglia che non possono essere giustificati solo con la faciloneria del “tutti usano la macchina”. Alcune strade potrebbero essere messe a pagamento durante i picchi stagionali o nel weekend (rientri via Longarone tra le 5 e le 8 di sera paghi). La tecnologia consente oggi di alleviare certi problemi. o sbaglio? Stessa cosa in Val Pusteria, dove soprattutto i sabati di luglio e agosto le code chilometriche sono la regola nonostante il trasporto pubblico sia impeccabile, ci sono ciclabili fantastiche e le strade evitano molti dei centri abitati.

Davide Vecchi

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