la lenta discesa verso gli inferi del turismo dolomitico in provincia di Belluno

In attesa che i dati dei flussi turistici relativi alla stagione estiva nella Regione Veneto, in particolare in montagna ed ancor più in particolare fra le Dolomiti, vengano resi pubblici, potremmo trastullarci e fare qualche previsione. Magari partendo dai dati storici relativi alle presenze. Domanda: se per caso i dati che attendiamo dovessero indicare un’inversione di tendenza, dovremmo forse ritenere che il merito sarebbe da ascriversi alla storiella-favoletta delle Dolomiti patrimonio Unesco dell’umanità?

Seconda domanda: se, per caso, i dati dovessero invece confermare il trend di decrescita che si evidenzia dall’andamento dei flussi storici (e che parrebbe confermato dalle opinioni, per quanto spannometriche, di vari operatori del settore turistico), perché mai non potremmo ugualmente attribuirne la causa (una parte di essa) al medesimo fattore (Dolomiti-Unesco)?

Perché dunque, se il turismo dolomitico dovesse tirare, saremmo più facilmente portati ad attribuirne il merito al fattore patrimonio dell’umanità (in realtà i titoli della stampa semplicemente osannerebbero tal patrimonio)? Non è questo, in fondo, l’effetto magico che ci stiamo aspettando?

Da sempre dubito che questa patacca possa veramente fungere da traino per il nostro turismo (se non cambiano le modalità di gestione del messaggio a cui fino ad ora abbiamo assitito), ben che vada, con ogni probabilità, l’effetto sarà neutro, ed è anzi sperabile che il pataccone non funga da elemento distorsivo nella parcezione che il turista ha/avrà della dualità fra aree di valle e aree di monte nelle diverse realtà amministrative (le 5 province) nelle quali il patrimonio risulta allocato.

Aspettando i dati …

Dati: Regione Veneto

4 commenti per la lenta discesa verso gli inferi del turismo dolomitico in provincia di Belluno

  • grd1153

    Dall’osservazione dei grafici io direi che gli operatori turistici che lavorano sull’estero sanno promuovere modestamente il turismo dolomitico, mentre il turismo nazionale o non è sostenuto da una campagna pubblicitaria sufficiente o quello che offrono le forze alberghiere non soddisfa più gli italiani. Per esempio io non scio ma ho sentito dire che le piste del comprensorio sciistico sono troppo corte. Difficolta di posteggio e altro. Spero che studiando il problema possiate risolvere la discesa dei grafici che hai pubblicato. Come vanno le presenze in trentino?

  • grd1153

    Ho preso visione dal BLOZ dei grafici del trentino e dell’Adige, che dire hanno una cioè molte marce in più!

  • @gdr1153, bravissimo! Mi stavo accingendo alla ricerca del link all’articolo Turismo alpino 2010 a confronto, che riporto. Ho poi visto che l’articolo fa parte di quelli proposti fra i “vedi anche: …” a fondo articolo (è un plugin automatico che si incarica di proporre articoli simili a quello pubblicato, ma le correlazioni non sono sempre “perfette”).

    C’è da dire che i dati dell’articolo Turismo alpino 2010 fanno riferimento ai soli esercizi alberghieri e quindi fotografano una situazione leggermente migliore per quanto riguarda la nostra provincia. I grafici di questo articolo, oltre agli alberghi, considerano anche le altre forme di accoglienza, ed il quadro che ne risulta è relativamente più cupo. Se guardiamo ai valori dei flussi il TAA è un altro pianeta nel vero senso della parola: va tenuto conto che il divario tra Belluno e TAA delle somme destinate alla promozione è INIMMAGINABILE. Se la provincia di Belluno potesse disporre di quelle cifre, verrebbero anche da Giove a vedere i nostri posti (sono tuttavia il primo a rendersi conto che non basta avere belle crode e soprattutto, che avere tanti soldi non dà alcuna garanzia che siano spesi bene).

  • […] gli inferi del turismo legato al settore turistico locale (STL) Dolomiti, già documentata nel precedente post, continua anche nel corso del 2011. I dati comprendono il mese di agosto […]