7 Comments

  1. e vai con l’autonomia: la maxi provincia autonoma dei Laghi (un’ idea della Lega) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    4 agosto 2012 @ 13:36

    […] il passaggio di regione alla provincia di Belluno è stato negato: ci potrebbero provare ora quelle … […]

  2. alberto r
    18 agosto 2012 @ 08:19

    Cari ignorantelli del BARD come fate a non sapere che non esite più da molti anni la regione Trentino Alto Adige, ma due province autonome. Quindi è impossibile aggregare uan provincia a una regione che non esiste.
    Mi dispiace che abbiate perso tutto questo tempo inutilmente.
    E’ possibile invece che comuni o gruppi di comuni chiedano il passaggio ad una provincia autonoma confinante (a patto che la provincia autonoma gradisca).
    Avete ragione a lamentarvi che la montagna bellunese è bistrattata da Venezia e che la provincia bellunese ha le sue specificità, ma la provincia è troppo piccola e da sola non può continuare ad esistere. Continuate a lottare e tenete i piedi per terra.
    Auguri da un amico di pianura.

  3. consigli tardoestivi dalla pianura per continuare a lottare con i piedi per terra (o del destino del bellunese) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    18 agosto 2012 @ 12:09

    […] di volte, anche e forse soprattutto da “indigeni” montanari, prendo lo spunto da un commento all’articolo “il passaggio di regione alla provincia di Belluno è stato negato: ci potrebbero provare ora […]

  4. Keldapiee
    19 agosto 2012 @ 07:28

    Caro Alberto R, sappiamo molto bene qual’e’ la giurisdizione che regola il TAA e le due province di Trento e Bolzano, come altrettanto bene sappaimo che il TAA e’ un contenitore svuotato di competenze, assorbite dalle Province Autonome. Quella che lei vede come “impossibilita’” e’ esattamente il punto che ci permetterebbe invece di passare con il TAA, grazie al fatto che esso, contenendo 2 Province Autonome, potrebbe riconoscere Belluno come terza Provincia del TAA, avvalendosi e avvalendoci di argomenti che vanno dall’essere riconosciuti minoranza Ladina alla specificita’ del territorio, peraltro molto simile ed omogeneo, transitando per le varie istanze di referendum dei vari comuni confinanti. Le esprimo questi concetti in maniera semplice perché, visto l’aggettivo che ha utilizzato per definire gli appartenenti e simpatizzanti del BARD, mi porto al suo livello di dialettica, non vorrei non fosse in grado di comprendere. Se invece ritiene di essere in grado di leggere le nostre istanze e di capirne le ragioni, la invito a leggersi gli scritti Del Dott. Diego Cason, sociologo, o del Professor Trabucco, costituzionalista, i quali se contattati saranno sicuramente felici di istruirla su questo punti e spiegarle le nostre ragioni, le possibilita’ di creazione di una Regione Dolomitica e del perche’ tendiamo a rivolgerci al TAA. Le chiarisco subito che non abbiamo interesse ad andare verso il Friuli in quanto, pur essendo Regione Autonoma, la montagna Friulana risente delle stesse problematiche della montagna Bellunese, questo significa che il problema non e’ tanto l’autonomia in se, quanto la disparita’ di trattamento della montagna nei confronti della pianura, che essa sia autonoma o no. Per il resto le assicuro, come da Lei auspicato, che combatteremo a tutti i livelli per evitare che i pianuresi ci massacrino con le loro istanze sulla Provincia e che spero in futuro di poter eleggere politici con le palle in grado di supportare le nostre istanze in maniera decisa e senza i tentennamenti tipici di quelli attuali, perennemente in attesa delle indicazioni delle segreterie politiche o dei vescovati. Sani, Giorgio Bergamo Pieve di Cadore

  5. frank
    19 agosto 2012 @ 09:38

    La Regione Dolomitica (TN -BZ -BL) non farebbe che riprendere il progetto De Gasperi “offerto” ai bellunesi nel dopoguerra (progetto allora rifiutato)

  6. alberto r
    26 agosto 2012 @ 23:22

    Caro Keldapiee la ringrazio per il tono civile e serro della sua risposta. Và sempre la mia naturale solidarietà alle minoranze linguistiche, etniche o territoriali che siano e questo per far capire che non sono contro la popolazione bellunese. Non interndo argomentare contro le sue affermazioni anche se dubito che il bellunese sia una minoranza ladina. Il punto a me sembra sia un’altro. Le province autonome di Trento e Bolzano, fino a prova contraria, non intendono annettere altri comuni oltre a quelli dell’epoca fascista e non hanno interesse nemmeno ad avere una terza provincia che destabilizzerebbe l’equilibrio tra le due province. Prendo ad esempio Lamon che da diversi anni ha fatto un referendum per entrare nel Trentino, ma a cui Trento non ha ancora dato il suo benestare. Il problema è di carattere politico non costituzionale. Se un extracomunitario si paracaduta a Lampedusa l’Italia è costretta ad accoglierlo. Se la provincia di Trento non vuole sposarsi con la provincia di Belluno non esiste referendum che li faccia avvicinare. Se manca il benestare di Trento là non entra nemmeno uno spillo. Io credo che dobbiate prima convincere i trentini della conveniente per loro di questo matrimonio dopodiche il referendum diventerebbe una mera formalità. In attesa di cortese risposta, saluti da un amico di pianura.

  7. alberto r
    26 agosto 2012 @ 23:34

    Caro Keldapiee la ringrazio per la risposta ed il suo tono civile e serio. Và sempre la mia naturale solidarietà alle minoranze linguistiche, etniche o territoriali che siano e questo per far capire che non sono contro la popolazione bellunese. Non interndo argomentare contro le sue affermazioni anche se dubito che il bellunese sia una minoranza ladina. Il punto a me sembra sia un’altro e che mi sembra aver accennato in altra mail. Le province autonome di Trento e Bolzano, fino a prova contraria, non intendono annettere altri comuni oltre a quelli compresi nei confini dell’epoca fascista e non hanno interesse nemmeno ad avere una terza provincia che destabilizzerebbe l’assetto regionale. Prendo ad esempio Lamon che da diversi anni ha fatto un referendum per entrare nel Trentino, ma a cui Trento non ha ancora dato il suo benestare. Il problema è di carattere politico non costituzionale. Se un extracomunitario si paracaduta a Lampedusa l’Italia è costretta ad accoglierlo. Se la provincia di Trento non vuole sposarsi con la provincia di Belluno non esiste referendum che li faccia avvicinare. Se manca il benestare di Trento là non entra nemmeno uno spillo. Io credo che dobbiate prima convincere i trentini della conveniente per loro di questo matrimonio dopodiche il referendum diventerebbe una mera formalità. In attesa di cortese risposta, saluti da un amico di pianura.