orgoglio leghista: non a Bergamo, ma in Cadore

Certe statistiche colpiscono fortemente la nostra immaginazione, ma non sempre riusciamo a costruirci un’idea precisa di ciò che quei numeri raffigurano. A tal riguardo, tempo fa suggerivo a mia figlia di provare a risolvere il problema ricorrendo ad una “rappresentazione sociale” di quelle statistiche.

Stavamo discutendo dell’infedeltà coniugale: secondo dati dell’AMI (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani) il 55% dei mariti ha tradito almeno una volta, mentre lo fa il 45% delle mogli. Invitai quindi mia figlia a pensare di essere in chiesa a messa (oppure al Concertorium oppure …) in compagnia di 100 persone sposate ed egualmente distribuite fra mariti e mogli. Ora, le dicevo, pensa che 27 di quei mariti e 22 di quelle mogli (sostanzialmente la metà dei convenuti), secondo la statistica citata sono quel che si dice “cornuti” (spesso a loro insaputa). Messa giù così, la cosa fa certamente più effetto.

Allo stesso modo ieri, scambiando due parole con un amico lozzese, ho potuto dirgli: «Ma lo sai che, statisticamente, uno di noi ha sicuramente votato Lega Nord alle regionali del 2010?». E tornando in chiesa, immaginandoci sempre 100 fedeli col diritto di voto che si siano recati alle urne in quell’occasione, 45 di loro hanno votato Lega Nord. Naturalmente non c’è niente di male in tutto ciò, anzi, ma aiuta a capire la “dimensione” e la portata sociale del campionamento statistico.

Ad esclusione della stragrande maggioranza dei comuni trevigiani che nel voto leghista viaggiano a percentuali spesso sopra il 55%, comportando un risultato aggregato provinciale pari al 48% (che è primato regionale; BL 32%, PD 31%, RO 22%, VE 26%, VI 38%, Veneto 35% ), anche gli elettori dei comuni del Cadore si sono schierati nettamente per la Lega, toccando la percentuale aggregata del 42,58%, fra le più alte a livello nazionale.

E’ vero, c’era di mezzo Zaia, i ladini ampezzani avevano avuto assicurazioni di un trattamento di favore, a Valle di Cadore si è avuto l’effetto trascinamento di Toscani. Tutto vero, ma il consenso elettorale per la Lega è stato mostruoso, soprattutto se si pensa alla mitezza dell’indole montanara, piuttosto abituata ad obbedir tacendo.

Gente, che lo vogliate o no, se due cadorini si incontrano per strada … (quasi) uno dei due ha votato Lega Nord.

E ora, per chi voteranno? Semper fidelis?

Cadore: risultati Lega Nord regionali 2010

4 commenti per orgoglio leghista: non a Bergamo, ma in Cadore

  • lucio

    La colpa più grave della Lega, anche da noi, è di aver sdoganato l’ignoranza e l’incompetenza, favorendo l’ingresso nelle istituzioni di amministratori e politici incapaci. Al di là di qualche eccezione, i leghisti ovunque siano stati al potere hanno dimostrato inettitudine e inadeguatezza, riuscendo però a mantenere acceso il fuoco della protesta e della fedeltà in una base che si rispecchia nell’ignoranza dei vertici. Solo così si può spiegare la fede in Bossi espressa anche dopo le vicende emerse e la creduloneria nel nuovo corso maroniano. L’unica speranza è che tanti leghisti non vadano a votare, così che questa feccia politica torni sul fondo della società.

  • frank

    @lucio
    posso concordare con le tue premesse per Bossi con il suo “linguaggio”, le sue “furbizie politiche”, le sue “liturgie” e le sue “parole d’ordine” (federalismo, secessione, Roma ladrona,…) capaci di infiammare lo “zoccolo duro”.
    Maroni, secondo me, sta su un altro satellite. Ad esempio penso abbia svolto con competenza, determinazione e successo operativo il difficile ufficio di ministro degli interni

  • Lettore

    Non posso che condividere quanto scritto da Frank…. di solito can che abbaia non morde.

  • […] dei dati” raccolti casualmente in rete. Va precisato anche, come ampiamente dimostrato in orgoglio leghista: non a Bergamo, ma in Cadore, che in virtù della cosiddetta “legge dei grandi numeri”, considerando la popolazione […]