2 Comments

  1. Cagliostro
    25 Gennaio 2010 @ 17:38

    Danilo, leggo la tua lezione n.3 sul “marketing turistico” e fin dal titolo (“Ma dove vai, se un posto per dormire non ce l’hai?”)condivido pienamente la tua analisi. Di solito, quando si procede ad una lottizzazione, un bravo urbanista si preoccupa di delimitare ben bene sia le infrastrutture (strade, acquedotti, fognature, linee elettriche, telefoniche, metanifere ecc.)come di delineare le aree strutturali vere e proprie, ossia la localizzazione precisa delle abitazioni (case, condomini, bifamigliari ecc.). Analogamente succede quando si opera nel campo dello sviluppo turistico: non basta cioè preoccuparsi dell’aspetto infrastrutturale- o di “corollario”- (nel nostro caso: roggia, museo latteria, sentiero botanico, parco della memoria, parco Benedetto XVI, per non citare le opere primarie mancanti, quali la sistemazione delle strade, in particolare quella di Pian dei Buoi e quella di Filuoi…),occorre anche realisticamente pensare alle strutture ricettive vere e proprie (delle quali siamo languenti e deficitari): affittacamere, bed & breakfast, albergo diffuso. Tutto ciò nella fondata convinzione che, così come stanno le cose, il nostro paese sta solo lavorando per il re di Prussia, in questa “guerra fra poveri” che si combatte tra i nostri paesi. I turisti insomma usufruirebbero delle nostre “infrastrutture”, ma poi le “strutture”(con vere ricadute economiche) le troverebbero altrove. Fuor di metafora, noi abbiamo i buoi messi dietro al carro e così quet’ultimo non viene trainato alla meta….
    Ben vengano quindi, Danilo, le tue analisi, le tue sollecitazioni a chi di dovere, con l’augurio che il tuo operare serva a smuovere (o modificare)certe politiche di basso profilo. Consentimi tuttavia di essere alquanto pessimista sul fatto che le tue analisi e le tue indicazioni possano essere accolte da lor signori. Già la gestione del Dgl 1598, così come è stata fatta, la dice lunga su certe sensibilità e sulla mentalità corrente nell’attuale conduzione amministrativa del nostro Comune.Inoltre, sappiamo tutti che per attuare una politica lungimirante bisogna possedere apertura mentale, inventiva, entusiasmo, capacità e sollecitudine nel cercare le vie per adire alle fonti…”pecuniarie”. Va detto poi che siamo in presenza di una crisi che, lungi dall’essere in via di superamento, sta facendo sentire sempre più i suoi morsi e se a questo aggiungi che, forse, nel nostro caso non c’è soverchia attenzione neanche alla analisi costante e puntuale della produzione legislativa (nonché normativa e regolamentare), lo scoramento prende anche il più ottimista. Vorrei tanto sbagliarmi (di solito non sono uno che vede nero) ma, con questi chiari di luna, temo che si ripeterà, sempre che bandi ulteriori ce ne siano, la tempestività dello scorso anno…

  2. Danilo De Martin
    26 Gennaio 2010 @ 10:29

    Cagliostro,
    sono davvero soddisfatto quando un commento, come in questo caso specifico, amplifica, approfondisce e chiarisce le tematiche da cui l’articolo prende vita. E’ pur vero che tutto ciò che si è fatto e si farà in termini di “infrastrutture” tornerà poi utile per le “strutture”, ma è ora di accelerare le condizioni affinché queste “strutture” migliorino lo stato in cui si trovano o facciano la loro entrata nello scenario dell’offerta d’accoglienza.

    In occasione della vicenda del dgr 1598, ho trovato almeno tre “nuclei familiari” interessati alle finalità proposte nel bando, che nulla sapevano della riunione “pubblica”. Per i nostri amministratori lo status di “pubblico”, attribuibile ad una riunione, c’è nel momento in cui verrebbe affisso un manifesto in bacheca e da qualche parte in giro per il paese. La riunione dell’8 agosto, lo sottolineavo nell’articolo, è stata partecipata da 5 persone, me compreso. Sarà anche vero che i lozzesi sono pigri, come è vero che l’8 agosto è facile che la gente si stia godendo il meritato riposo in ferie, ma sono certo che, almeno i tre nuclei cui ho accennato precedentemente, avrebbero partecipato se non altro per essere informati.

    D’altra parte, a quanto mi è parso di capire, la maggioranza neanche si era accorta dell’azione pilota agganciata al dgr 1598, questione messa poi in luce dalla minoranza, cui alla fine è stata data la soluzione che sappiamo.

    Penso che per la nostra amministrazione sia un dovere assoluto quello di informarsi e di informare sulle possibilità offerte dalla programmazione decentrata per il 2010. In modo un tantino più professionale (meno dilettantesco) di quanto dimostrato finora. Oggi, domani, al massimo dopodomani. Anche se l’azione pilota non fosse prevista.

    Il numero di telefono della Direzione Programmazione della Regione Veneto, se ce l’ho io, ce l’ha anche la nostra amministrazione. Io ho chiamato qualche giorno fa e mi è stato detto, lo riporto nell’articolo, che il rifinanziamento dell’azione pilota è probabile ma non è certo (li risentirò verso metà febbraio per sapere se ci sono novità). Tuttavia, lo ribadisco, credo che il problema vada affrontato in modo assolutamente indipendente da questa pur auspicabile eventualità (che l’azione pilota venga rifinanziata). SI tratta di vedere quanta “voglia” vi sia da parte dei nostri amministratori (che possono avere anche altre strategie in testa, nel qual caso, in veste di cittadini interessati, ci piacerebbe sapere quali).