per Prade le riflessioni sullo spopolamento della provincia di Belluno andavano fatte 30 anni fa

Da questi trasformisti del PDL ci si può aspettare di tutto. Guarda quel che ti combina Prade quando affronta lo spopolamento.

Su Bellunopress si scopre che il prode Prade si è accorto della piaga dello spopolamento:

La provincia di Belluno si sta spopolando. Nel corso del 2011 ha perso circa 1000 abitanti, che si riducono a 800 grazie all’apporto degli immigrati. In questa campagna elettorale non si è quasi mai parlato di spopolamento – afferma in una nota il sindaco uscente Antonio Prade – né della questione demografica, vera e propria emergenza del bellunese; e lo spopolamento, occorre sottolinearlo, riduce fortemente il presidio sulle nostre montagne, con le ben note conseguenze in termini economici e sociali”. […]

E cosa intende fare il prode Prade pungolato opportunamente dall’avvicinarsi della scadenza elettorale? Il programma Coworking! Non so cosa sia e sinceramente non mi interessa. Anche perché giunge tardi, maledettamente tardi. E a dirlo non sono solo io MA LO STESSO PRADE.

In una intervista recente apparsa sul Corriere delle Alpi infatti, il prode Prade così rispondeva alla domanda del giornalista (riferita all’allarme lanciato dal Bard – Belluno Autonoma Regione Dolomiti – proprio in relazione allo spopolamento della provincia di Belluno):

Cosa pensa del Bard e dell’allarme lanciato sullo spopolamento?
«Dobbiamo esser grati al Bard perché tiene desta l’attenzione sulle disparità tra noi e i territori autonomi confinanti. Sullo spopolamento credo che siamo in ritardo: queste riflessioni andavano fatte trent’anni fa, i meccanismi che condannano la montagna sono partiti da scelte degli anni 60-70. Veniamo da una cultura contadina ma la rifiutiamo come una vergogna, non siamo mai diventati operai e nel turismo stentiamo. La nostra debolezza oggi è soprattutto culturale, più che economica. Se non troviamo la nostra vocazione sarà sempre peggio». […]

Capito? Secondo Prade, la data dell’intervista è 4 marzo 2012, le riflessioni sullo spopolamento poste all’attenzione pubblica dal Bard sono in ritardo, e dice il buon Prade “andavano fatte trent’anni fa“.

Come mai, a distanza di un mese, il prode Prade ha deciso di affrontare il problema che nei cinque anni passati non ha mai affrontato?

Coerentemente, tra l’altro, visto che le riflessioni sullo spopolamento, ripetiamolo, secondo il sindaco uscente “andavano fatte trent’anni fa” !!

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