la discesa verso gli inferi del turismo bellunese (viene da lontano e Capocelli non c'entra)

Sul Gazzettino pianti e urla riguardanti la discesa verso gli inferi del turismo bellunese (per una passeggiata nell’Ade vedere qui, quo e anche qua). Bella quella sulla reliquia del papa che sarebbe la colpa del tracollo delle presenze a Lorenzago: il mago Otelma è niente al confronto (sull’argomento ci torneremo). Segnaliamo anche il servizio di Antenna 3 nel quale Gildo Trevisan (Presidente Federalberghi Belluno-Dolomiti), seppur con poca convinzione, tira per i capelli l’assenza di una guida politica nella nostra provincia (commissariata dall’ottobre del 2011).

Allo stato, le competenze in materia di turismo dell’ente provincia e la relativa dotazione finanziaria non sono tali da determinare “salti quantici” (né extraintra orbitali). Quello che manca, ma mancherebbe anche se Bottacin invece di essere pugnalato alla schiena dai compagni di coalizione del PDL fosse ancora alla guida della Provincia, è l’autonomia, che per una provincia con il 100% di territorio montano è assolutamente vitale (vedere il segnalato link “qua”).

Come ben si vede nel grafico sottostante, relativo alla sola performance delle presenze in provincia di Belluno, il calo (precipitevole) viene da lontano. Ahhhhh, se solo le Dolomiti potessero far parte di un patrimonio, uno qualsiasi, anche dell’umanità, anche dell’Unesco!! Se solo potessero… questi problemi non si porrebbero (e anche su questo ci torneremo presto).

Andamento dell epresenze turistiche per ogni anno rispetto al 2000 preso come anno base in provincia di Belluno

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