Reolon e il black out in Cadore: 'ricordati che devi normare'

Tra la fauna politica che galleggia a queste latitudini, oltre ai peones parlamentari già tirati in ballo, vi sono i tre moschettieri che siedono alla corte regionale (talvolta chiamati pidocchieri). Tra essi quello piddimenoellino, tale Reolon, ha nuovamente perso l’occasione per starsene zitto. In relazione agli eventi legati alla tempesta di Natale, infatti, il consigliere ha affermato:

“Verificherò in Regione la possibilità di rinnovamento e prevenzione che passa attraverso la pulizia del territorio di pertinenza delle delle reti di distribuzione locale – afferma Sergio Reolon, consigliere regionale del Pd – bisognerà verificare il taglio degli alberi che sia stato fatto in modo che le piante non possano cadere sui cavi elettrici, com’è successo in questo caso.   […]

Diciamola tutta: la frase da “Verificherò” a “distribuzione locale” – in italiano corrente – non significa una mazza. La seconda parte è invece comprensibile in sé, anche se sintatticamente zoppicante. Ad ogni modo dobbiamo ringraziare De Nart di Bellunopress che ha tradotto il testo mistico condensandolo nel titolo Reolon: “Verificherò in Regione la possibilità di normare la messa in sicurezza delle reti di distribuzione”, rendendo comprensibile ai più ciò che Reolon, presumibilmente, intendeva dire.

Ed è qui che mi è venuto in mente quel passo del film con Troisi – Non ci resta che piangere –, nel quale il monaco, con calcata enfasi, gli si rivolge dicendogli “Ricordati che devi morire“, e che, con lieve parodia, è diventato parte del titolo di questo post “ricordati che devi normare“.

Vi pare plausibile che la progettazione, realizzazione, monitoraggio e manutenzione di linee elettriche aeree a 380 kv (380.000 v), 220 kv, 120 kv, …, 20 kv non siano già convenientemente normate e tutto ciò ab illo tempore? O è più credibile che ognuno, in questo campo, faccia un po’ quel che vuole?

Sarebbe come se a fronte di una serie di furti di una banda di ladri, il nostro si fosse messo in testa di verificare se vi siano o meno norme atte ad evitare che tutto ciò possa accadere. E per fortuna che, a quanto pare, l’interessamento del piddimenoellino sembrerebbe limitarsi alle norme di carattere tecnico: immaginate cosa potrebbe accadere se, pensando alle conseguenze delle perturbazioni del campo magnetico, estendesse lo spazio d’indagine all’area sociologica e psicologica (nell’ultima delle quali egli, nei panni di presidente della Provincia, ricorderete, ha accumulato una solida esperienza, come ben sottolineato dalla Corte dei Conti).

Altra cosa è verificare che le norme siano rispettate, altra ancora imporre che lo siano. Ma per questo aspettiamo che si faccia avanti Bond, altro moschettiere regionale dalla fervida immaginazione.

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