in Sardegna Malu Entu propone un referendum per l'indipendenza del popolo sardo

“La partita è aperta, la voglia di libertà sta diventando contagiosa”.

Ho esordito con la chiusura dell’articolo “SARDEGNA, PRESENTATO REFERENDUM PER L’AUTODETERMINAZIONE” pubblicato su l’Indipendenza.


Riporta l’Adnkronos: “Una delegazione del Partito indipendentista Sardo Malu Entu, composta dal presidente Doddore Meloni, Cristina Puddu, Felice Pani, Sergio Pes, Roberto Piras, Bruno Delussu, hanno portato alla Corte d’Appello di Cagliari per la vidimazione di legge, 2000 moduli per la raccolta delle firme per indire il referendum sull’indipendenza della Sardegna”.

La notizia, la possiamo trovare anche sul sito della Regione Sardegna dove si può leggere il quesito referendario che recita: ”Sei d’accordo, in base al diritto internazionale delle Nazioni Unite, al raggiungimento della libertà del popolo sardo, con l’indipendenza”?.

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Ieri una delegazione del movimento, in testa il suo leader Doddore Meloni, accompagnato dall’avvocato Cristina Puddu del foro di Oristano, si è recata in Corte d’appello, a Cagliari, per la vidimazione delle schede. Ne hanno stampato duemila su ciascuna delle quali contano di apporre 40 firme per un totale di 80 mila sottoscrizioni. «È la prima volta che chiediamo ai sardi se vogliono l’indipendenza, come farà in questi giorni la Scozia», ha spiegato Meloni.

Il quale, a chi dubita sulla legittimità costituzionale di un referendum simile (chiaro il contrasto con l’articolo 5 che recita che “La Repubblica, una e indivisibile…”) replica citando, a sostegno della sua tesi, la legge 848 del 17 agosto 1957 che ratifica la carta delle Nazioni Unite e la legge 881 del 25 ottobre del 1977 di ratifica ed esecuzione del Patto di New York del 16 e 19 dicembre 1966.

Ammesso che il sondaggio riportato nell’articolo “l’unita indipendenza dell’Italia” si possa ritenere rappresentativo (approssimativamente) della volontà dei sardi di affrancarsi dall’Italia, la strada da fare per Malu Entu per convincere il popolo sardo a votare per l’indipendenza (nel caso in cui il referendum fosse ammesso) risulta ardua, pur partendo da un relativamente “solido” 25% di ipotetici consensi.

Però è già straordinario che se ne parli. E per quanto riguarda il Veneto … non ci resta che attendere. Alla Sardegna, intanto, l’onore di “aprire le danze” (forse).

 

Foto: l’Indipendenza

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