l'alberatura particolare dedicata a Benedetto XVI: forse ci siamo ...

La cosa appare in sé come una corsa di solidarietà. Grazie a internet, che abbatte ogni confine di informazione e conoscenza, il mondo è venuto a sapere del minuto dramma che, tuttavia, consuma il sindaco di Lozzo di Cadore dal lontano giugno del 2009: la famosa alberatura particolare dedicata al papa Benedetto  XVI. Il mondo, dicevo, ormai sa quanta sfiga si sia finora accanita nell’impedire che questo eccelso disegno giunga a compimento.

Osservavo che, dopo l’inabissarsi della Provincia di Belluno che, con un proprio intervento, avrebbe dovuto in qualche modo porre fine al dramma dell’alberatura, restava aperta la strada della colletta o quella del miracolo. Pare, pare, che dal lembo più meridionale dell’Italia qualcosa si sia mosso a compassione. Non lo credereste mai. E’ l’Italia migliore che si è mossa, quello scintillante esercito di forestali della Regione Sicilia, i 21.000. Così sono chiamati, i 21.000, perché tanti sono, gli operai forestali della Sicilia. La loro forza? Essere così tanti. Pensate, si sarebbero autotassati con soli 50 centesimi di euro e, in meno che non si dica, avrebbero risolto il problema dell’alberatura particolare da dedicare al papa. Così sembrerebbe, almeno :-).

10.000 euri a disposizione rinunciando a mezzo caffè. Trovata (sembra) la somma per le operazioni colturali, resta il problema forse più spinoso: la scelta del tipo di piante da mettere a dimora, scelta che è in capo al sindaco.

Comunque, se così non fosse, se la notizia dei 21.000 non avesse fondamento, ci si potrebbe sempre riferire ai 10.500 forestali calabresi. Ad ogni buon conto credo sia finalmente giunto il momento di mettere a dimora questa alberatura. Mi offro volontario: anch’io, come il papa, parteggio per il gingko biloba.

 

2 commenti per l’alberatura particolare dedicata a Benedetto XVI: forse ci siamo …

  • Cagliostro

    Ma questo ‘gingko biloba’ assicurerà adeguata ‘ombrosità’ all’area prospiciente la Chiesa? E la sua messa a dimora rispetterebbe i canoni estetici di una zona attigua ad una abetaia? Se tornerà il Papa, mi sembra giusto preoccuparsi di questi aspetti che poi, per inciso, interessano da vicino (ahi! il conflitto di interessi!)e personalmente anche chi scrive, affetto da idiosincrasia per il sole cocente!! Sul reperimento pecuniario, anziché scomodare i numerosi forestali calabrasi o siciliani, vedrei più utile bussare alla cassa di Bim Consorzio (che il Manfreda ben conosce da lunga pezza!), sovente sponsor di iniziative anche meno eclatanti… O, se si vuole, c’è sempre la possibilità di adire alla generosa contribuzione di BIM-GSP che, in fatto di allegra finanza, non ha mai scherzato. Ci sarebbe infine una possibilità da non sottovalutare: stornare parte dell’incasso IMU, dopo congruo adeguamento della gabella sulla prima casa (dal 4 al 6 x mille) e di quella sulle seconde case (dal 7,6 al 1o,6 x mille) come già ventilato dal nostrano, novello Heydrich. Il Vaticano ringrazierebbe calorosamente, i cittadini di Lozzo sarebbero felici di alleggerire il loro portafoglio in tempi di così crassa opulenza.