5 Comments

  1. Griso
    24 Giugno 2010 @ 14:27

    @Danilo,
    corsi e ricorsi della storia. La vecchia foto qui riprodotta ritrae le mucche al pascolo a Loreto. Si tratta delle mucche dei fratelli Apollonio e Gioanin Calligaro delle Paule che, a quei tempi, portavano al pascolo il bestiame a Sottopiana ed anche a Cornon e Molenies attraverso la Ruoiba (allora transitabile tranquillamente perfino per le slitte con il fieno). Ora che Loreto è una plaga dove crescono soltanto erbacce (delle piante a foglia, tanto reclamizzate, fin qui neanche l’ombra…), si renderà sicuramente necessario ritornare ai metodi del passato, alle vecchie abitudini. Impiegare i dipendenti comunali o comunitari per lo sfalcio costa troppo, mandrie di mucche non ce ne sono e, comunque, richiederebbero troppo dispendio di energie e denaro, resta la soluzione degli asini, animali pazienti e cocciuti, atti a ripulire con metodicità l’intera plaga, il tutto senza molte pretese. Dunque soltanto gli asini, divoratori come pochi di erba,possono svolgere il ruolo di ripulitori e curatori del sacro luogo.
    Nel tuo scritto, caro Danilo, mi sembra comunque di cogliere anche una sottile ironia, mi sembra di capire che tu voglia tratteggiare una allegoria: che gli asini rappresentino “Lor signori”?
    Se così fosse, del “branco” potrebbe far benissimo parte l’onnipotente mus “nano-virus”, potrebbe esserci ‘l mus capo-branco regolatore-coordinatore del “ciapo” con gli striduli ragli ‘nop-è, ‘nop-è…, ci potrebbe stare anche ‘l mus CCC, per non parlare del mus sapienton, chel che dis sempre: “ma vogliamo scherzare??” (senza sapere però di quale scherzo si tratti).
    Bella compagnia quindi. Sta seguro, Danilo, che, ‘nte ‘n vede e no vede, chesti mus ca i neta diligentemente duta la zona.
    Danilo, no é niente da dì, te ses ‘n vero scopritor de talenti!!

  2. Frison
    26 Giugno 2010 @ 15:06

    @Danilo,
    in paese corre voce che per la prossima inaugurazione del Parco di Loreto, dedicato a S.S. Benedetto XVI°,il parterre di autorità presenti sarà molto nutrito e qualificato. Da quando un loquace assessore prospettò a Sua Santità l’idea della Amministrazione di porre, su di una parete del sagrato della Chiesa, una targa commemorativa a ricordo delle fauste visite, molta acqua è passata sotto il ponte sul Rio Rin e sotto il vicino ponte Nuovo. Altro che targa commemorativa! Le cose sono state fatte in grande, si è spianato l’accesso alla chiesa abbattendo l’intero bosco e così l’ameno, ombroso sacro luogo è divenuto una soleggiata plaga che sarà oggetto di autocelebrazione e di ammiccanti e positive valutazioni e commenti da parte del codazzo di autorità, valligiani, turiferari locali e turisti al seguito.
    Se poi tra gli invitati ci sarà pure, come le voci sussurrano, Sua Eminenza il card. Camillo Ruini, la festa avrà una risonanza non solo regionale ma addirittura nazionale. Certamente l’anziano porporato verrà consigliato di munirsi di un ampio cappello di paglia, soprattutto
    se le previsioni meteo daranno ampie rassicurazioni sulla presenza di alta, benefica pressione atmosferica sul nord-est.
    Sicuramente sentiremo lodi sperticate alla lungimiranza dell’Amministrazione che ha saputo così degnamente onorare le due visite di S. Santità e ha saputo creare la giusta atmosfera celebrativa di un evento unico nel suo genere. Personalmente io non ci sarò, preferisco recitare una Ave-Maria a casa mia evitando di assistere alla incensatura di ipocrisie di coloro che menano perfino vanto per quello che io considero uno scempio dell’unica area del paese dove era ancora possibile respirare una mistica atmosfera invitante alla meditazione ed alla preghiera ed ispirante un clima intriso di spiritualità. Ora anche questa area è stata “deturpata” con la scusa di commemorare una visita papale, nella realtà per cogliere l’occasione di una autocelebrazione mediatica da sfruttare a meri scopi di promozione politica. Oltre al danno procurato, nel computo va calcolato anche un costo non proprio irrilevante (posto a carico del contribuente generalmente inteso). E non mi si venga a dire che si tratta di un prevalente intervento regionale, giacché allora mi sarebbe facile replicare che la Regione siamo tutti noi, cittadini veneti…
    Benvenuto Eminenza, benedica la Chiesetta e l’opera inauguranda, soprattutto facendo voti che la vegetazione venga in qualche modo ripristinata al più presto. Soprattutto benedica le teste dei nostri Amministratori: ne hanno sommo bisogno!!!

  3. Danilo De Martin
    26 Giugno 2010 @ 18:36

    Caro Frison,
    avevo visto scorrere nei giorni scorsi le notizie riguardanti la visita di Ruini. La cosa mi ha lasciato indifferente anche perché questi sono predicatori che non mi attizzano; riescono solo goffamente a mascherare la loro temporalità. Ma anche fra le bianche anime qualcuno deve pur interessarsi di capitale, rendita e perpetuazione (politica) della specie. Per Dio! Ho ripescato, pensando che possano essere utili per un approfondimento, i due link che parlano dell’argomento. (uno e due).

    Non posso dire alcunché sull’uomo, né su Ruini né su nessun altro. Ma se la sua figura può essere utile a qualche scopo di promozione turistica, ne dubito vista la colossale ombra della pedofilia che incombe sul Vaticano e su tutte le toghe, anche porporate, per me i sindaci possono strattonarselo quanto vogliono, contento lui.

  4. stela
    27 Giugno 2010 @ 08:43

    vendre bonora e’desto inte un mus nuou a fini i laore, te sesto acorto?

  5. Danilo De Martin
    27 Giugno 2010 @ 09:09

    Cuanto ai mus, e l camion de Big Gim? A l me à roto i totane. 30 viade l à fato (forse de pì) par portà fora doe barele de sabia al colpo par fei la strada dei “fori imperiali”. Se ciato al tenpo i fazo n articolo anche a lui, al camion, ntendo. E pò ei belo fato un sul parco solare de Loreto (lo publico marte, doman tocia al Diga-day, la giornata della diga). Là inte, i à da mete i panele solari, così no serve gnanche i mus che magna l erba …