De Menech ricorda De Gasperi (nel senso che lo cita ...)

Discorso di De Menech alla Camera durante l’esame del ddl Delrio (resoconto Camera 2 dicembre). Con un po’ di sforzo qualcosa si riesce a capire. Certi concetti, va detto, filano via meno lisci di altri: è come se si accartocciassero, si intruppassero gli uni con gli altri. Non è una perla di oratore, no. E speriamo che la concretezza dell’uomo, cui fa così spesso riferimento, sia più lineare e … concreta dei suoi discorsi. Si può migliorare.

[…] Quindi, la vera sfida è l’aspetto di concretizzazione del provvedimento stesso e, su questo campo, io credo che questo provvedimento tracci una linea, ma che dia molti strumenti ed anche molto lavoro da fare, con la premessa che facevo prima, che è indispensabile, ossia che oggi è impensabile – lo ripeto – rimanere fermi su queste tematiche.

[…] Noi dobbiamo stimolarli, dobbiamo creare il presupposto giuridico perché queste fusioni e queste unioni di comuni abbiano da crescere in maniera volontaria e consapevole rispetto ai nostri amministratori.

[…] « Autonomia non è espressione verbale, ma è lavoro di tutti giorni: progetti concreti che vengono applicati, esigenze esistenti che vengono soddisfatte, mano a mano – questo è importante – che i mezzi lo permettono ». Chi era questo ? Era Alcide De Gasperi, che è stato uno dei più forti sostenitori delle autonomie. Mano a mano che i mezzi lo permettono.

In poche parole, con riferimento alla citazione degasperiana, la lunga marcia verso l’autonomia, par di capire dalle “mani avanti” messe del deputato, sarà molto molto molto lunga.

C’è da dire che, rispetto all’ululato del “coyote”, il piddino brilla (sempre che dalla trincea, nel frattempo, con il consueto impeto e ogni energia spesa, non esca qualcosa di rilevante sull’argomento).

 

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