5 Comments

  1. Pulcino
    3 luglio 2013 @ 14:12

    Non ho ben capito una cosa: Franceschi sta facendo questo suo lavoro nel comune di Calalzo perchè non sa cosa altro fare, oppure è il frutto di una qualche terza decisione?

  2. Franceschi: ‘Falcio l’erba ma non chiamatemi eroe’. Tranquillo, neanche sotto tortura! » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    3 luglio 2013 @ 16:42

    […] Collezione Harmony (o del decespugliamento calaltino) […]

  3. Pulcino
    4 luglio 2013 @ 06:39

    A prescindere che non ho ancora ben compreso le ragioni del suo (loro) intervento decespugliante, vero è che entrambi i “primeros peones” non perdono l’occasione per farsi della propaganda. Rievocano tanto i sistemi del Predappiano, ed uno di loro due mi sa tanto che è un suo allievo.
    E’ veramente un insulto a chi il volontariato lo pratica per nobili motivi e non per queste misere finalità.
    Ma tant’è che i “peones” non sono “cogliones” e ‘ste cose non passano inosservate.
    Al prossimo pigolio….pio pio pio pio.

  4. Danilo De Martin
    4 luglio 2013 @ 08:47

    @Pulcino,
    le ragioni sono riconducibili a semplice e, a seconda dei punti di vista, più o meno ripugnante propaganda. A sti qua per mettersi in mostra non gli bastava la vagonata di merda che ci hanno versato addosso con la vergognosa gestione del Bim-Gsp: ecco quindi che si arrovellano nell’architettare comparsate di “carattere pubblico” che poi la stampa locale (che per tradizione tende a leccare il potere istituzionalizzato) si affretta a magnificare. Ai peones, in questo caso mi rivolgo al popolino, viene quindi fornita l’immagine rassicurante del sindaco-volontario che si tira su le maniche ecc. ecc.. Come ho già ricordato innumerevoli volte, questi primi cittadini hanno tranquillamente approvato negli anni tutti i bilanci Bim-Gsp, alzando la manina, senza sapere che cazzo stavano facendo. Poi si lavano la coscienza con qualche minuto di “volontariato” e, reggiti bene, “di attività benefiche”. Ma il dramma vero non sta in questi giullari, pagliacci, arlecchini, buffoni, maschere carnevalesche che fanno quel che possono per apparire nel modo che ritengono più opportuno: sono come quei vermicelli che, portati alla luce del giorno, si dibattono e rigirano e rigirano e rigirano … Il dramma, dicevo, dissentendo da ciò che invece pensi tu, è che c’è ancora chi ci crede e che non sa distinguere fra le pagliacciate e le cose buone che pur capita loro di fare (non sono pagliacci H24). Se poi metti in conto il lancio del libro che il sindaco di Cortina dice di aver scritto (alla sera, dopo l’impegno per il volontariato e le opere benefiche…) capisci l’evidente tornaconto di visibilità. E la cosa ha evidentemente funzionato. A me è aumentato il disgusto …

  5. Franceschi: go home » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    14 agosto 2013 @ 10:52

    […] divieto di dimora a Cortina. Niente paura, il mezzo-sindaco potrà sempre dormire nell’atrio del municipio del comune di Calalzo guadagnandosi vitto e alloggio con altre eroiche prestazioni di […]