2 Comments

  1. Mirco
    21 Febbraio 2015 @ 09:59

    Il mio commento è, in definitiva, una domanda. Constatato che il protocollo per la realizzazione di un osservatorio statistico si fa con incarichi vari, progetti obiettivo che costano soldi alla collettività, mi domando, visto che chiudiamo le poste, domandiamo offerte per poter assicurare ai nostri figli le navette scolastiche il mercoledì scorso, ecc. se ne valga la pena. Considerato che il BIM ha già creato, a livello territoriale, applicativi GIS da parecchio tempo e questo, alla fine, non è che funzioni proprio bene; tanti dati vecchi e poco attendibili.

  2. Danilo De Martin
    21 Febbraio 2015 @ 14:59

    Caro Mirco,
    io parto da una constatazione disarmante: questi signori sono la quintessenza dell’incompetenza. Non sarebbe un gran male se dessero “carta bianca” a chi, nei rispettivi enti, gestisce al fine le cose e spesso ha anche la competenza necessaria. Il problema è che se non sai dove arrivare, se non definisci in modo chiaro e ineludibile l’obiettivo, quello che salta fuori è spesso una “peta” o un “minestrone”. Io dico che un qualcosa – hanno avuto l’accortezza di chiamarlo “osservatorio” e non “Istituto provinciale di statistica”, come dovrebbe essere – che sia sede organizzata e coordinata di dati attinenti il nostro territorio valga la pena. A condizione che sia utile al territorio (lascio stare il versante costi perché ci impantaniamo).

    Mi spiego. Non me ne frega un cazzo, letteralmente, di sapere quanto sia lunga la rete metanifera: è scontato che chi fa questo di mestiere abbia tutto digitalizzato. Non me ne frega un cazzo di avere il catasto terreni digitale: do per scontato che ci sia (non esiste che non ci sia). Che me ne faccio di una rete sentieristica digitalizzata se poi non offro i dati riconfigurati per la fruizione turistica (creazione di percorsi organizzati per difficoltà, tipologia, obiettivo gita, vicinanza ristoro, e bla bla bla) con funzioni di ricerca multivariabile e prenotazione tic-tac. E potrei andare avanti con altri “n” esempi.

    Sti qua stanno arrivando tardi su tutto, sono fossili viventi. Sono in ritardo su ciò che si poteva ottenere, ieri e anche oggi per fortuna, con un investimento “ridicolo” (che poi, alla fine, nelle loro mani possa diventare un altro buco nell’acqua è ipotesi purtroppo ad alte probabilità di riuscita). E in più, in ritardo che sono, epocale, hanno ancora il coraggio di tirarti fuori sinfonie e dipingere ste cose banali come conquiste dell’umanità. Credimi, come “capacità” andiamo poco oltre la feccia, quella che resta in fondo al barile. Poi, se arrivano camionate di soldi dai progetti “europei” pagati dagli italiani, sono anche capaci di fare cose relativamente decenti come Openalpsmap, che è un banalissimo catalogo – tipo i cataloghi Vestro Postalmarket – (non so se è aggiornato e con quale dettaglio: tu stesso dicevi “tanti dati vecchi e poco attendibili”) che un territorio non può non avere (indipendentemente dalle velleità turistiche che pretende di avere).

    Comunque starò loro “alle costole”; chiederò loro, come per la class action contro Enel e Terna, con regolarità, “quando ci aprite le porte di questa diavoleria statistica?“. Poi, quando ci sarà lasciato scorrazzare su queste praterie di dati, trarremo le conclusioni del caso sul dilemma “se ne sia valsa la pena”.