11 Comments

  1. griso
    16 Giugno 2010 @ 12:04

    Caro Danilo,
    ma le vace e i mus vali anche a brucà su le scarpade del Genio?? Domanda impertinente o pertinente?!

  2. griso
    16 Giugno 2010 @ 15:45

    Da ca ‘n avante, vedaron de pedo. Schei no é pì, calche Comun (come ‘l nostro che i schei ‘l li spreca co le parcelle de i avocate, co i laore come chel de la Manadoira ecc.)vedarà presto l’erba cresce sul porton de ‘l Municipio. Da ‘n cuoi i parla che diverse Comun de montagna dovarà serà. La Comunità Montana no la gode pì de tante trasferimenti e alora, invenzi che pagà operai par netà le scarpade del Genio (ad Agosto!), i deve avé pensou ai mus e alle vace (meo sarae le fede e le ciaure). Ma anche inte ‘n Zima Gogna é cambiou ‘l sora manego. Ades é un che sa tanto (forse masa), vedaron se ‘l sarà bon de moltiplicà i pani e i pesci. Almanco Mimo avea inventiva e se darea da fei anche pa la pulizia del territorio. La vedaron ben bela co chesti ciare de luna!!

  3. frank
    17 Giugno 2010 @ 07:45

    Ieri si diceva: siamo alla frutta; oggi si dice: siamo agli asini;
    …di doman
    non v’è certezza

  4. Danilo De Martin
    17 Giugno 2010 @ 10:08

    Frank, un territorio vivo può manifestare questa sua vivacità in molti modi, fra i quali vi è anche l’improvvisazione. Ciò che conta è che le cose si muovano, e insieme a loro anche le persone. C’è però un rischio nella improvvisazione che si può pagare caro: iniziative che potrebbero avere un “futuro”, se sono gestite male lasciano dietro a sé una scia di “brutti ricordi” che poi condizionano nuovi tentativi. Sperimentare è una cosa, improvvisare è un’altra cosa ancora. Lasciamo che ad improvvisare siano i jazzisti ed i cabarettisti, ma quando ci si interessa del territorio le iniziative andrebbero pensate un po’ più a lungo.

  5. frank
    17 Giugno 2010 @ 17:00

    Danilo toglimi una curiosità: questi animali acquistati col pubblico contributo quanti anni (o giorni) di onorato lavoro devono svolgere prima di poter essere collocati a riposo? (magari come bistecche o cotolette perchè di solito è la fine che gli riserviamo)

  6. Danilo De Martin
    17 Giugno 2010 @ 19:14

    @Frank, questo che hai formulato è uno dei vari quesiti che possono sorgere se solo riflettiamo un attimo sul problema. Parlando qualche ora fa con una persona, sono venuto a sapere che del bando è stata formulata una bozza, che verrà pubblicata dopo che il consiglio della comuità montana avrà ratificato la decisione della giunta (mi pare di aver capito entro la fine di giugno). Dagli articoli finora usciti sulla stampa locale (Gazzettino, Corriere delle Alpi e Corriere del Veneto), veniva invece dato per scontato (propaganda) che il bando fosse già pronto. Comunque quando uscirà si potrà verificare la portata di quella che, in linea teorica, è pur sempre una buona idea. Puntare su “agricoltori” che non fanno questo mestiere in via continuativa significa, di fatto, mettersi nelle mani di gente che ha magari tanta buona volontà ma che, alle prime difficoltà, cala le braghe. Ho sentito che si auspicherebbe (da parte della CM) un coinvolgimento delle associazioni, che dovrebbero turnare i vari componenti per governare gli animali. C’è il bisogno di governare gli animali durante la stagione di pascolo ma anche durante la stagione invernale, perché il decespugliatore lo spegni, la capra o l’asino no (a meno di non farne bistecche come suggerivi). E qui iniziano i problemi, non ultimo quello della stalla. Se poi gli animali sono tre per paese il problema non si pone, ma nel contempo non risolvi neanche la faccenda dello sfalcio dei prati. Domani vedo se riesco a fare un breve articolo proponendo alla riflessione dei lettori “Cheyenne, trent’anni”, la vicenda di una “pastora” che fa manutenzione ambientale in convenzione con il comune di Rabbi in Trentino.

  7. MAZARUO
    17 Giugno 2010 @ 19:40

    MA SE I ROMPE LE TOLE ANCHE A CHEL PORO TAFERNER A MONTE, COME PODEU PRETENDE CHE LA DENTE NO BRONTOLEE DEI MUS VISIN CIASA,SON A LOZ ANGELES PAESE DEI VIP COME BAY WATC TUTTI FIGHI COI OCIAI DA SOL E GIARDINO ALL INGLESE……

  8. moschitos
    17 Giugno 2010 @ 23:28

    Quanto al Tafi (Taferner), e al Mosito? No e nisun ke pensa al Mosito? No sei se l’ha reson o no ma me par che chesta aministrazion i abie fato un contratto KAPESTRO par tegnì le fede a monte. Così al dis. E le fede le e su pa le crode del pupo … Volarae vede che le fosse cadò e che le magnese le petunie de calche VIPS …

  9. Cheyenne, trent’anni » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    18 Giugno 2010 @ 07:24

    […] trent'anni In attesa del bando della CM Centro Cadore.  E’ semplicemente uno spunto di riflessione proposto ai lettori del […]

  10. Spirito Cufoletto
    26 Giugno 2010 @ 21:46

    le avarà pura da magna algo ste pore fede! avon le bruse che rua n te ciasa, lason che le se gode a magnà senza rompeli le tole!

  11. Comunità montana Centro Cadore: il bando per lo sfalcio e lo sfalcio al bando (un anno dopo) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    13 Giugno 2011 @ 09:11

    […] Un anno fa appariva il bando per lo sfalcio promosso dalla Comunità Montana Centro Cadore (vedi articolo del 16 giugno […]