4 Comments

  1. Eugenio Calligaro
    20 Luglio 2009 @ 19:42

    Ciao Danilo
    Anch’io (forse per deformazione quasi professionale di quando andavamo ad aprir sentieri) mi sono chiesto più volte; che fine farà quel sentiero? Allora un giorno passando in Comune per altri motivi ho visionato il progetto del “Parco Benedetto XVI” ed ho saputo che: il taglio raso della scarpata non ha niente a che fare col Parco ma è stato un ordine che il Comune ha avuto dall’ANAS in quanto gli alberi venivano considerati pericolosi per la SS 51 bis. Ora anche un profano vede che il pendio in caso di piogge torrenziali o di neve abbondante è più pericoloso di prima. Anche la messa in sicurezza della scarpata dovrebbe essere compito dell’ANAS, dico dovrebbe perchè a giorni aspetto altre notizie in merito anche riguardo al sentiero. Non so se tu sai quacosa in più. Sarebbe bello anche avere delle foto vecchie per vedere se questo luogo è sempre stato boscato o se una volta era prativo e pericoloso.
    Eugenio

  2. Danilo De Martin
    20 Luglio 2009 @ 21:51

    Ciao Eugenio,
    Sono d’accordo che taglio raso della scarpata e parco di Loreto non sono in relazione fra loro. Però, come dici tu, che fine farà quel sentiero? Io credo che in fase di progettazione, tenuto conto della sua importanza storica, il progettista ne doveva prevedere la sistemazione in quanto “funzionale al parco”, oltre che costituire il raccordo più logico della Traversata del Centro Cadore (anche se la gente può, lungo un tratto stradale mica tanto simpatico, arrivare al Ritiro e poi fare la strada vicinale del Col Campion).

    Succede spesso (quasi sempre) che questi professionisti si dimentichino di chiedere “in giro”, alle persone che, a vario titolo, sanno qualcosa della realtà sulla quale poi vanno a “progettare”. Ecco che talvolta i progetti risultano scollegati (almeno in parte) o non perfettamente integrati con tutti gli elementi che formano l’ambiente (inteso in senso ampio).

    Personalmente non penso ad una sistemazione “impattante” ma ad una semplice profilatura del tracciato originale (per intenderci è più un lavoro da “pala e pic” che da scavatore). In ogni caso, se lo vogliono fare, hanno tutto il tempo, e le risorse da mettere in gioco in termini finanziari sono ridicole rispetto al progetto generale. Vedremo come si svilupperà la cosa.

  3. Danilo De Martin
    21 Luglio 2009 @ 09:50

    Ho verificato su una foto aerea del 1917 scattata dagli austriaci: la scarpata (l piei) era assolutamente boscata e lambiva la strada del Col Campion che dai Burighela sale verso via Loreto. Al riguardo penso che l’ANAS dovrà per forza fare un paramassi (credo che non gli verrà a costare meno di 300.000 €). Riguardo a pioggia e neve, in particolare se a carattere eccezionale, viene da mettersi le mani nei capelli. Personalmente, quando faccio quel tratto di strada, cerco di passare via veloce, non mi fido. Basta che un capriolo vada a farsi “due foglie” e smuova un sasso. A proposito, non è uno scherzo, credo che il Comune dovrà proibire di giocare a pallone nell’area del parco (basta uno spiazzo perché i tosate si mettano a giocare).

  4. Danilo De Martin
    9 Marzo 2010 @ 20:06

    Papa: quest’estate né Valle d’Aosta né Alto Adige. Allora viene a Lorenzago. Forza sindaco (di Lozzo), bisogna finire “ale preste” il parco di Loreto …