3 Comments

  1. frank
    21 dicembre 2012 @ 09:32

    danilo
    ma con tutti i soldi che ci costa la burocrazia delle regioni, non sono in grado, una per una, di fare il loro bilancio entrate fiscali procapite e spese pro capite depurate (l’esempio dei banchi di scuola è didascalico). Sono i primi conti da fare per una corretta visione ed evoluzione federalistica del sistema paese

  2. Danilo De Martin
    21 dicembre 2012 @ 10:38

    frank,
    in effetti Zaia ha dato un grosso impulso a questo tipo di studio e Unioncamere del Veneto insieme alla stessa Regione hanno elaborato una buona dose di documenti resi anche pubblici. Il problema di fondo, stiamo qui parlando di informazione, è che non esiste un soggetto “politico” che si voglia far carico della divulgazione capillare di quanto salta fuori dai conti. Ed il perché è essenzialmente nella mancanza di coraggio (sempre politico): da una parte c’è chi ha ormai capito che siamo andati ben oltre la mungitura dei nostri territori e della nostra gente arrivando alla scuoiatura vera e propria di ciò che resta, dall’altra c’è ancora chi parla di solidarietà ed europeismo senza definirne i contorni. Si resta quindi in attesa che scocchi la scintilla … Zaia ormai ha detto più volte che il fatto che le aziende venete tentino di sopravvivere andando all’estero è già una “forma di indipendenza”, ma hanno avuto il bisogno di Indipendenza Veneta per fare un consiglio tutto dedicato al “referendum per l’indipendenza del Veneto”, anche se poi la Risoluzione 44 è stata annacquata togliendo questa parola e sostituendola con l’autodeterminazione del popolo veneto. Ma almeno è un passo avanti verso una certa forma di coscienza.

    Io “ho le prove” che il Veneto da solo ce la può fare – che il nord ce la può fare – a competere in Europa con chi vuole. Con questa Italia, invece, caro Frank, ci stiamo impoverendo. Quello che sorprende di più è che i lombardi – ormai carne da macello da questo punto di vista – se ne stiano buoni e zitti: almeno in Veneto qualcuno tiene alimentata una fiammella. La Lega Nord ci doveva portare ad un sistema federalista, quindi con Italia unita ma federata, con i costi standard come base di redistribuzione dei trasferimenti. Ma la lentezza esasperante con cui si è arrivati al “federalismo fiscale” ed alla sua attuazione – attualmente congelata – lascia più di qualche dubbio sulle reali volontà dei capoccia leghisti.

    Io so solo, Frank, che esiste una banale legge economica che dice che se la ricchezza di un paese cresce meno dell’interesse reale (pur tenendo conto dell’inflazione), il debito di quel paese aumenta anche senza aumentare la spesa pubblica di un euro. E noi in questa condizione ci troviamo, appesantiti mortalmente dalla zavorra dello stato italiano nel suo insieme. Se non prendono forma e vigore un insieme di forze politiche su base territoriale il cui consenso dilaghi nel nord al punto da scardinare il sistema e portarci ad una gestione federale del nostro territorio (le tasse che un territorio produce restano su quel territorio a meno della quota per far vivere lo stato “unitario” che deve essere snello, molto snello), continueremo a lamentarci finché ci sarà rimasta la forza di farlo.

  3. ma Crozza non lo sa che la Liguria è una regione parassita del nord » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    26 marzo 2014 @ 13:55

    […] te, dal Veneto). La Liguria, peraltro, è un parassita da lunga data: basta dare un’occhiata allo storico dei CPT Conti Pubblici Territoriali (cercarsi il grafico […]