Finozzi e la banda larga per favorire il lavoro in montagna

Marino Finozzi è assessore al turismo nella giunta veneta. Mentre dipinge a tinte rosee il connubbio pubblico-privato che (giocoforza) ha tenuto insieme alcuni IAT altrimenti destinati all’estinzione (argomento su cui tornerò di sicuro), viene raggiunto da una perfida domanda che lascia trasparire la profonda ed accorata preoccupazione del cronista:

E la montagna? Assessore, ha percepito il senso di abbandono, di lontananza da Venezia, che si respira in queste valli?

E l’assessore, probabilmente confuso dallo sforzo mentale appena prodotto nel cercare di giustificare la vicenda degli IAT priva-region-comun-alizzati, così risponde (neretto mio):

«Certo, ne siamo coscienti, ma stiamo lavorando anche per la montagna, soprattutto per favorire il lavoro. A breve presenteremo un progetto che porta la banda larga, tramite antenne satellitari, in 12 rifugi. La rete è lo strumento per garantire a tanti giovani di lavorare nel mondo, continuando a vivere qui in montagna».

Dunque:

  • attenzione alla grande dichiarazione, aprite bene gli occhi
  • l’assessore vi sta dicendo che si sta interessando alla montagna
  • come?
  • con un progetto che porta la banda larga in 12 rifugi
  • perché?
  • ma perché la rete è lo strumento per garantire a tanti giovani di lavorare nel mondo, continuando a vivere in montagna.

Ma dove la comprano la roba in Regione? Sarà mica tagliata con idrato di metano?

La produzione industriale del Veneto sta rantolando (da inizio 2012 meno 4,5% di richiesta energia elettrica per il triveneto), quella insediata in montagna è alla canna del gas, il turismo dolomitico è in continua e costante discesa dal 2001  e il Finozzi che ti fa per favorire il lavoro in montagna?:

“presenteremo un progetto che porta la banda larga, tramite antenne satellitari, in 12 rifugi”.

Ora, a meno che la Regione Veneto non intenda affittare il cosmodromo di Bajkonur per mandare in orbita un proprio satellite dedicato alla bisogna, se Finozzi si mettesse in contatto con lo Yeti europeo, lo sperduto uomo delle nevi che per anni ha tristemente pianto perché gli mancava la connessione internet, verrebbe a sapere che non deve presentare proprio nessun progetto per portare la banda larga, che quantomeno il progetto non sarebbe altro che il comune acquisto di un servizio (qui per i dettagli).

Ed è quello che devono aver fatto (Finozzi, lo avete già fatto!, capito?) per deliziarci con le riprese web-cam da questi sette rifugi (non è che poi lo Yeti, con cui ho parlato, sia granché contento: sì, perché il satellite si trova a 35.000 km sopra le nostre teste – compresa quella di Finozzi – e i fotoni, nonostante siano campioni di velocità luminale, impiegano un po’ di tempo a rimbalzare tra le parabole, creando un certo e fastidioso delay che non è ben digerito dai puristi della connessione adsl per i quali è casomai disponibile, con dei limiti, il popwifi ).

Speriamo che ciò che ha detto Finozzi riguardo a stiamo lavorando anche per la montagna, sia solo lo scherzo di un delirante mattacchione.

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