Dolomiti Ambiente: i sindakos paventano aumenti tariffari (perché, quelli del 30% del Bim-Gsp erano giuggiole ??)

Non entro nel merito della cessione delle quote di Dolomiti Ambiente possedute dalla Provincia di Belluno, atto deliberato in ogni caso prima dell’agguato del PDL che ha privato tutti i bellunesi del proprio ente di riferimento per beghe partitiche interne, consegnandolo nelle mani del commissario prefettizio. In linea generale da liberista mi va bene ogni privatizzazione, anche se riconosco che vi sono casi di aziende pubbliche (pochissime) ben gestite.

Non entro nel merito, dicevo, ma risulta quanto mai esilarante la motivazione con cui il sindaco di Belluno, portavoce dei sindakos, ha espresso le sue preoccupazioni:

Premesso che le quote rimanenti della società fanno capo al Bim-Gsp (Gestione servizi pubblici, 7,6%) e ad Acegas (7,6%), i sindaci – portavoce il primo cittadino del capoluogo, Jacopo Massaro – ritengono che quella di Palazzo Piloni «sia una scelta politica in spregio ai programmi dei Comuni sulla partita dei rifiuti, che sottolinea una scarsa considerazione alla tasche dei cittadini, perchè così cambieranno le tariffe dei rifiuti».

Capito ragazzi?

Ma se con Bim-Gsp i cari sindakos ci hanno appena fatto il regalo dell’aumento della tariffazione dell’acqua del 30% per loro manifesta incompetenza (a cui seguirà un aumento del 5% per ogni anno fino al 2019)!! E qui, come motivazione principale da opporre alla vendita delle quote della società, paventano l’ipotetico aumento delle tariffe?? Non c’è più religione.

Sindakos, basta la parola.

 

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