3 Comments

  1. talaren
    4 Settembre 2019 @ 10:50

    Noncuranza, menefreghismo, si vede quando le persone fanno le cose “tanto per”, il compitino. Neanche un minimo di cuore ci mettono in quello che fanno.
    Un po’ come giornalisti e redattori, quando appaiono accecanti strafalcioni sulle prime pagine dei giornali.
    Si può sbagliare a scrivere. Sui post-it, sul notes, sulla lavagnetta del frigo, sul quadernetto.
    Ma se stai facendo un manifesto, un cartellone, un segnale, non controlli 10 volte prima di mandare in stampa? Magari controlli con i libri, o con altre persone, perfino le cose di cui sei già sicuro?
    Mi tornano in mente le segnalazioni sui cartelli “Collo Cervera” e “Prau” che, scommetto, dopo tanto tempo saranno ancora lì.
    E adesso queste tabelle informative, addirittura incisioni nel metallo.
    Va bene, quello che le fa è ignorante, forse non soltanto perché ignora, ma anche perché non ha voglia di informarsi. Ma non c’è nessuno che controlla? Nessuno che conosca i toponimi, o le cime che lo circondano?
    Almeno firmassero queste opere…

  2. Danilo De Martin
    8 Settembre 2019 @ 14:25

    Scusa @talaren, ma il commento era stranamente finito nello spam (non contenendo neanche un link chissà quale parametro, che non fosse già stato usato in passato, ha usato per ficcarlo là!).

    Riguardo al balcone panoramico di Agudo c’è un retroscena, che “svelerò” alla fine dell’esposizione erroristica, che, se possibile, rende ancor più “fantastica” questa piccola vicenda di (dis)umana approssimazione e probabile menefreghismo.

  3. talaren
    8 Settembre 2019 @ 17:23

    No problemo.
    Immaginavo che “Collo Cervera” avrebbe mandato in tilt il sistema…

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